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WELCOME
inna new REGGAE
REVOLUTION.it
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NEWS
FROM JAMAICA
Periodico
di brevi notizie di politica, cronaca,
attualità e società dalla
Jamaica. By Mr.Bigga -
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CRITICA
INGLESE: RICHIE
PICE
" THE NEW PRINCE OF REGGAE"
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La
critica inglese ha proclamato Richie
Spice "The New Prince Of Reggae",
dopo il suo concerto tenuto alla Brixton
Academy, luogo culto della musica.
Il lusinghiero giudizio è arrivato
subito dopo che il raffinato singer
jamaicano si era esibito per quasi due
ore sul prestigioso palco davanti ad
un pubblico numeroso che aveva occupato
in ogni ordine di posto l'Academy e
che al termine di ogni canzone chiedeva
sistematicamente il bis.
Prima di Richie Spice, si erano esibiti
Junior Kelly, Chezideck e Spanner Banner,
il fratello più grande di Richie.
Un 2007 da incorniciare per Richie Spice,
apertosi con l'uscita di "In The
Streets To Africa", il suo terzo
album e proseguito con un tour mondiale
che lo ha portato in ogni angolo della
terra. A rendere questo anno ancora
più speciale sono arrivati anche
singoli di successo come "World
Is Cycle" e "A No Me Dat",
più una serie di partecipazione
a diverse produzioni, a conferma di
come sia uno degli artisti più
richiesti e acclamati.
Un percorso di continua crescita quello
di Richie Spice, iniziato nel 2004 quando
improvvisamente la "big tune"
"Earth A Run Red", registrata
diverso tempo prima, divenne un successo
internazionale, culminato con la realizzazione
dell'album "Spice In Your Life",
accolto con grande favore sia dal pubblico
che dalla critica. Merito anche della
Fifth Element, la label di Kingston
che ha creduto in questo artista e ha
compiuto tutti i passi necessari per
poterlo lanciare.
A No Me Dat - Video
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INNA
JAMDOWN -
SPECIALE EVENTI
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Tra
dicembre e gennaio,con una speciale
sorpresa a febbraio, il calendario musicale
jamaicano si presenta ricco di eventi
da non perdere. Di seguito, ve ne presentiamo
i principali e più seguiti.
WELCOME
TO JAMROCK
Terzo
anno di vita per il Welcome To Jamrock,
ultimo arrivato nei tradizionali appuntamenti
musicali di fine anno, ma già
consolidatosi come uno degli eventi
più attesi dai jamaicani. La
produttrice esecutiva è Cindy
Breakespeare, madre di Damian Marley,
che insieme ai fratelli sarà
una delle attrattive principali dello
spettacolo, insieme ad altri nomi di
qualità come i Rootz Underground
e la bravissima Etana. L'appuntamento
è per il 21 dicembre allo stadio
di Kingston
STING
2007
Se sbagliare è umano, perseverare
è diabolico. Ancora una volta
l'appuntamento annuale con lo Sting
nasce sotto una buona stella, ma poi
andrà davvero tutto bene? O ci
saranno gli scontri, le violenze, i
battibecchi che hanno caratterizzato
un po' tutte le edizioni, quasi come
fossero degli elementi imprescindibili
di questa manifestazione musicale?
Lo show si terrà come sempre
il 26 dicembre al Jamworld in Portmore,
St Catherine e il piatto forte sarà
ancora una volta la dancehall, con la
partecipazione di molti dei suoi protagonisti
principali, quali Bounty Killer, Ninjaman,
Beenie Man, Vybz Kartel, Busy Signal
e l'astro nascente e protagonista assoluto
del genere in questo 2007, Movado. Tutti
faranno parte del segmento denominato
Dancehall Finest, ma lo Sting 2007 punta
soprattutto sulla prima partecipazione
di Jah Cure nel line up del festival.
Il singer farà parte del segmento
denominato Singers Paradise, nel quale
troveranno posto, tra gli altri, Tarrus
Riley e Queen Ifrica. Ulteriore novità
di quest'anno è l'ideazione di
una sorta di spettacolo itinerante che
promuoverà in cinque tappe l'appuntamento
principale. Speriamo bene, anche se
Ninjaman ha già annunciato di
voler fare il clash con chiunque crede
di sfidarlo. Staremo a vedere.
http://www.stingjamaica.com.jm/
EAST
FEST 2007
Dopo
un anno di pausa, ritorna l'East Fest
2007, show organizzato dai Morgan Heritage
la cui prima edizione si tenne nel 1999.
E' Gramps a fare l'atteso annuncio durante
una conferenza stampa.
"L'East Fest si terrà come
sempre a Morant Bay, anche se stiamo
cercando di ampliare lo spazio a disposizione.
La nostra ricetta è sempre roots,
rock, reggae e parteciperanno Anthony
B, Capleton e non mancheranno i giovani
emergenti quali Munga e Demarco"
REGGAE
CAMPFIRE 2007
E'
lo show di Capodanno, nato in sordina
in collina e diventato ora appuntamento
irrinunciabile per chi voglia festeggiare
il nuovo anno a colpi di reggae e dancehall.
E anche questa edizione si presenta
particolarmente infuocata, visto che
allo show partecipano Sizzla, Buju Banton,
Beenie Man, Tarrus Riley, Morgan Heritage,
Anthony B, Sanchez, Queen Ifrica, LUST,
Turbulence, Chuck Fender, Etana e altri.
