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WELCOME inna new REGGAE REVOLUTION.it
CRITICA INGLESE: RICHIE PICE
" THE NEW PRINCE OF REGGAE"

La critica inglese ha proclamato Richie Spice "The New Prince Of Reggae", dopo il suo concerto tenuto alla Brixton Academy, luogo culto della musica.

Il lusinghiero giudizio è arrivato subito dopo che il raffinato singer jamaicano si era esibito per quasi due ore sul prestigioso palco davanti ad un pubblico numeroso che aveva occupato in ogni ordine di posto l'Academy e che al termine di ogni canzone chiedeva sistematicamente il bis.
Prima di Richie Spice, si erano esibiti Junior Kelly, Chezideck e Spanner Banner, il fratello più grande di Richie.

Un 2007 da incorniciare per Richie Spice, apertosi con l'uscita di "In The Streets To Africa", il suo terzo album e proseguito con un tour mondiale che lo ha portato in ogni angolo della terra. A rendere questo anno ancora più speciale sono arrivati anche singoli di successo come "World Is Cycle" e "A No Me Dat", più una serie di partecipazione a diverse produzioni, a conferma di come sia uno degli artisti più richiesti e acclamati.
Un percorso di continua crescita quello di Richie Spice, iniziato nel 2004 quando improvvisamente la "big tune" "Earth A Run Red", registrata diverso tempo prima, divenne un successo internazionale, culminato con la realizzazione dell'album "Spice In Your Life", accolto con grande favore sia dal pubblico che dalla critica. Merito anche della Fifth Element, la label di Kingston che ha creduto in questo artista e ha compiuto tutti i passi necessari per poterlo lanciare.



A No Me Dat - Video




INNA JAMDOWN - SPECIALE EVENTI

Tra dicembre e gennaio,con una speciale sorpresa a febbraio, il calendario musicale jamaicano si presenta ricco di eventi da non perdere. Di seguito, ve ne presentiamo i principali e più seguiti.

WELCOME TO JAMROCK
Terzo anno di vita per il Welcome To Jamrock, ultimo arrivato nei tradizionali appuntamenti musicali di fine anno, ma già consolidatosi come uno degli eventi più attesi dai jamaicani. La produttrice esecutiva è Cindy Breakespeare, madre di Damian Marley, che insieme ai fratelli sarà una delle attrattive principali dello spettacolo, insieme ad altri nomi di qualità come i Rootz Underground e la bravissima Etana. L'appuntamento è per il 21 dicembre allo stadio di Kingston

STING 2007
Se sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Ancora una volta l'appuntamento annuale con lo Sting nasce sotto una buona stella, ma poi andrà davvero tutto bene? O ci saranno gli scontri, le violenze, i battibecchi che hanno caratterizzato un po' tutte le edizioni, quasi come fossero degli elementi imprescindibili di questa manifestazione musicale?
Lo show si terrà come sempre il 26 dicembre al Jamworld in Portmore, St Catherine e il piatto forte sarà ancora una volta la dancehall, con la partecipazione di molti dei suoi protagonisti principali, quali Bounty Killer, Ninjaman, Beenie Man, Vybz Kartel, Busy Signal e l'astro nascente e protagonista assoluto del genere in questo 2007, Movado. Tutti faranno parte del segmento denominato Dancehall Finest, ma lo Sting 2007 punta soprattutto sulla prima partecipazione di Jah Cure nel line up del festival. Il singer farà parte del segmento denominato Singers Paradise, nel quale troveranno posto, tra gli altri, Tarrus Riley e Queen Ifrica. Ulteriore novità di quest'anno è l'ideazione di una sorta di spettacolo itinerante che promuoverà in cinque tappe l'appuntamento principale. Speriamo bene, anche se Ninjaman ha già annunciato di voler fare il clash con chiunque crede di sfidarlo. Staremo a vedere.
http://www.stingjamaica.com.jm/

EAST FEST 2007
Dopo un anno di pausa, ritorna l'East Fest 2007, show organizzato dai Morgan Heritage la cui prima edizione si tenne nel 1999. E' Gramps a fare l'atteso annuncio durante una conferenza stampa.
"L'East Fest si terrà come sempre a Morant Bay, anche se stiamo cercando di ampliare lo spazio a disposizione. La nostra ricetta è sempre roots, rock, reggae e parteciperanno Anthony B, Capleton e non mancheranno i giovani emergenti quali Munga e Demarco"

REGGAE CAMPFIRE 2007
E' lo show di Capodanno, nato in sordina in collina e diventato ora appuntamento irrinunciabile per chi voglia festeggiare il nuovo anno a colpi di reggae e dancehall. E anche questa edizione si presenta particolarmente infuocata, visto che allo show partecipano Sizzla, Buju Banton, Beenie Man, Tarrus Riley, Morgan Heritage, Anthony B, Sanchez, Queen Ifrica, LUST, Turbulence, Chuck Fender, Etana e altri.

