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THE MIGHTY DIAMONDS VIBES PREZIOSE COME DIAMANTI


Era grande l'attesa per il ritorno dei Mighty Diamonds, il trio vocale che ha lasciato segni indelebili nella storia della reggae music. E alla fine la speranza di poter ritrovare la profondità delle loro vibes e le magiche armonie delle loro voci, si è in parte avverata come dimostra questo loro lavoro in studio dal titolo "Thughs In The Streets". Il nuovo disco è distribuito dalla label francese Nocturne e comincia con la bellissima melodia di "Every Other Day", registrata sull'immortale Satta Massagana riddim. Gli amanti della roots music saranno deliziati soprattutto da tunes quali Ten To One", magnificamente suonata e interpretata. Non mancano le aperture a nuovi stili musicali come dimostra il brano "Jam Jam" dalle influenze soca e calypso così come non mancano dolci love songs come la romanticissima "Baby Love" E "Sarah".

Particolarmente riuscita la cover di "Conversation" degli Uniques mentre risulta più discutibile la virata dancehall con "Party" in combination con Ragga B così come lascia perplessi la rivisitazione in chiave moderna di "I Need A Roof", una delle canzoni più belle scritte da Mighty Diamonds. Insomma per il trio jamaicano si verifica quanto abbiamo visto accadere con molti altri musicisti storici, ovvero una ricerca della modernità come tentativo di fare breccia nelle nuove generazioni. Tentativo che però difficilmente funziona, con l'aggravante che i vecchi fans restano inevitabilmente delusi fino a preferire che la storia del loro eroe musicale si fosse fermata tempo addietro.

Solo in alcuni solchi del disco rivive la musica immortale dei Mighty Diamonds, troppo poco per collocare "Thughs In The Street" nella discografia essenziale della band.

Track List
Every Other Day
Thughs In The Street
Flat Floot
Ten To One
Jam Jam
One Step
Baby Love
Conversation
Magic Woman
Sarah
Party with Ragga B
Ku Deh
I Need A Roof


PROFILO DELLA BAND

Uniti nel nome della reggae music. Un sodalizio artistico che dura da oltre 30 anni, oltre 40 album realizzati, migliaia di concerti in tutto il mondo e soprattutto la consacrazione nell'olimpo dei classici del ritmo in levare. Questi sono i Mighty Diamonds, nel nome lo splendore della loro musica. Uno dei trio vocali più longevi della storia musicale della Jamaica, composto da Donald "Tabby" Shaw - The Prophet, Fitzroy "Bunny" Simpson - The Jester e Lloyd Ferguson - The Judge.
L'incontro di queste tre anime ha permesso la nascita di un'irresistibile mix di voci, armonie e suoni grazie ai quali la band ha saputo creare un proprio stile inimitabile. La loro storia comincia nel 1969 nel ghetto di Trenchtown. Registrano il primo singolo, "Girl You're So Young", ai Dynamic Studios nel 1970. Nel 1973 realizzano "Shame And Pride" per Rupie Edwards. E' la canzone che apre la porta della notorietà dei Mighty Diamonds e che fa conoscere la band in tutta l'isola.
La svolta artistica arriva nel 1975 quando la band entra negli studi di Channel One dove incontrano i fratelli Hookim. E' in questo periodo che i Mighty Diamonds scrivono e realizzano il loro miglior materiale a partire dalla canzone "Country Living",che ottiene un grande successo nel Regno Unito. Nascono così i presupposti per dare vita al primo e indimenticabile album della band che esce con il nome "Right Time" e che ottiene un ottimo riscontro internazionale. Il trio vocale sigla un contratto con la Front Line della Virgin per la quale realizza altri 3 album prima che il rapporto finisca nel 1980.
Nel 1982, grazie alla collaborazione con il producer Gussie Clarke, i Mighty Diamonds realizzano il loro singolo di maggiore successo, "Pass The Kutchie", ricantata qualche anno dopo dal giovane gruppo Musical Youth con il titolo di "Pass The Dutchie", version che raggiunge il primo posto nella classifica inglese e che riaccende l'interesse generale nei confronti del brano originale.
Dopo un periodo di pausa il gruppo ritorna con due buoni album prodotti sempre da Gussie Clarke. Infatti nel 1987 esce "The Real Enemy" e l'anno dopo "Get Ready", entrambe distribuiti dalla label Greensleeves.


INTERVISTA A MIGHTY DIAMONDS


Nel film "The Rockers" vi si vede mentre lavorate in una fonderia.