REBEL
SALUTE 2008
"Le
cose che ci uniscono devono essere più
forti di quelle che ci dividono".
E' questo lo slogan sotto il quale Tony
Rebel ha fatto nascere il Rebel Salute
e lo ha portato avanti fino alla sua
15° edizione, che si terrà
il 12 gennaio nella tradizionale location
di Port Kaiser, Jamaica.
Insignito del Grammy Award di Irie Fm
quale migliore show svoltosi nell'isola
nell'anno che si sta per concludere,
anche questa importante edizione si
annuncia molto interessante. Appuntamento
di qualità che vede anche l'originale
partecipazione di Monty Alexander, grande
pianista jazz jamaicano che ha realizzato
un disco in omaggio a Bob Marley. Per
i grandi ritorni, ci sarà Ini
Kamoze, "The Hotstepper" che
ritorna così ad esibirsi di fronte
al grande pubblico del Rebel Salute.
http://www.myspace.com/rebelsalute
AFRICA
UNITE 2008 IN JAMAICA
Dopo
tre anni in Africa, l'Africa Unite,
show organizzato da Rita e dalla Fondazione
Marley, avrà luogo in Jamaica
il 23 febbraio al James Bond Beach.
Si realizza così una sorta di
riappacificazione tra la vedova di Bob
e la sua Jamaica, dopo che per tre anni
consecutivi il festival che vuole celebrare
la nascita del "profeta" del
reggae, si era tenuto nella Motherland
(Etiopia, Ghana e Sudafrica). Oltre
la musica, nella tradizione dell'evento
sono compresi dibattiti, incontri e
iniziative, oltre ad un torneo di calcio.
Sarà anche l'occasione per lanciare
il film documentario chiamato appunto
"Africa Unite". Ancora top
secret il line up che dovrebbe comprendere
anche grandi artisti internazionali.
Visto il successo delle passate edizioni,
si attende una pacifica invasione della
Jamaica per tutti i fans di Bob Marley.
A dare la notizia è stato Michael
Dawson della Compagnia di Telecomunicazioni
CEO, maggiore sponsor dell'iniziativa.
"L'idea è quella di portare
un messaggio positivo per contribuire
a far si che gli stessi jamaicani acquisiscono
un modo di pensare più centrato
sull'Africa".
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JAMAICA
SI VOTA OGGI
IN UN CLIMA DI INCERTEZZA
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E'
finalmente finita questa lunga vigilia
elettorale. Oggi 3 settembre si vota e
al massimo tra qualche giorno sapremo
se il presidente della Jamaica sarà
ancora Portia Simpson Miller o il suo
acerrimo rivale Bruce Golding. Il dibattito
sulle votazioni ha dovuto negli ultimi
giorni cedere il passo a Dean, l'uragano
che domenica 19 agosto ha spazzato l'isola
provocando ingenti danni e almeno 20 morti.
A due anni di distanza da Ivan, ancora
una calamità naturale ha messo
a dura prova il coraggio e la pazienza
del popolo jamaicano e avendo nel contempo
anche un altro effetto non del tutto previsto,
ovvero scompaginare quelle che erano le
previsioni elettorali e che davano per
vincente il PNP, il partito dell'attuale
presidente in carica.
L'uragano ha avuto la forza di far ritornare
a galla molti dei mali endemici della
politica jamaicana e in particolare del
governo, che nella gestione dell'emergenza
si è rivelato ancora una volta
lento, impacciato e impreparato. Proprio
la povera gente in un sondaggio fatto
due giorni prima dell'election day, ha
chiaramente fatto capire che darà
la propria preferenza al JLP, non perché
questo partito sia migliore ma semplicemente
per punire il partito di governo, così
inetto nella gestione del post-Dean. Siamo
di fronte ad uno scarto minimo ma quello
che sembrava impossibile fino a qualche
settimana fa - la vittoria di Golding
e del suo partito - sembra concretamente
realizzabile.
D'altronde il JLP ha basato buona parte
delle sua campagna elettorale schierandosi
dalla parte dei poveri, promettendo mare
e monti come scuola e sanità gratuita
per tutti e accusando la Miller di essersi
definitivamente dimenticata dei poveri
e delle loro sofferenze. Lasciateci esprimere
le nostre perplessità accompagnate
da una domanda: il JLP quando era al potere
cosa ha fatto?
Purtroppo non possiamo non segnalare episodi
di violenza, tra i quali quello che ha
fatto maggior scalpore è stato
l'uccisione di sette persone venerdì
31 agosto, da subito battezzato dai media
come "bloody Friday".
Non ci resta che sperare che chiunque
sia il vincitore, si metta seriamente
ed immediatamente al lavoro per risolvere
i tanti problemi che gli si porranno davanti,
governando finalmente dalla parte della
gente.
I
CANDIDATI RASTA
Se
la maggioranza dei Rasta continua a
considerare la politica come qualcosa
di sporco e di inevitabilmente compromesso,
non la devono pensare allo stesso modo
alcuni rastaman che a queste elezioni
politiche jamaicane hanno deciso di
presentarsi.
Il più noto di essi è
Ras Asor Black del Jamaica Alliance
Movement (JAM) che si presenta come
candidato indipendente nel Nord Trelawny.