REBEL SALUTE 2008
"Le cose che ci uniscono devono essere più forti di quelle che ci dividono". E' questo lo slogan sotto il quale Tony Rebel ha fatto nascere il Rebel Salute e lo ha portato avanti fino alla sua 15° edizione, che si terrà il 12 gennaio nella tradizionale location di Port Kaiser, Jamaica.
Insignito del Grammy Award di Irie Fm quale migliore show svoltosi nell'isola nell'anno che si sta per concludere, anche questa importante edizione si annuncia molto interessante. Appuntamento di qualità che vede anche l'originale partecipazione di Monty Alexander, grande pianista jazz jamaicano che ha realizzato un disco in omaggio a Bob Marley. Per i grandi ritorni, ci sarà Ini Kamoze, "The Hotstepper" che ritorna così ad esibirsi di fronte al grande pubblico del Rebel Salute.
http://www.myspace.com/rebelsalute

AFRICA UNITE 2008 IN JAMAICA
Dopo tre anni in Africa, l'Africa Unite, show organizzato da Rita e dalla Fondazione Marley, avrà luogo in Jamaica il 23 febbraio al James Bond Beach. Si realizza così una sorta di riappacificazione tra la vedova di Bob e la sua Jamaica, dopo che per tre anni consecutivi il festival che vuole celebrare la nascita del "profeta" del reggae, si era tenuto nella Motherland (Etiopia, Ghana e Sudafrica). Oltre la musica, nella tradizione dell'evento sono compresi dibattiti, incontri e iniziative, oltre ad un torneo di calcio. Sarà anche l'occasione per lanciare il film documentario chiamato appunto "Africa Unite". Ancora top secret il line up che dovrebbe comprendere anche grandi artisti internazionali. Visto il successo delle passate edizioni, si attende una pacifica invasione della Jamaica per tutti i fans di Bob Marley.
A dare la notizia è stato Michael Dawson della Compagnia di Telecomunicazioni CEO, maggiore sponsor dell'iniziativa.
"L'idea è quella di portare un messaggio positivo per contribuire a far si che gli stessi jamaicani acquisiscono un modo di pensare più centrato sull'Africa".


JAMAICA SI VOTA OGGI
IN UN CLIMA DI INCERTEZZA
E' finalmente finita questa lunga vigilia elettorale. Oggi 3 settembre si vota e al massimo tra qualche giorno sapremo se il presidente della Jamaica sarà ancora Portia Simpson Miller o il suo acerrimo rivale Bruce Golding. Il dibattito sulle votazioni ha dovuto negli ultimi giorni cedere il passo a Dean, l'uragano che domenica 19 agosto ha spazzato l'isola provocando ingenti danni e almeno 20 morti. A due anni di distanza da Ivan, ancora una calamità naturale ha messo a dura prova il coraggio e la pazienza del popolo jamaicano e avendo nel contempo anche un altro effetto non del tutto previsto, ovvero scompaginare quelle che erano le previsioni elettorali e che davano per vincente il PNP, il partito dell'attuale presidente in carica.
L'uragano ha avuto la forza di far ritornare a galla molti dei mali endemici della politica jamaicana e in particolare del governo, che nella gestione dell'emergenza si è rivelato ancora una volta lento, impacciato e impreparato. Proprio la povera gente in un sondaggio fatto due giorni prima dell'election day, ha chiaramente fatto capire che darà la propria preferenza al JLP, non perché questo partito sia migliore ma semplicemente per punire il partito di governo, così inetto nella gestione del post-Dean. Siamo di fronte ad uno scarto minimo ma quello che sembrava impossibile fino a qualche settimana fa - la vittoria di Golding e del suo partito - sembra concretamente realizzabile.
D'altronde il JLP ha basato buona parte delle sua campagna elettorale schierandosi dalla parte dei poveri, promettendo mare e monti come scuola e sanità gratuita per tutti e accusando la Miller di essersi definitivamente dimenticata dei poveri e delle loro sofferenze. Lasciateci esprimere le nostre perplessità accompagnate da una domanda: il JLP quando era al potere cosa ha fatto?
Purtroppo non possiamo non segnalare episodi di violenza, tra i quali quello che ha fatto maggior scalpore è stato l'uccisione di sette persone venerdì 31 agosto, da subito battezzato dai media come "bloody Friday".
Non ci resta che sperare che chiunque sia il vincitore, si metta seriamente ed immediatamente al lavoro per risolvere i tanti problemi che gli si porranno davanti, governando finalmente dalla parte della gente.

