Lunedì, 29 Gennaio 2018 22:09

REBEL SALUTE 20th ANNIVERSARY - PART 2 – REVIEW E E FOTO - Esclusiva

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Oltre 36 artisti uno dietro l'altro, dalla notte fino al mattino inoltrato rivivrete con noi la 25esima edizione del Rebel Salute svoltasi in Jamaica nel Parish dove nacque Bob Marley. Il festival Rasta chiamato "The People Show" è quello più vicino alla gente ma sempre più internazionale ed una risorsa per l'isola.

INTRO

Siamo nella seconda giornata, quella da sempre più ricca di contenuti ( vedi Prima Giornata Part 1 )
Inizio promettente sembra sereno ed invece il tempo svolta, inizia a piovere costantemente.
Scopriamo con grande sorpresa che invece in tanti ci credono. Chiusi in macchina per ripararci, seguiamo l'affluenza che non cala anche sotto la pioggia.

Ci stupiamo di quante persone entrano uno dopo l'altra, non riusciamo a quantificare quelli già all'interno ma sembra ci sia già tanta gente. Ma in che condizioni ?

CURIOSITA'
All'entrata questa volta invece del cartone o della sedia si vendono per lo più le buste di plastica. Prevedendo quindi le condizioni del prato, il business è ora quello dii ombrelli e buste nere che andavano a ruba.
Per quest'ultime 100 Jay l'una, una furbata, che però può salvare un paio di scarpe costose.
Il nostro consiglio e di utilizzarne due per piede, visto che non sono molto resistenti.

IL MAIN STAGE ALLAGATO
Resistono tutti, nessuno esce nonostante il piovigginare, invece brutte notizie arrivano dal palco, essendo aperto da tutti e quattro i lati, si è allagato. Si ferma la musica per ragioni di sicurezza.

Ras Shilow viene interrotto per impraticabilità, invece di andarsene per intrattenere la gente canta solo con il microfono sotto un ombrello che non lo copre affatto. Si inzuppa totalmente, Performance coraggiosa ed apprezzata, purtroppo le forze della natura prevalgono, si spegne.

Momenti di sconforto, nessuno sa cosa accadrà, dalle nostre parti in tanti sarebbero andati via ed invece no, al Rebel Saluti tutti in attesa che riprenda e ci si copre come si può.
Sono passate da poco le 11 di sera e nulla lascia ben sperare. Il maltempo perversa e pensiamo ad una disfatta ma fortunatamente improvvisamente smette.

In breve tempo il palco riparte. Non pioverà poi, per tutta la nottata ed il cielo coperto al mattino renderà più fresca l'aria. Quasi una fortuna se non fosse per il fango.

Il backstage è una palude e l'area media è difficilmente raggiungibile, proibitivo arrivare alla Herb Curb ma è l'area VIP in condizioni allucinanti.
Ci scusiamo per il Reportage della Ganja Yard causa maltempo.

SHOW TIME

Little Hero è uno tra i primi a dare un ottimo segnale di ripresa quello ci ci voleva, seguito da Jahmiel e poi sale la "chicca" di quest'anno, per la prima volta due donne, Althea & Donna quelle della super hit - Uptown Top Ranking. Cantano poco e sembravano intimidite dalla tante persone presenti ( vedi video )Sulla stessa band, Pablo Moses con i suo stile inconfondibile.

Dal roots alla dancehall, il passaggio è ancora più forte se salgono DING DONG accompagnati da ballerini. Uno dei due improvvisamente salta su una cassa poi a cavalcioni sulla rete che divide l'area VIP dal pubblico. Si mette a cantare la super hit "Holiday" la gente apprezza.

Un duetto a distanza uno sul palco, l'altro sulla rete divisoria, poi di nuovo insieme in un ottimo ed energetico show.
Dopo l'ondata di vibes esce Queen Ifrica. E' vestita in modo insolito, ha una parrucca grigia dai lunghissimi e grandi dreadlocks che poi si toglierà per continuare. La Queen trova sempre qualcosa per sorprendente per il suo pubblico.