Nel suo manifesto elettorale ci sono
una serie di proposte concrete per la
risoluzione dei problemi più
urgenti. Ras Asor Black non è
la prima volta che si candida, ma fino
ad ora ha sempre fallito l'obbiettivo
della conquista di un seggio in parlamento.
"Ho deciso di propormi in politica
perché non è giusto che
i Rasta non abbiano proprio in Jamaica
voce in capitolo. Grazie alla filosofia
e alla fede in Rastafari la Jamaica
è tra i sette posti più
conosciuti del mondo ed è giusto
che usciamo dall'angolo nel quale la
politica ufficiale ci ha relegato"
- ha detto Ras Asor Black, che ha scelto
come simbolo del suo partito la stella
di Davide.
The Imperial Ethiopian World Federation
(IEWF) Incorporated Political Party
ha presentato ben 10 candidati, anche
qui nella speranza di guadagnare almeno
un seggio parlamentare, cosa mai riuscita
sin dal 1997, quando per la prima volta
il partito-movimento ha partecipato
alla competizione elettorale. I voti
raccolti sono sempre stati molto scarsi,
ma i responsabili della IEWF si ritengono
comunque soddisfatti perché mai
come quest'anno sono riusciti a presentare
diversi candidati in più zone.
"I candidati del nostro partito
si rifanno al moderno etiopianismo.
Questa è l'ideologia dell'Imperatore
Haile Selassie ed una parte di questa
ideologia dice che ogni candidato deve
vivere nel posto nel quale si candida
e rappresentare interamente gli interessi
della comunità" - dice Alder,
segretario dello IEWF.
"Viviamo tra la gente e sappiamo
quali sono i problemi che la gente deve
affrontare ogni giorno. Non regaliamo
ne magliette ne Guinness e sappiamo
che quando la gente apre il cuore ai
candidati Rasta è perché
realmente pensa che essi abbiano la
possibilità di fare un vero cambiamento"
- aggiunge Alder.
Infine il rappresentante dello IEWF,
il cui simbolo è il leone, nota
come gli altri partiti sono già
stati al potere senza che facessero
nulla di particolare, per poi concludere
che "solo un voto per i Rasta porrebbe
le basi di una svolta".
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HORACE
ANDY IL CAPOLAVORO E' SERVITO
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Cosa
avviene quando un leggendario roots singer
come Horace Andy incontra gli altrettanto
leggendari musicisti e produttori Sly
& Robbie? Avviene che esce fuori un
disco eccezionale e non potrebbe essere
altrimenti. L'artista jamaicano dalla
voce unica e meravigliosa riesce ad amalgamarsi
perfettamente con le sonorità del
magico duo e "Livin' It Up",
questo il titolo dell'album, è
sapientemente suonato, magistralmente
prodotto e meravigliosamente cantato.
Se non si è ancora capito, questo
album ci piace davvero molto e non ci
stanchiamo mai di ascoltarlo Entrato nuovamente
nel Harry J's Studio, Horace ricattura
le splendide vibes di un tempo e ce le
restituisce in chiave moderna, senza che
questa operazione incida negativamente
sul lavoro finale. Ad arricchire il tutto
arriva anche del materiale nuovo ed inedito,
sempre e comunque inna roots style. Il
disco colpisce sin dalla prima incendiaria
tune, "Fire A Go Burn", cantata
da Horace con stile cadenzato e ipnotico.
Sulla seconda traccia "Holy Mount
Zion", a spiccare è la batteria
di Sly, capace di trasportare con se l'intero
brano. Ed ' è sempre il marchio
dei due musicisti a caratterizzare i brani
"I'm Alive" e "Zion Gates",
un classico ottimamente riproposto così
come accade con "Bless You",
uno dei brani di Andy di maggiore successo
degli anni '70. Proposta con nuovi arrangiamenti,
"Skylarking" resta sempre un
"pezzone" esagerato, in assoluto
una delle più belle canzoni mai
realizzate. Alta spiritualità e
misticismo la troviamo nei pezzi "King
Of Kings", una preghiera dalle forti
emozioni, in "Rastafari Prophecy"
e infine "True Rastaman", che
ci insegna lo stile di vita di un vero
Rasta.
E se per caso il disco da solo non vi
basta, ad rendere unico il tutto c'è
anche un DVD, nel quale è possibile
vedere l'intera session di registrazione
dell'album, così da rendersi conto
più pienamente cosa accade quando
dei geni musicali si incontrano tra di
loro.
Scusate i toni troppo enfatici, ma "Livin'
It Up" è un capolavoro!!!
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Lasciare un segno incancellabile
nella reggae music?
Ecco questa è stata da sempre la
missione di Mr. Cool Ruler, obiettivo
ampiamente raggiunto da tempo, così
come dimostra questa ennesima e preziosa
raccolta che la Trojan ha voluto dedicare
al pioniere del lovers rock. Compilation
che nonostante contenga del materiale
già edito, non lesina qualche chicca
che da sola vale l'acquisto del cd. In
ogni traccia si rivive quello che ha reso
grande questo artista, dall'inconfondibile
stile vocale a le atmosfere pacate e sospese
che lo hanno reso unico e inimitabile.
Si parte degli esordi quando le influenze
del R&B americano sono ancora evidenti,
o in piena era rocksteady quando Gregory
già dà i primi segnali della
sua grandezza con pezzi quali "Be
Careful" e "Another Heartache".