I CANDIDATI RASTA

Se la maggioranza dei Rasta continua a considerare la politica come qualcosa di sporco e di inevitabilmente compromesso, non la devono pensare allo stesso modo alcuni rastaman che a queste elezioni politiche jamaicane hanno deciso di presentarsi.
Il più noto di essi è Ras Asor Black del Jamaica Alliance Movement (JAM) che si presenta come candidato indipendente nel Nord Trelawny. Nel suo manifesto elettorale ci sono una serie di proposte concrete per la risoluzione dei problemi più urgenti. Ras Asor Black non è la prima volta che si candida, ma fino ad ora ha sempre fallito l'obbiettivo della conquista di un seggio in parlamento.
"Ho deciso di propormi in politica perché non è giusto che i Rasta non abbiano proprio in Jamaica voce in capitolo. Grazie alla filosofia e alla fede in Rastafari la Jamaica è tra i sette posti più conosciuti del mondo ed è giusto che usciamo dall'angolo nel quale la politica ufficiale ci ha relegato" - ha detto Ras Asor Black, che ha scelto come simbolo del suo partito la stella di Davide.
The Imperial Ethiopian World Federation (IEWF) Incorporated Political Party ha presentato ben 10 candidati, anche qui nella speranza di guadagnare almeno un seggio parlamentare, cosa mai riuscita sin dal 1997, quando per la prima volta il partito-movimento ha partecipato alla competizione elettorale. I voti raccolti sono sempre stati molto scarsi, ma i responsabili della IEWF si ritengono comunque soddisfatti perché mai come quest'anno sono riusciti a presentare diversi candidati in più zone.
"I candidati del nostro partito si rifanno al moderno etiopianismo. Questa è l'ideologia dell'Imperatore Haile Selassie ed una parte di questa ideologia dice che ogni candidato deve vivere nel posto nel quale si candida e rappresentare interamente gli interessi della comunità" - dice Alder, segretario dello IEWF.
"Viviamo tra la gente e sappiamo quali sono i problemi che la gente deve affrontare ogni giorno. Non regaliamo ne magliette ne Guinness e sappiamo che quando la gente apre il cuore ai candidati Rasta è perché realmente pensa che essi abbiano la possibilità di fare un vero cambiamento" - aggiunge Alder.
Infine il rappresentante dello IEWF, il cui simbolo è il leone, nota come gli altri partiti sono già stati al potere senza che facessero nulla di particolare, per poi concludere che "solo un voto per i Rasta porrebbe le basi di una svolta".


HORACE ANDY IL CAPOLAVORO E' SERVITO
Cosa avviene quando un leggendario roots singer come Horace Andy incontra gli altrettanto leggendari musicisti e produttori Sly & Robbie? Avviene che esce fuori un disco eccezionale e non potrebbe essere altrimenti. L'artista jamaicano dalla voce unica e meravigliosa riesce ad amalgamarsi perfettamente con le sonorità del magico duo e "Livin' It Up", questo il titolo dell'album, è sapientemente suonato, magistralmente prodotto e meravigliosamente cantato. Se non si è ancora capito, questo album ci piace davvero molto e non ci stanchiamo mai di ascoltarlo Entrato nuovamente nel Harry J's Studio, Horace ricattura le splendide vibes di un tempo e ce le restituisce in chiave moderna, senza che questa operazione incida negativamente sul lavoro finale. Ad arricchire il tutto arriva anche del materiale nuovo ed inedito, sempre e comunque inna roots style. Il disco colpisce sin dalla prima incendiaria tune, "Fire A Go Burn", cantata da Horace con stile cadenzato e ipnotico. Sulla seconda traccia "Holy Mount Zion", a spiccare è la batteria di Sly, capace di trasportare con se l'intero brano. Ed ' è sempre il marchio dei due musicisti a caratterizzare i brani "I'm Alive" e "Zion Gates", un classico ottimamente riproposto così come accade con "Bless You", uno dei brani di Andy di maggiore successo degli anni '70. Proposta con nuovi arrangiamenti, "Skylarking" resta sempre un "pezzone" esagerato, in assoluto una delle più belle canzoni mai realizzate. Alta spiritualità e misticismo la troviamo nei pezzi "King Of Kings", una preghiera dalle forti emozioni, in "Rastafari Prophecy" e infine "True Rastaman", che ci insegna lo stile di vita di un vero Rasta.
E se per caso il disco da solo non vi basta, ad rendere unico il tutto c'è anche un DVD, nel quale è possibile vedere l'intera session di registrazione dell'album, così da rendersi conto più pienamente cosa accade quando dei geni musicali si incontrano tra di loro.
Scusate i toni troppo enfatici, ma "Livin' It Up" è un capolavoro!!!


THE WINNER IS GREGORY
Lasciare un segno incancellabile nella reggae music?
Ecco questa è stata da sempre la missione di Mr. Cool Ruler, obiettivo ampiamente raggiunto da tempo, così come dimostra questa ennesima e preziosa raccolta che la Trojan ha voluto dedicare al pioniere del lovers rock. Compilation che nonostante contenga del materiale già edito, non lesina qualche chicca che da sola vale l'acquisto del cd. In ogni traccia si rivive quello che ha reso grande questo artista, dall'inconfondibile stile vocale a le atmosfere pacate e sospese che lo hanno reso unico e inimitabile. Si parte degli esordi quando le influenze del R&B americano sono ancora evidenti, o in piena era rocksteady quando Gregory già dà i primi segnali della sua grandezza con pezzi quali "Be Careful" e "Another Heartache". Un singer che ha saputo cantare l'amore come pochi, ma che è stato capace anche di scrivere testi di enorme contenuto sociale. Alcuni di essi, come "Helping Hand" e "Help Us Get Over", figurano nel disco il cui titolo, "The Winner", vuole sottolineare come il talento di questo artista sia meravigliosamente vincente.