Judge: Infatti, è una ferramenta. E' il negozio di Bunny, faceva il saldatore di professione. Anche Tabby. Quanto a me ero nella polizia.

Fino a quando hai lavorato nella ferramenta?

Bunny: Sono stato in quel negozio fino al 1975. Poi si è deciso di chiuderlo perché era difficile impegnarsi sul lavoro e nel campo musicale. Ed è naturale che scegliessi la musica.

Come vi siete incontrati?

Tabby: Vivevamo nello stesso quartiere. Andavamo alla stessa scuola quando eravamo piccoli. Il nostro coinvolgimento nella musica è avvenuto casualmente e ci è sembrato logico di intraprenderlo insieme visto da quanto tempo ci conoscevamo.

Si dice che per affinare le vostre armonie vocali vi siete ispirati alla musica soul?

Tabby: Si e abbiamo ascoltato anche molto R&B come Stylistics, Temptations, Diana Ross e The Supremes…..Bunny: I Wailers, gli Heptones, i Gaylads, Ken Boothe, Alton Eliis. Tutta gente che aveva iniziato prima di noi e c'erano così tanti artisti che è difficile rammentarli tutti. Per esempio i compianti Slim Smith e Desmond Dekker.

Non si conoscono molto le canzoni da voi realizzate prima di entrare a Channel One

Tabby: La prima canzone è stata "Girl You're So Young", su label Success di Rupie Edwards. Poi facemmo un altro brano per l'etichetta di Stranger Cole che si chiamava "Oh No Baby".
Judge: Abbiamo fatto "Shame And Pride" per Pat Francis.
Bunny: Mentre il nostro primo singolo registrato a Channel One è stato "Right Time", al quale sono seguiti "I Need A Roof, "Have Marcy" e "Africa".

Come siete arrivati a Channel One?

Bunny: Channel One è stata una buona scuola. Tutto cambiò quando firmammo per la Virgin, la quale voleva che noi lavorassimo esclusivamente per loro. Ci sentivamo imprigionati e non liberi di fare le nostre scelte. Un giorno la Virgin ci disse di andare a New Orleans per sperimentare nuove sonorità e da allora il rapporto si ruppe bruscamente.
Tabby: Volevano che cambiassimo la nostra musica ma noi non ci sentivamo pronti e avevamo già delle canzoni realizzate.
Bunny: Se oggi, dopo 30 anni siamo ancora qui, è perché non abbiamo mai svenduto la nostra musica.

Avete lavorato molto con Gussie Clarke.

Bunny: Abbiamo fatto quattro album con Gussie Clarke. E' stata un'altra tappa importante della nostra carriera anche se a buone produzioni non corrispondevano adeguati riconoscimenti economici.

Il vostro brano più famoso è "Pass The Kutchie", canzone poi ripresa dai Musical Youth che ne cambiarono totalmente il testo. Quale fu la vostra reazione?

Judge: In effetti cambiarono solo la parola "kutchie", che è una pipa per fumare l'erba, in "dutchie" che invece rappresenta una pentola per cucinare. L'obiettivo era quello di raggiungere una audience più vasta possibile.

Gussie Clarke ha aperto il suo studio di registrazione attraverso il quale ha lanciato il reggae digitale. Voi siete passati rapidamente al nuovo suono anche se pochi gruppi degli anni '70 lo hanno fatto…

Judge: Noi non siamo i primi arrivati ed è per questo che ci adattiamo a ogni evoluzione che la musica può avere. Bisogna essere capaci di cantare su qualsiasi tipo di musica sia essa reggae, calypso o soca.

Avete un nuovo album

Judge: Si chiama "Thugs In The Street" ed è un buon disco. E' come quando abbiamo fatto "Right Time". E' come essere ritornati davanti ad una tela per dipingere un nuovo quadro. Si tratta di nuove canzoni e nuovi testi anche se recuperiamo qualche riddims dal passato.
Bunny: Alcune case discografiche non ti lasciano andare nella direzione che vorresti. Seppure avessimo dei buoni pezzi, il business si è sempre rivelato cattivo per noi. Per questo abbiamo deciso di riprendere nelle nostre mani il comando e fare quello che ci va di realizzare.

E quale è questa direzione?

Bunny: In alto, sempre diritto verso la sommità e niente altro. Vogliamo mostrare al mondo quello che siamo capaci di fare. E seppure lungo la strada si incontrano difficoltà, è importante non perdere la bussola.

Intervista realizzata da Benoit Georges il 21/02/2006 e pubblicato su www.reggaefrance.com

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