Un singer che ha saputo cantare l'amore
come pochi, ma che è stato capace
anche di scrivere testi di enorme contenuto
sociale. Alcuni di essi, come "Helping
Hand" e "Help Us Get Over",
figurano nel disco il cui titolo, "The
Winner", vuole sottolineare come
il talento di questo artista sia meravigliosamente
vincente.
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ELEZIONI
IN JAMAICA appena
dopo l'uragano DEAN
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Si
avvicina il momento cruciale, quello in cui
si conoscerà chi sarà il prossimo
presidente della Jamaica. E' naturale che i
media parlino ogni giorno delle elezioni e seppure
vasti strati della popolazione sembrano essere
totalmente indifferenti a quanto accade, la
consapevolezza che si tratti di un appuntamento
importante è più che presente.
Ancora una volta siamo costretti a parlare di
violenza a sfondo politico, che comunque continua
a mietere vittime. Nel sottolineare che il fenomeno
è molto più limitato rispetto
a quanto è successo negli altri appuntamenti
elettorali, non si può non notare che
anche un solo morto tinge inevitabilmente di
sangue la giovane democrazia jamaicana.
E se i due leader dei partiti che si contendono
la vittoria finale, Portia Simpson Miller e
Bruce Golding, cercano di abbassare i toni (non
sempre riuscendoci), i rispettivi supporters
non rinunciano ad atti di violenza per sottolineare
la differenza e rivalità che li separa.
Nel frattempo c'è stato anche il Nomination
Day, ovvero il giorno nel quale si sono conosciuti
tutti i candidati e i relativi partiti d'appartenenza.
Tra di essi troviamo The Imperial Ethiopian
World Federation Incorporation Party, con nove
suoi esponenti che aspirano ad un seggio in
Parlamento.Uno dei rappresentanti ha detto chi
il loro obbiettivo è quello di far eleggere
almeno un Rasta in Parlamento per portare avanti
alcune proposte e rivendicazioni come quelle
del rimpatrio e del risarcimento, oltre a chiedere
alle Nazioni Unite che venga rimosso l'attuale
governo etiope. Nell'area che fa riferimento
al movimento Rasta c'è anche Ras Astor
Black del Jamaica Alliance Movement e Ivuwaqayliz
Yuwakhid del Jerusalem Bread Foundation, il
quale ha dichiarato di voler portare alla gente
"amore e rettitudine. Solo amandoci possiamo
salvare la nazione".. Ma a contrastare
queste speranze anche il Nomination Day è
stato macchiato di sangue con diverse sparatorie.
La zona più calda resta quella di St.Andrew
(nella zona che viene chiamata anche Corporate
Area) dove il PNP ( il partito dell'attuale
presidente in carica) è sempre stato
la forza preponderante. In particolare i giornali,
esemplificando quello che accade tutti i giorni,
hanno riportato la storia di un'intera famiglia
sterminata nella propria abitazione per il solo
fatto di appoggiare il Jamaica Labour Party.
Tra le persone ferite anche una bambina di 11
anni, che versa ancora in gravi condizioni all'ospedale
di Kingston. Un episodio che ha acutizzato il
livello di tensione nell'area, con scambio di
reciproche accuse.
Proprio sul tema della violenza è intervenuta
la Electoral Commision Of Jamaica, minacciando
il rinvio delle elezioni nelle aree dove gli
incidenti sono all'ordine del giorno. Nel mirino
della commissione ci sono due zone in particolare,
quella della West Central St. Andrew e South
East St. Elizabeth, nelle quali si sono verificati
diversi scontri durante il Nomitation Day, ovvero
il giorno nel quale si sono ufficialmente presentate
le liste dei candidati. Danville Walker, direttore
della commissione elettorale, ha dichiarato
che se gli episodi di violenza e scontri non
si attenueranno, dapprima saranno vietate tutte
le manifestazioni elettorali e se ciò
non bastasse si chiederà di rinviare
a data da definire le consultazioni elettorali.
Dalle parole si è passato subito ai fatti
visto che qualche giorno dopo la stessa Commissione
ha vietato tutti gli appuntamenti politici nelle
zone dove il rischio violenza è più
alto.
Passiamo ora alle proposte che i due principali
canditati stanno portando avanti per guadagnarsi
il consenso della gente. In questo il JLP sembra
molto più attivo, in quanto partito di
opposizioni e quindi capace di scaricare sul
PNP la colpa per i mali endemici della Jamaica.
Sia chiaro, siamo sempre ad un livello basso
di discussione che sembra volutamente mettere
da parte alcuni grandi problemi come la corruzione,
il crimine, la povertà e la disuguaglianza
sociale che assume contorni sempre più
drammatici.
Una proposta che potrebbe portare un po' di
voti al partito di opposizione è quella
formulata da Bruce Golding, che ha promesso
in casso di vittoria una sorta di regolarizzazione
di tutti i tassisti senza licenza. E' facile
immaginare come una tale prospettiva interessi
una fetta cospicua della popolazione, visto
che il mestiere di tassista è uno dei
più diffusi in Jamaica dove chiunque
abbia un auto in ogni momento della giornata
può trasformarsi in un "driver".