ELEZIONI IN JAMAICA appena
dopo l'uragano DEAN

Si avvicina il momento cruciale, quello in cui si conoscerà chi sarà il prossimo presidente della Jamaica. E' naturale che i media parlino ogni giorno delle elezioni e seppure vasti strati della popolazione sembrano essere totalmente indifferenti a quanto accade, la consapevolezza che si tratti di un appuntamento importante è più che presente. Ancora una volta siamo costretti a parlare di violenza a sfondo politico, che comunque continua a mietere vittime. Nel sottolineare che il fenomeno è molto più limitato rispetto a quanto è successo negli altri appuntamenti elettorali, non si può non notare che anche un solo morto tinge inevitabilmente di sangue la giovane democrazia jamaicana.
E se i due leader dei partiti che si contendono la vittoria finale, Portia Simpson Miller e Bruce Golding, cercano di abbassare i toni (non sempre riuscendoci), i rispettivi supporters non rinunciano ad atti di violenza per sottolineare la differenza e rivalità che li separa. Nel frattempo c'è stato anche il Nomination Day, ovvero il giorno nel quale si sono conosciuti tutti i candidati e i relativi partiti d'appartenenza. Tra di essi troviamo The Imperial Ethiopian World Federation Incorporation Party, con nove suoi esponenti che aspirano ad un seggio in Parlamento.Uno dei rappresentanti ha detto chi il loro obbiettivo è quello di far eleggere almeno un Rasta in Parlamento per portare avanti alcune proposte e rivendicazioni come quelle del rimpatrio e del risarcimento, oltre a chiedere alle Nazioni Unite che venga rimosso l'attuale governo etiope. Nell'area che fa riferimento al movimento Rasta c'è anche Ras Astor Black del Jamaica Alliance Movement e Ivuwaqayliz Yuwakhid del Jerusalem Bread Foundation, il quale ha dichiarato di voler portare alla gente "amore e rettitudine. Solo amandoci possiamo salvare la nazione".. Ma a contrastare queste speranze anche il Nomination Day è stato macchiato di sangue con diverse sparatorie.
La zona più calda resta quella di St.Andrew (nella zona che viene chiamata anche Corporate Area) dove il PNP ( il partito dell'attuale presidente in carica) è sempre stato la forza preponderante. In particolare i giornali, esemplificando quello che accade tutti i giorni, hanno riportato la storia di un'intera famiglia sterminata nella propria abitazione per il solo fatto di appoggiare il Jamaica Labour Party. Tra le persone ferite anche una bambina di 11 anni, che versa ancora in gravi condizioni all'ospedale di Kingston. Un episodio che ha acutizzato il livello di tensione nell'area, con scambio di reciproche accuse.
Proprio sul tema della violenza è intervenuta la Electoral Commision Of Jamaica, minacciando il rinvio delle elezioni nelle aree dove gli incidenti sono all'ordine del giorno. Nel mirino della commissione ci sono due zone in particolare, quella della West Central St. Andrew e South East St. Elizabeth, nelle quali si sono verificati diversi scontri durante il Nomitation Day, ovvero il giorno nel quale si sono ufficialmente presentate le liste dei candidati. Danville Walker, direttore della commissione elettorale, ha dichiarato che se gli episodi di violenza e scontri non si attenueranno, dapprima saranno vietate tutte le manifestazioni elettorali e se ciò non bastasse si chiederà di rinviare a data da definire le consultazioni elettorali. Dalle parole si è passato subito ai fatti visto che qualche giorno dopo la stessa Commissione ha vietato tutti gli appuntamenti politici nelle zone dove il rischio violenza è più alto.
Passiamo ora alle proposte che i due principali canditati stanno portando avanti per guadagnarsi il consenso della gente. In questo il JLP sembra molto più attivo, in quanto partito di opposizioni e quindi capace di scaricare sul PNP la colpa per i mali endemici della Jamaica. Sia chiaro, siamo sempre ad un livello basso di discussione che sembra volutamente mettere da parte alcuni grandi problemi come la corruzione, il crimine, la povertà e la disuguaglianza sociale che assume contorni sempre più drammatici.
Una proposta che potrebbe portare un po' di voti al partito di opposizione è quella formulata da Bruce Golding, che ha promesso in casso di vittoria una sorta di regolarizzazione di tutti i tassisti senza licenza. E' facile immaginare come una tale prospettiva interessi una fetta cospicua della popolazione, visto che il mestiere di tassista è uno dei più diffusi in Jamaica dove chiunque abbia un auto in ogni momento della giornata può trasformarsi in un "driver". Questa è solo una delle proposte che figurano nel manifesto del JLP (ben 152 pagine), nel quale troviamo anche un piano per rendere la sanità accessibile a tutti (oggi molti dei servizi sanitari sono a pagamento), un'organizzazione di un'agenzia che programmi una serie di iniziative di investimento, un aumento delle pensioni minime (ma non vi sembra tutto ciò familiare), un ampliamento della rete stradale (altri scempi per l'isola) e la promessa di approvare ( e di questo saremmo contenti tutti) la Carta dei Diritti, in gestazione da oltre 15 anni senza che se ne viene a capo. Ricordiamo che la Charter Of Rights garantirebbe i diritti fondamentali dei cittadini e istituirebbe la figura del Difensore pubblico che interverrebbe ogni qualvolta i diritti costituzionalmente garantiti vengono violati. A questa proposta hanno applaudito tutte le associazioni che si occupano di diritti umani, nella speranza che i due partiti, a prescindere da chi vinca, possano finalmente approvare questo importante documento. E' necessario infatti il consenso di tutti coloro che siedono nelle due camere.
Anche il tema dell'educazione e dell'accesso all'istruzione è stata affrontato, sopratutto dopo la sollecitazione dell'Associazione degli Insegnanti Jamaicani che hanno chiesto ai politici degli interventi concreti a favore di un'istruzione sempre più aperta a tutti. Ha risposto subito Portia Simpson Miller, promettendo che nel caso dovesse essere confermata come presidente, si impegna a far sparire l'analfabetismo nei prossimi cinque anni, proposito alquanto pretenzioso in un sistema scolastico che ancora esclude i tanti che non possiedono i mezzi per accedervi.
In una corsa ad imitare quanto accade nelle democrazie occidentali c'è anche stato uno "scontro" televisivo tra la Miller e Golding sul canale nazionale, dopo il quale si è sviluppato un dibattito su chi avesse vinto nel confronto diretto. Il giudizio negli analisti è stato abbastanza concorde nell'assegnare la vittoria virtuale al leader del partito di opposizione.
Passiamo ora al fronte musicale. Le feste con sound system sono all'ordine nel giorno negli appuntamenti politici. Però in questo il PNP ha voluto fare le cose in grande organizzando un concerto con molti degli artisti jamaicani più famosi, che seppure in più occasioni hanno affermato la loro distanza da tutto ciò che odora di politica, non disdegnano di supportare qualche partito in cambio di un lauto compenso. Al concerto hanno partecipato, tra gli altri, Munga, Movado, D'Angel, Tarrus Riley e Chuck Fender mentre l'organizzazione della dancehall è stata affidata a Stone Love e Black Love.