Sarà invece l'esibizione di Luciano ad essere maggiormente ricordata. Luci è molto più energico e mistico di quello visto in precedenza. Parla molto con la massive e non dispensa la sua capriola che esegue sempre con un boato in risposta

The Messanger fa un vero sermone incentrato sul momento critico in cui l'isola sta attraversando. "Fermiamo tutti insieme la violenza, ci sono i nostri figli la fuori". Detto da lui dopo l'assassinio del figlio, ha un peso maggiore.
Lo show prosegue, invitati a sorpresa Beres Hammond a catalizzare il gradimento con boati e grida, Luci lo abbraccia più volte e concede un'altra song è di quelle che fa impazzire tutti i presenti. King Beres esce poi velocemente salutando da vero gentleman.

Fuoco e fiamme stanno abbattendosi, è l'ora di "King of Fyah", che arriva correndo dalla seconda entrata spiazzando tutti. Capleton da una bella scossa e tanto fuoco che servirà poi per continuare.

E' sempre difficile cantare dopo un Bobo con energia allo stato puro, ma qui piace soprattutto il Roots e cosi Freddie Mcgrecor fa un ottima performance e viene ricambiato alla pari.

Siamo giunti al mattino la luna lascia il posto al sole e la notte alla luce.
Quello sembra I Octane, si è lui, strano cammina lentamente sul main stage.
Si ferma dice di voler stare tra la gente nonostante il fango, si toglie le scarpe e scende nell'area Media, si avvicina sempre di più verso di noi.
Sceglie la sedia di RR per lasciare un impronta, saltare e raggiungere il palchetto improvvisato sotto la telecamera dell'area VIP. Tutto ripreso in diretta video.

Stupendo quando fa cantare i presenti e muovere le bandierine su "One Chance" l'ultima hit che condivide con Ginjah. Buona performance anche per I-Octane.

Il cielo si copre, fa comodo non avere il sole che ti abbatte e toglie le ultime energie.
Ci pensa Barrington Levy, entra con "Murderer" , ne intona una dopo l'altra ed il coro lo fa gente presente. Impressionante, una delle migliori performance di questa due giorni.
Barrington con la sua voce strega la massive, non vogliono più che se ne vada, lui scherza e li punzecchia ma è realmente così. A sottolinearlo ritornano le trombette e gli viene concesso un breve extra time.

Ed ora chi vedremo ? Una delle più belle voci ritoran Romain Virgo che indovina il suo show e la massive torna a danzare. E' dura invece per I-Wane poi riuscire a mantenere l'attenzione alta. Così come per Gyptian nemmeno lui è riuscito a coinvolgerci.

Ci vuole l'Energy God, Oneal Bryan , perché i cattivi qui al Rebel, perdono il loro nome artistico e si esibiscono con quello anagrafico ma soprattutto qui sono vietate le bad lyrics e lo slackness.
Uno show pulito di Elephant Man lo avete mai visto ?

Ele non si è fermato un'attimo, salta e canta fin quando rischia parecchio salendo su una montagna di casse. Lo show convince tutti meno le acrobazie e non si è visto avvinghiare nessuna donna.

Sanchez e poi Pinchers, il bandolero da qualcosa in più.

L'ultima possibilità è affidata a Fantan Mojah, quella di chiudere il festival con un extra vibes ma ormai sono le 10 del mattino in pochi hanno resistito alla lunga maratona nel fango.
Chiusura senza botto finale, ma pur sempre una lunga giornata di meravigliose vibrazioni.

Ancora una volta il Rebel Salute si è distinto per qualità nel suo 25esimo anno. Nonostante le condizioni ha resistito al mal tempo ed ha dato vita ad una due giorni di full immersion Nella musica, tra presente e passato, con show unici che si vivono solo se sei presente nella yard del Rebel Salute.

Non è finita. in arrivo le Gallery e Video del Rebel Salute con tutti gli artisti

#reggaerevolutionit

 

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