Questa è solo una delle proposte che
figurano nel manifesto del JLP (ben 152 pagine),
nel quale troviamo anche un piano per rendere
la sanità accessibile a tutti (oggi molti
dei servizi sanitari sono a pagamento), un'organizzazione
di un'agenzia che programmi una serie di iniziative
di investimento, un aumento delle pensioni minime
(ma non vi sembra tutto ciò familiare),
un ampliamento della rete stradale (altri scempi
per l'isola) e la promessa di approvare ( e
di questo saremmo contenti tutti) la Carta dei
Diritti, in gestazione da oltre 15 anni senza
che se ne viene a capo. Ricordiamo che la Charter
Of Rights garantirebbe i diritti fondamentali
dei cittadini e istituirebbe la figura del Difensore
pubblico che interverrebbe ogni qualvolta i
diritti costituzionalmente garantiti vengono
violati. A questa proposta hanno applaudito
tutte le associazioni che si occupano di diritti
umani, nella speranza che i due partiti, a prescindere
da chi vinca, possano finalmente approvare questo
importante documento. E' necessario infatti
il consenso di tutti coloro che siedono nelle
due camere.
Anche il tema dell'educazione e dell'accesso
all'istruzione è stata affrontato, sopratutto
dopo la sollecitazione dell'Associazione degli
Insegnanti Jamaicani che hanno chiesto ai politici
degli interventi concreti a favore di un'istruzione
sempre più aperta a tutti. Ha risposto
subito Portia Simpson Miller, promettendo che
nel caso dovesse essere confermata come presidente,
si impegna a far sparire l'analfabetismo nei
prossimi cinque anni, proposito alquanto pretenzioso
in un sistema scolastico che ancora esclude
i tanti che non possiedono i mezzi per accedervi.
In una corsa ad imitare quanto accade nelle
democrazie occidentali c'è anche stato
uno "scontro" televisivo tra la Miller
e Golding sul canale nazionale, dopo il quale
si è sviluppato un dibattito su chi avesse
vinto nel confronto diretto. Il giudizio negli
analisti è stato abbastanza concorde
nell'assegnare la vittoria virtuale al leader
del partito di opposizione.
Passiamo ora al fronte musicale. Le feste con
sound system sono all'ordine nel giorno negli
appuntamenti politici. Però in questo
il PNP ha voluto fare le cose in grande organizzando
un concerto con molti degli artisti jamaicani
più famosi, che seppure in più
occasioni hanno affermato la loro distanza da
tutto ciò che odora di politica, non
disdegnano di supportare qualche partito in
cambio di un lauto compenso. Al concerto hanno
partecipato, tra gli altri, Munga, Movado, D'Angel,
Tarrus Riley e Chuck Fender mentre l'organizzazione
della dancehall è stata affidata a Stone
Love e Black Love.
Sul
fronte dei sondaggi, ad essere premiata dai
numeri è senza dubbio Simpson Miller
che nonostante le tante delusioni per chi
in lei aveva visto una ventata di novità,
resta saldamente in testa distanziando di
quasi 20 punti percentuali il rivale Bruce
Golding. Ma il dato più importante
che esce fuori da queste ricerche è
l'annunciato astensionismo di quasi il 40%
della popolazione, evidenziando così
ancora una volta quanto la politica sia lontana
dalla gente e di come quest'ultima abbia perso
ogni sorta di fiducia in quella che considera
una vera e propria casta. In particolare sono
i giovani a sentirsi molto lontani dalla politica.
In uno speciale forum del Gleaner nel quale
si sono confrontate le giovani generazioni,
molti di loro hanno espresso un giudizio tranciante
nel dire "nei politici c'è ipocrisia,
molti di loro hanno legami con le gang e ogni
qualvolta c'è un omicidio sanno bene
chi è stato, ma non fanno nulla. Poi
alla fine chiedono il nostro voto". I
giovani avanzano perplessità anche
sulle promesse che potrebbero loro interessare
come quella formulate dal JLP di abolire ogni
sorta di tassa scolastica. Eloquente la risposta
di una ragazza che dice "avevo sette
anni quando ho sentito questa promessa formulata
da qualcun altro. Ora di anni ne ho 23 e sto
ancora aspettando".
Tra incertezza, paura e tensione, ad aggravare
il clima si mette anche l'uragano Dean, che
proprio mentre sto terminando di scrivere
questo articolo minaccia di devastare la Jamaica.
Mr.Bigga
ELEZIONI
IN JAMAICA: SALE LA
TENSIONE
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Da
quando Portia Simpson Miller ha annunciato la
data delle elezioni è iniziata una lunga
vigilia elettorale, nella quale, almeno in queste
prime fasi, sta fortunatamente prevalendo un
clima di sostanziale distensione. Certo la tensione
è un elemento ben presente ed alcuni
episodi di cronaca lo confermano, ma si è
ben lontani da quanto è successo in passato
anche perché, come già detto,
è sempre più difficile distinguere
quando un episodio di violenza sia da imputare
al movente politico e quanto invece sia da addebitare
ad altre cause come la lotta tra le gang per
il controllo del territorio. Eppure, come detto,
non sono mancati episodi di intimidazione, violenza
e attacchi che hanno coinvolto sia esponenti
del JLP sia del PNP, incidenti che si sono concentrati
soprattutto nell'area di St. Andrew.