Sul fronte dei sondaggi, ad essere premiata dai numeri è senza dubbio Simpson Miller che nonostante le tante delusioni per chi in lei aveva visto una ventata di novità, resta saldamente in testa distanziando di quasi 20 punti percentuali il rivale Bruce Golding. Ma il dato più importante che esce fuori da queste ricerche è l'annunciato astensionismo di quasi il 40% della popolazione, evidenziando così ancora una volta quanto la politica sia lontana dalla gente e di come quest'ultima abbia perso ogni sorta di fiducia in quella che considera una vera e propria casta. In particolare sono i giovani a sentirsi molto lontani dalla politica. In uno speciale forum del Gleaner nel quale si sono confrontate le giovani generazioni, molti di loro hanno espresso un giudizio tranciante nel dire "nei politici c'è ipocrisia, molti di loro hanno legami con le gang e ogni qualvolta c'è un omicidio sanno bene chi è stato, ma non fanno nulla. Poi alla fine chiedono il nostro voto". I giovani avanzano perplessità anche sulle promesse che potrebbero loro interessare come quella formulate dal JLP di abolire ogni sorta di tassa scolastica. Eloquente la risposta di una ragazza che dice "avevo sette anni quando ho sentito questa promessa formulata da qualcun altro. Ora di anni ne ho 23 e sto ancora aspettando".
Tra incertezza, paura e tensione, ad aggravare il clima si mette anche l'uragano Dean, che proprio mentre sto terminando di scrivere questo articolo minaccia di devastare la Jamaica.

Mr.Bigga


ELEZIONI IN JAMAICA: SALE LA TENSIONE

Da quando Portia Simpson Miller ha annunciato la data delle elezioni è iniziata una lunga vigilia elettorale, nella quale, almeno in queste prime fasi, sta fortunatamente prevalendo un clima di sostanziale distensione. Certo la tensione è un elemento ben presente ed alcuni episodi di cronaca lo confermano, ma si è ben lontani da quanto è successo in passato anche perché, come già detto, è sempre più difficile distinguere quando un episodio di violenza sia da imputare al movente politico e quanto invece sia da addebitare ad altre cause come la lotta tra le gang per il controllo del territorio. Eppure, come detto, non sono mancati episodi di intimidazione, violenza e attacchi che hanno coinvolto sia esponenti del JLP sia del PNP, incidenti che si sono concentrati soprattutto nell'area di St. Andrew.