Il termine usato in Jamaica per identificare
un gruppo di persone che vota sempre e comunque
per un partito è "garrison politics",
ovvero l'insieme dei supporters che, abitando
nella stessa community, prendono compatti una
posizione a favore o del JLP o del PNP. A questo
punto scatta una campagna di intimidazione affinché
anche coloro che sono ancora indecisi possano
schierarsi oppure una campagna di eliminazione
fisica dell'avversario schierato dalla parte
opposta. Questo meccanismo, semplice eppure
terribile, si riproduce sin dai sanguinosi anni
'70, quando l'isola rischiò di autodistruggersi
in una sanguinosa guerra civile.
Sul Gleaner è stato pubblicato un articolo
nel quale, attraverso una serie di testimonianze
anonime, si ricostruisce come il sistema di
voto sia altamente condizionato. Si legge per
esempio che una ragazza che voterebbe con piacere
un altro partito, è costretta invece
a dare la preferenza al partito che domina nella
sua comunità se vuole evitare gravi conseguenze.
Di fronte a questa situazione che appare immutabile,
i due leader che si contendono la vittoria finale,
Portia Simpson Miller e Bruce Golding, stanno
lanciando svariati appelli per ridurre le tensioni
politiche e si sono detti d'accordo nell'istituire
una sorta di osservatorio nel quale, i membri
di entrambe gli schieramenti possano facilitare
la discussione pacifica di quelli che sono gli
argomenti principali di questa campagna elettorale.
"Imploriamo i candidati di avere una condotta
esemplare, specialmente durante gli incontri
pubblici. In caso contrario saranno prese misure
disciplinari" - hanno dichiarato la Miller
e Golding.
Ma se da un parte i due leader cercano di buttare
acqua sul fuoco, sono gli altri a rendere la
situazione estremamente tesa, con le rispettive
accuse di aver violato il Political Code Of
Conduct, ovvero una serie di disposizioni per
condurre la campagna elettorale in maniera pacifica.
E intanto nel dibattito irrompe anche la polizia,
che attraverso i propri responsabili ha dichiarato
di essere pronta a mantenere l'ordine. E se
permettete, ciò ci fa alquanto paura
vista la strana concezione di ordine che i poliziotti
jamaicani hanno.
QUANDO
LA POLITICA NON HA NESSUN VALORE PER GLI ARTISTI
E gli artisti in relazione alle elezioni che
comportamento stanno avendo? Un articolo apparso
sul Gleaner ci segnala una sostanziale indifferenza
nei confronti dell'imminente disputa politica,
evidenziando così quello che già
da tempo si sa, ovvero che I politici e le
loro azioni sono solo fonte di violenza e
divisioni.
"Non ho mai votato e mai voterò.
Non ho alcun interesse per la politica e in
particolar modo per quella jamaicana".
- dichiara convinto Munga Honourable, uno
dei giovani artisti più interessanti
e di successo.
In alcuni casi il disinteresse e l'avversità
nei confronti delle elezioni ha radici strane
e personali così come dimostra questa
dichiarazione dell'irrequieto Ninja Man.
"Non voterò, perché loro
(i politici) non hanno nessuna considerazione
per i cantanti reggae. Siamo delle icone nel
paese e loro ci trattano come dei cani. Non
ho mai votato, non so nemmeno come sono fatte
le schede dove si appongono le preferenze.
E fin quando non vedrò un governo che
operi per il bene di tutti in un clima di
unity, non darò a nessuno il mio voto."
E' naturale che gli artisti facciano gola
ai politici, visto il potenziale impatto che
hanno soprattutto sui giovani, elemento che
spinge i due partiti a trovare fruttuose collaborazioni,
soprattutto in un momento nel quale gli analisti
pensano che saranno proprio gli orientamenti
politici dei giovani ad essere decisivi per
la vittoria finale.
E' utile ricordare che molte canzoni hanno
sempre affrontato problemi di natura sociale
quali le ingiustizie, la violenza e la povertà.
Per gli artisti questo è un modo per
portare all'attenzione di tutti temi delicati
che la politica spesso tralascia. Tutto ciò
ha sempre creato una separazione netta tra
i cantanti che seguono sempre di più
una propria indipendenza e la politica che
spesso, se non sempre, non ascolta quanto
la musica cerca di comunicare, ponendo in
essere una serie di azioni che non solo non
risolvono i problemi cronici ma li allontana
anche dalla gente.
Uno dei punti che molti artisti hanno cercato
di sviluppare nelle loro canzoni e che trova
posto anche nel dibattito politico è
il sistema educativo e la sua organizzazione.
Su questo punto interviene di nuovo Ninja
Man dicendo che "l'accesso all'educazione
in Jamaica deve essere libero, perché
solo con una tale azione si potrebbe diminuire
il crimine. Un diploma ti da la possibilità
di accedere ad un lavoro mentre la mancanza
di esso ti rende facile preda dei criminali".
Ma un altro fattore che tiene lontano gli
artisti dalle contese politiche, sono gli
immensi costi umani che la Jamaica ha dovuto
pagare ogni qualvolta ci si avvicina alle
elezioni.
"Sono cresciuto in una banda e ho visto
molte persone morire per motivi politici"
- dice ancora Ninja Man.
Ferite che non si rimarginano facilmente e
che lasciano segni nelle coscienze che non
possono essere cancellate. D'altronde la politica
jamaicana non ha fatto nulla affinché
la gente potesse finalmente fidarsi.
Un'altra occasione per sondare l'atteggiamento
degli artisti nei confronti delle imminenti
elezioni è stato il Sumfest. In particolare,
e di questa va dato merito, durante le esibizioni
i cantanti hanno più volte auspicato
che tutto si svolga in un clima sereno. Da
Chuck Fender a Anthony B, da Baby Cham a Assassin
e da Beenie Man a Bounty Killer, tutti hanno
fatto un appello per preservare dalla violenza
politica il popolo jamaicano. Ora speriamo
solo che la gente sappia ascoltare e mettere
in pratica questo buoni consigli.
.
IN
JAMAICA SI VOTERA' IL
27 AGOSTO
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Alla
fine la data tanta attesa è arrivata.
In Jamaica le votazioni si terranno il 27 agosto
dopo che a proclamarle ufficialmente è
stato il primo ministro Portia Simpson Miller,
che insieme a Bruce Golding del JLP si contenderà
la vittoria finale. E' dall'inizio dell'anno
che si discute su quando si sarebbe votato sull'isola
visto che, caso unico nelle democrazie mondiali,
in Jamaica a decidere la data è il primo
ministro in carica senza che ci siano particolari
vincoli da seguire. Ricordiamo che Portia Simpson
Miller aveva sostituito Patterson, prima donna
a ricoprire quel ruolo così delicato.
La sua elezione aveva suscitato l'entusiasmo
del popolo jamaicano che nella sua figura aveva
riposto speranze di cambiamento. Ma dopo un
anno di governo nulla sembra cambiare e quella
fiducia sembra essersi trasformata in rassegnazione.
Il primo ministro non ha infatti prodotto elementi
di discontinuità con il vecchio modo
di fare politica, non riuscendo nemmeno a proporre
nuove strategie per battere alcuni mali endemici
della società jamaicana quale la violenza,
la disoccupazione e la povertà. Portia
Simpson Miller ha cercato di legittimare la
sua ascesa al potere impegnandosi in una serie
di incontri bilaterali con le classi dirigenti
dei paesi del Centro e Sud America dando l'impressione,
almeno nelle prime fasi, di privilegiare alcuni
leader populisti come dimostrano le ripetute
visite di Chavez, presidente del Venezuela,
e l'arrivo nell'isola, proprio qualche giorno
prima dell'elezione, del presidente brasiliano
Lula. Ma se qualcuno aveva pensato di chiari
segnali di smarcamento dagli Stati Uniti e dalla
relativa sudditanza economica, si è dovuto
immediatamente ricredere visto che la Miller
ha immediatamente fatto visita anche a George
Bush così da tranquillizzare le tante
multinazionali americane che in Jamaica, soprattutto
nel campo del turismo, hanno forti interessi
da difendere.
Inutile sottolineare quanto il clima elettorale
in Jamaica assuma sempre dei contorni fortemente
polemici e di tensione. Ogni vigilia nel passato
è stata caratterizzata da una violenza
inaudita e da forti contrapposizioni e seppure
negli anni si è assistito ad una relativa
distensione, resta sempre alto l'allarme. Elemento
rafforzato dai continui appelli alla calma e
a non esasperare i toni fatti in questi mesi
sia da Portia Simson Miller sia dall'altro candidato
e leader dell'opposizione Bruce Golding. Eppure
nonostante questo non sono mancate atti violenza
a sfondo politico che inserendosi nel già
pronunciato tassi dimicidi che la Jamaica registra,
ha notevolmente destabilizzato i già
precari equilibri.
Molto si è parlato sull'opportunità
prevista dalla Costituzione di dare la facoltà
al primo ministro in carica di decidere la data
delle lezioni. In particolare il JLP ha accusato
il PNP di aver molto atteso prima di decidere
il giorno nel quale i jamaicani sarebbero stati
chiamati alle urne. Per qualche mese è
circolata una voce che diceva che le elezioni
ci sarebbero state il 4 luglio, data di nascita
di Norman Marley, fondatore del PNP ed eroe
nazionale jamaicano, morto il 2 settembre del
1969 e da alcuni definito "The Father Of
The Nation". Una data simbolica che per
Bruce Golding avrebbe avuto solo lo scopo di
giocare con le emozioni e i ricordi della gente.
Ma guardiamo i contenuti di questa campagna
elettorale cominciata oramai da tempo, non senza
sottolineare immediatamente la pochezza degli
argomenti di dibattito e l'assoluta mancanza
di proposte convincenti per migliorare le condizioni
di vita dei jamaicani. Per quanto riguarda il
JLP sembra che l'argomento principale sia quello
di sottolineare la sua natura omofobica, così
come confermato dal suo leader Golding che ha
dichiarato di essere fortemente contrario ad
ogni ipotesi di cambiamento della legislazione
attuale che condanna e punisce gli omosessuali.
Infatti per Golding la Jamaica non può
intraprendere la strada di cambiamento chiesta
da una minoranza (gli omosessuali) perché
ciò contrasterebbe con la cultura e i
costumi dell'isola. Ha però voluto precisare
che questo non significa che il JLP vuole abbattere
le porte delle abitazioni per vedere cosa accade
nei letti dei jamaicani e lasciatecelo dire,
ci mancherebbe! Insomma per il presidente del
JLP, bontà sua, ognuno nel suo letto
può fare quello che vuole, ma se certe
tendenze dovessero essere mostrate in pubblico
allora andrebbero punite senza se e senza ma.