Il termine usato in Jamaica per identificare un gruppo di persone che vota sempre e comunque per un partito è "garrison politics", ovvero l'insieme dei supporters che, abitando nella stessa community, prendono compatti una posizione a favore o del JLP o del PNP. A questo punto scatta una campagna di intimidazione affinché anche coloro che sono ancora indecisi possano schierarsi oppure una campagna di eliminazione fisica dell'avversario schierato dalla parte opposta. Questo meccanismo, semplice eppure terribile, si riproduce sin dai sanguinosi anni '70, quando l'isola rischiò di autodistruggersi in una sanguinosa guerra civile.

Sul Gleaner è stato pubblicato un articolo nel quale, attraverso una serie di testimonianze anonime, si ricostruisce come il sistema di voto sia altamente condizionato. Si legge per esempio che una ragazza che voterebbe con piacere un altro partito, è costretta invece a dare la preferenza al partito che domina nella sua comunità se vuole evitare gravi conseguenze.

Di fronte a questa situazione che appare immutabile, i due leader che si contendono la vittoria finale, Portia Simpson Miller e Bruce Golding, stanno lanciando svariati appelli per ridurre le tensioni politiche e si sono detti d'accordo nell'istituire una sorta di osservatorio nel quale, i membri di entrambe gli schieramenti possano facilitare la discussione pacifica di quelli che sono gli argomenti principali di questa campagna elettorale.
"Imploriamo i candidati di avere una condotta esemplare, specialmente durante gli incontri pubblici. In caso contrario saranno prese misure disciplinari" - hanno dichiarato la Miller e Golding.

Ma se da un parte i due leader cercano di buttare acqua sul fuoco, sono gli altri a rendere la situazione estremamente tesa, con le rispettive accuse di aver violato il Political Code Of Conduct, ovvero una serie di disposizioni per condurre la campagna elettorale in maniera pacifica.

E intanto nel dibattito irrompe anche la polizia, che attraverso i propri responsabili ha dichiarato di essere pronta a mantenere l'ordine. E se permettete, ciò ci fa alquanto paura vista la strana concezione di ordine che i poliziotti jamaicani hanno.

QUANDO LA POLITICA NON HA NESSUN VALORE PER GLI ARTISTI
E gli artisti in relazione alle elezioni che comportamento stanno avendo? Un articolo apparso sul Gleaner ci segnala una sostanziale indifferenza nei confronti dell'imminente disputa politica, evidenziando così quello che già da tempo si sa, ovvero che I politici e le loro azioni sono solo fonte di violenza e divisioni.
"Non ho mai votato e mai voterò. Non ho alcun interesse per la politica e in particolar modo per quella jamaicana". - dichiara convinto Munga Honourable, uno dei giovani artisti più interessanti e di successo.
In alcuni casi il disinteresse e l'avversità nei confronti delle elezioni ha radici strane e personali così come dimostra questa dichiarazione dell'irrequieto Ninja Man.
"Non voterò, perché loro (i politici) non hanno nessuna considerazione per i cantanti reggae. Siamo delle icone nel paese e loro ci trattano come dei cani. Non ho mai votato, non so nemmeno come sono fatte le schede dove si appongono le preferenze. E fin quando non vedrò un governo che operi per il bene di tutti in un clima di unity, non darò a nessuno il mio voto."
E' naturale che gli artisti facciano gola ai politici, visto il potenziale impatto che hanno soprattutto sui giovani, elemento che spinge i due partiti a trovare fruttuose collaborazioni, soprattutto in un momento nel quale gli analisti pensano che saranno proprio gli orientamenti politici dei giovani ad essere decisivi per la vittoria finale.
E' utile ricordare che molte canzoni hanno sempre affrontato problemi di natura sociale quali le ingiustizie, la violenza e la povertà. Per gli artisti questo è un modo per portare all'attenzione di tutti temi delicati che la politica spesso tralascia. Tutto ciò ha sempre creato una separazione netta tra i cantanti che seguono sempre di più una propria indipendenza e la politica che spesso, se non sempre, non ascolta quanto la musica cerca di comunicare, ponendo in essere una serie di azioni che non solo non risolvono i problemi cronici ma li allontana anche dalla gente.
Uno dei punti che molti artisti hanno cercato di sviluppare nelle loro canzoni e che trova posto anche nel dibattito politico è il sistema educativo e la sua organizzazione.
Su questo punto interviene di nuovo Ninja Man dicendo che "l'accesso all'educazione in Jamaica deve essere libero, perché solo con una tale azione si potrebbe diminuire il crimine. Un diploma ti da la possibilità di accedere ad un lavoro mentre la mancanza di esso ti rende facile preda dei criminali".
Ma un altro fattore che tiene lontano gli artisti dalle contese politiche, sono gli immensi costi umani che la Jamaica ha dovuto pagare ogni qualvolta ci si avvicina alle elezioni.
"Sono cresciuto in una banda e ho visto molte persone morire per motivi politici" - dice ancora Ninja Man.
Ferite che non si rimarginano facilmente e che lasciano segni nelle coscienze che non possono essere cancellate. D'altronde la politica jamaicana non ha fatto nulla affinché la gente potesse finalmente fidarsi.
Un'altra occasione per sondare l'atteggiamento degli artisti nei confronti delle imminenti elezioni è stato il Sumfest. In particolare, e di questa va dato merito, durante le esibizioni i cantanti hanno più volte auspicato che tutto si svolga in un clima sereno. Da Chuck Fender a Anthony B, da Baby Cham a Assassin e da Beenie Man a Bounty Killer, tutti hanno fatto un appello per preservare dalla violenza politica il popolo jamaicano. Ora speriamo solo che la gente sappia ascoltare e mettere in pratica questo buoni consigli.
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IN JAMAICA SI VOTERA' IL 27 AGOSTO


Alla fine la data tanta attesa è arrivata. In Jamaica le votazioni si terranno il 27 agosto dopo che a proclamarle ufficialmente è stato il primo ministro Portia Simpson Miller, che insieme a Bruce Golding del JLP si contenderà la vittoria finale. E' dall'inizio dell'anno che si discute su quando si sarebbe votato sull'isola visto che, caso unico nelle democrazie mondiali, in Jamaica a decidere la data è il primo ministro in carica senza che ci siano particolari vincoli da seguire. Ricordiamo che Portia Simpson Miller aveva sostituito Patterson, prima donna a ricoprire quel ruolo così delicato.

La sua elezione aveva suscitato l'entusiasmo del popolo jamaicano che nella sua figura aveva riposto speranze di cambiamento. Ma dopo un anno di governo nulla sembra cambiare e quella fiducia sembra essersi trasformata in rassegnazione. Il primo ministro non ha infatti prodotto elementi di discontinuità con il vecchio modo di fare politica, non riuscendo nemmeno a proporre nuove strategie per battere alcuni mali endemici della società jamaicana quale la violenza, la disoccupazione e la povertà. Portia Simpson Miller ha cercato di legittimare la sua ascesa al potere impegnandosi in una serie di incontri bilaterali con le classi dirigenti dei paesi del Centro e Sud America dando l'impressione, almeno nelle prime fasi, di privilegiare alcuni leader populisti come dimostrano le ripetute visite di Chavez, presidente del Venezuela, e l'arrivo nell'isola, proprio qualche giorno prima dell'elezione, del presidente brasiliano Lula. Ma se qualcuno aveva pensato di chiari segnali di smarcamento dagli Stati Uniti e dalla relativa sudditanza economica, si è dovuto immediatamente ricredere visto che la Miller ha immediatamente fatto visita anche a George Bush così da tranquillizzare le tante multinazionali americane che in Jamaica, soprattutto nel campo del turismo, hanno forti interessi da difendere.

Inutile sottolineare quanto il clima elettorale in Jamaica assuma sempre dei contorni fortemente polemici e di tensione. Ogni vigilia nel passato è stata caratterizzata da una violenza inaudita e da forti contrapposizioni e seppure negli anni si è assistito ad una relativa distensione, resta sempre alto l'allarme. Elemento rafforzato dai continui appelli alla calma e a non esasperare i toni fatti in questi mesi sia da Portia Simson Miller sia dall'altro candidato e leader dell'opposizione Bruce Golding. Eppure nonostante questo non sono mancate atti violenza a sfondo politico che inserendosi nel già pronunciato tassi dimicidi che la Jamaica registra, ha notevolmente destabilizzato i già precari equilibri.

Molto si è parlato sull'opportunità prevista dalla Costituzione di dare la facoltà al primo ministro in carica di decidere la data delle lezioni. In particolare il JLP ha accusato il PNP di aver molto atteso prima di decidere il giorno nel quale i jamaicani sarebbero stati chiamati alle urne. Per qualche mese è circolata una voce che diceva che le elezioni ci sarebbero state il 4 luglio, data di nascita di Norman Marley, fondatore del PNP ed eroe nazionale jamaicano, morto il 2 settembre del 1969 e da alcuni definito "The Father Of The Nation". Una data simbolica che per Bruce Golding avrebbe avuto solo lo scopo di giocare con le emozioni e i ricordi della gente.

Ma guardiamo i contenuti di questa campagna elettorale cominciata oramai da tempo, non senza sottolineare immediatamente la pochezza degli argomenti di dibattito e l'assoluta mancanza di proposte convincenti per migliorare le condizioni di vita dei jamaicani. Per quanto riguarda il JLP sembra che l'argomento principale sia quello di sottolineare la sua natura omofobica, così come confermato dal suo leader Golding che ha dichiarato di essere fortemente contrario ad ogni ipotesi di cambiamento della legislazione attuale che condanna e punisce gli omosessuali.

Infatti per Golding la Jamaica non può intraprendere la strada di cambiamento chiesta da una minoranza (gli omosessuali) perché ciò contrasterebbe con la cultura e i costumi dell'isola. Ha però voluto precisare che questo non significa che il JLP vuole abbattere le porte delle abitazioni per vedere cosa accade nei letti dei jamaicani e lasciatecelo dire, ci mancherebbe! Insomma per il presidente del JLP, bontà sua, ognuno nel suo letto può fare quello che vuole, ma se certe tendenze dovessero essere mostrate in pubblico allora andrebbero punite senza se e senza ma.