E cosa succede sul fronte delle violenze a sfondo
politico? Molti dicono che ora che si conosce
la data subiranno un incremento, ma è
già dall'inizio dell'anno che la situazione
è molto tesa. Si sa che dietro gli scontri
e le sparatorie c'è la lotta tra le gang
per il controllo del territorio e dei traffici
illeciti. Insomma non esiste uno scontro ideologico,
cosa peraltro improbabile visto che mai come
ora la salita al potere del JLP o del PNP ben
poco cambierebbe il corso degli eventi. Quello
che i cosiddetti "don" cercano è
semplicemente far salire il politico che permette
loro di continuare e incrementare le attività
illecite, senza essere particolarmente disturbati.
Quanto tutto questo somigli a cosa accade anche
nel Sud del nostro paese, è di una evidenza
disarmante.
In questo periodo cercheremo di tenere sempre
e comunque una finestra aperta su quanto succede
in Jamaica, nella speranza di non dover comunicare
notizie drammatiche.
Al momento il primo inaspettato effetto dell'aver
fissato le elezioni il 27 agosto, è stata
la decisione di posticipare il Curefest, il
festival organizzato per celebrare la liberazione
di Jah Cure, oramai imminente. Lo show si doveva
svolgere dal 24 al 26 agosto, ma per permettere
ai jamaicani di compiere il loro dovere di elettori,
sarà spostato ad ottobre. E ditemi voi
quanto sia normale una cosa del genere. D'altronde
la Jamaica ci ha abituato a farci sempre e comunque
sorprendere!
Mr.
Bigga
JAH
CURE E' INIZIATO IL CONTO
ALLA ROVESCIA
 |
E'
cominciato un lungo ma inarrestabile conto alla
rovescia. Una sorta di countdown, il cui risultato
sarà la liberazione di Jah Cure. Sul
sito www.reggae-vibes.com è apparso anche
un orologio elettronico che ci dice quanti giorni,
ore, minuti e secondi mancano affinché
"babylon release the cure".
Insomma cresce la febbre, di quello che in Jamaica
si annuncia come uno degli avvenimenti più
importanti degli ultimi anni. Abbiamo già
segnalato come si moltiplichino gli eventi per
celebrare degnamente l'uscita di prigione dell'autore
di grandi hit come "Longing For" e
"Love Is", e soprattutto il grado
di eccitazione e agitazione dei produttori,
pronti a tutto pur di essere i primi a far cantare
dal vivo il singer.
Inutile sottolineare la prudenza con la quale
accogliere queste anticipazioni, compresa quella
appena annunciata dalla Danger Promotions, Iyah
Cure Promotions and Brass Gate Promotions, organizzatori
del Curefest, che si svolgerà dal 24
al 26 agosto sulla spettacolare James Bond Beach.
Jah Cure dovrebbe esibirsi proprio l'ultima
sera e tanti saranno i top artisti presenti
per l'occasione tra i quali sono annunciati
I-Wayne, Gyptian e Fantan Mojah. Ma anche sul
nome da dare all'evento non c'è ancora
accordo, visto che alcuni vorrebbero chiamarlo
"Longing For". E ad agosto si svolgerà
anche il rinato Sunsplash, che vorrebbe puntare
proprio su Jah Cure per un sicuro successo.
Tanti anche i sound system che spareranno per
strada le big tunes dell'artista, proprio il
giorno della liberazione, che ricordiamolo dovrebbe
essere il 27 luglio. E' d'obbligo ancora il
condizionale visto che nessun comunicato ufficiale
delle autorità è stato sinora
diffuso.
E intanto la Vp Records annuncia l'uscita dell'album
"True Reflection", al cui interno
troveremo tutte le ultime hits di Jah Cure,
oltre a dei pezzi inediti.
Per rispondere a quello che è un vero
e proprio assalto dei fans, la Danger Promotions
ha messo su una hotline, pronta a dare qualsiasi
informazione sull'evento. Inoltre è prevista
la possibilità per tutti coloro che lo
desiderano di lasciare un messaggio a Jah Cure.
Una rappresentante della Danger Promotions ha
detto che è incredibile l'amore che la
gente sta dimostrando per l'artista e la sua
musica.
Sempre sulla linea telefonica è stato
registrato un messaggio del singer nel quale
dice "Sento l'energia di coloro che mi
supportano fin dentro queste mura. E' una grande
riconoscenza per me sapere di avere un messaggio
positivo che la gente vuole ascoltare. Sono
felice che da una situazione negativa come questa
possa venire fuori qualcosa di positivo. Sono
molto grato e vi ringrazio."
Ma non sono tutte rose e fiori, perché
c'è anche qualcuno al quale questa eventuale
liberazione di Jah Cure non piace per nulla.
Diverse lettere sono arrivate al magazine The
Star e in una di queste si legge che "seppure
è giusto che coloro che sono in carcere
abbiano la possibilità di essere rilasciati
prima della scadenza naturale della pena e di
essere dunque reintegrati nella società,
è altrettanto giusto che chi si macchia
di una pena come la violenza sessuale non abbia
accesso a questi benefici."
Mr.Bigga
Fonte: The Star
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