E cosa succede sul fronte delle violenze a sfondo politico? Molti dicono che ora che si conosce la data subiranno un incremento, ma è già dall'inizio dell'anno che la situazione è molto tesa. Si sa che dietro gli scontri e le sparatorie c'è la lotta tra le gang per il controllo del territorio e dei traffici illeciti. Insomma non esiste uno scontro ideologico, cosa peraltro improbabile visto che mai come ora la salita al potere del JLP o del PNP ben poco cambierebbe il corso degli eventi. Quello che i cosiddetti "don" cercano è semplicemente far salire il politico che permette loro di continuare e incrementare le attività illecite, senza essere particolarmente disturbati. Quanto tutto questo somigli a cosa accade anche nel Sud del nostro paese, è di una evidenza disarmante.
In questo periodo cercheremo di tenere sempre e comunque una finestra aperta su quanto succede in Jamaica, nella speranza di non dover comunicare notizie drammatiche.

Al momento il primo inaspettato effetto dell'aver fissato le elezioni il 27 agosto, è stata la decisione di posticipare il Curefest, il festival organizzato per celebrare la liberazione di Jah Cure, oramai imminente. Lo show si doveva svolgere dal 24 al 26 agosto, ma per permettere ai jamaicani di compiere il loro dovere di elettori, sarà spostato ad ottobre. E ditemi voi quanto sia normale una cosa del genere. D'altronde la Jamaica ci ha abituato a farci sempre e comunque sorprendere!

Mr. Bigga


JAH CURE E' INIZIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA


E' cominciato un lungo ma inarrestabile conto alla rovescia. Una sorta di countdown, il cui risultato sarà la liberazione di Jah Cure. Sul sito www.reggae-vibes.com è apparso anche un orologio elettronico che ci dice quanti giorni, ore, minuti e secondi mancano affinché "babylon release the cure".

Insomma cresce la febbre, di quello che in Jamaica si annuncia come uno degli avvenimenti più importanti degli ultimi anni. Abbiamo già segnalato come si moltiplichino gli eventi per celebrare degnamente l'uscita di prigione dell'autore di grandi hit come "Longing For" e "Love Is", e soprattutto il grado di eccitazione e agitazione dei produttori, pronti a tutto pur di essere i primi a far cantare dal vivo il singer.

Inutile sottolineare la prudenza con la quale accogliere queste anticipazioni, compresa quella appena annunciata dalla Danger Promotions, Iyah Cure Promotions and Brass Gate Promotions, organizzatori del Curefest, che si svolgerà dal 24 al 26 agosto sulla spettacolare James Bond Beach. Jah Cure dovrebbe esibirsi proprio l'ultima sera e tanti saranno i top artisti presenti per l'occasione tra i quali sono annunciati I-Wayne, Gyptian e Fantan Mojah. Ma anche sul nome da dare all'evento non c'è ancora accordo, visto che alcuni vorrebbero chiamarlo "Longing For". E ad agosto si svolgerà anche il rinato Sunsplash, che vorrebbe puntare proprio su Jah Cure per un sicuro successo.
Tanti anche i sound system che spareranno per strada le big tunes dell'artista, proprio il giorno della liberazione, che ricordiamolo dovrebbe essere il 27 luglio. E' d'obbligo ancora il condizionale visto che nessun comunicato ufficiale delle autorità è stato sinora diffuso.

E intanto la Vp Records annuncia l'uscita dell'album "True Reflection", al cui interno troveremo tutte le ultime hits di Jah Cure, oltre a dei pezzi inediti.
Per rispondere a quello che è un vero e proprio assalto dei fans, la Danger Promotions ha messo su una hotline, pronta a dare qualsiasi informazione sull'evento. Inoltre è prevista la possibilità per tutti coloro che lo desiderano di lasciare un messaggio a Jah Cure. Una rappresentante della Danger Promotions ha detto che è incredibile l'amore che la gente sta dimostrando per l'artista e la sua musica.

Sempre sulla linea telefonica è stato registrato un messaggio del singer nel quale dice "Sento l'energia di coloro che mi supportano fin dentro queste mura. E' una grande riconoscenza per me sapere di avere un messaggio positivo che la gente vuole ascoltare. Sono felice che da una situazione negativa come questa possa venire fuori qualcosa di positivo. Sono molto grato e vi ringrazio."

Ma non sono tutte rose e fiori, perché c'è anche qualcuno al quale questa eventuale liberazione di Jah Cure non piace per nulla. Diverse lettere sono arrivate al magazine The Star e in una di queste si legge che "seppure è giusto che coloro che sono in carcere abbiano la possibilità di essere rilasciati prima della scadenza naturale della pena e di essere dunque reintegrati nella società, è altrettanto giusto che chi si macchia di una pena come la violenza sessuale non abbia accesso a questi benefici."

Mr.Bigga
Fonte: The Star


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