Interviste

Interviste (17)

Il suo nome d'arte è molto particolare, anche se può risultare surreale, lo ha scelto per un motivo ben specifico e lo capirete bene leggendo l'intervista di seguito.

E' la sua musica e soprattutto i suoi testi taglienti, quelli che ci interessano. Capace di cogliere le due facce di una stessa medaglia. Cresciuto artisticamente con i Malacrjanza la fortuna gli riserva una duratura collaborazione con Tony Cercola.

Ora è pronto ad uscire come solista con un nuovo lavoro tutto suo. La sua musica spazia dalla quella Napoletana di qualità, fino a sfociare al Reggae, dove trova la naturale continuità per le sue rime.

Si chiama “Metropoli Assassina” ed anche se lo dipinge come un mixtape a tutti gli effetti è un EP. Cantato tutto in dialetto napoletano è un lavoro degno di grande attenzione ed appena lo abbiamo saputo siamo corsi ad intervistarlo.

Intervistato difronte ad una donna, alla domanda più difficile per un uomo, ne è uscito bene con il suo lato scherzoso da clown e meno da porno.

 

Intervista Pornoclown – Esclusiva

Perché la scelta di questo nome d'arte. Pornoclown, è un semplice appellativo oppure ha un significato specifico ?

Pornoclown l' ho scelto perché è un nome da battaglia, un nome composito da porno e clown, che insieme vogliono dire "battuta sconcia". Alla spregiudicatezza del porno si abbina bene per contrasto la componente del divertimento, dello scherzo data dal clown.


Sta per uscire il tuo nuovo album da solista, cosa ci puoi anticipare a riguardo ?

Si,è il mio primo progetto da solista, in fin dei conti è un mixtape, la prima traccia è una canzone originale mentre il resto sono tutti rifacimenti di testi famosi con basi raccolte da vari artisti che stimo.

Si chiama “Metropoli Assassina” ed è tutto in napoletano. Questo perché molte volte si dice "vedi Napoli e poi muori" che può avere un doppio significato, un poco perchè è comunque riconosciuta come città pericolosa, quindi camorra, violenza ed un poco perché puoi morire per la bellezza di questa città.

Quindi “Metropoli Assassina” riassume tutto questo sia in positivo che in negativo, Napoli ti colpisce a prescindere. Alcuni singoli sono già in rete, per l 'uscita dell'album ci sarà da attendere.

Il primo video è finito, sta in fase di montaggio e dopo l'estate ne gireremo altri due, L'intenzione è vedere che riscontro ottengono per poi i decidere come comportarsi.



Noi di RR ti conosciamo con i Malacrjanza, gruppo con cui sei cresciuto... poi questà novità.

Si, è la band con cui sono cresciuto artisticamente come cantante, prima di allora suonavo come batterista. Dopo tanti anni da musicista, raggiunti i trenta anni, avevo conservato tanti testi scritti, ma era difficile proporli e farli cantare ad altri ed allora ho capito che l'unico mezzo era quello di interpretarli.

Così ho iniziato a scrivere per me. All'inizio con musicisti amatoriali, poi crescendo sono arrivato a collaborare con professionisti e turnisti. A distanza di anni mi hanno dato ed insegnato tanto, sia in sala prove che con i live.

 

Ed invece con i Malacrjanza in che rapporto sei rimasto ?

Attualmente i Malacrjanza vivono un momento di pausa, il gruppo fondato insieme a mio fratello Alessandro. Da poco lui si è trasferito. La distanza non ci ha fermato, stiamo continuando a produrre novità, molto probabilmente per l'inizio dell'anno prossimo ci sarà un nuovo album dei Malacrjanza.

 

Avete un rapporto speciale con Tony Cercola, tu in particolare, una volta il maestro ha raccontato che passeggiando per strada sentì una delle sue canzoni interpretate da voi. Rimase colpito e si fermò per conoscervi .

Con Tony è stato subito feeling, abbiamo un rapporto speciale ed è nato tutto per caso. Ci trovavamo in sala prove e lui stava camminando proprio nelle vicinanze e fu colpito nel sentire un suo brano interpretato da noi.

Mi sorpreso per l'umiltà, da subito ha colto il mio aspetto artistico. E' molto affezionato ad i miei testi, tanto che abbiamo diverse collaborazioni sia come Malacrjanza sia nel progetto da solista come Pornoclown.

Gli piace anche il modo di interpretare il mio ruolo, il mio modo di essere e il mio modo di vestire. All'inizio non riuscivo a capire poi mi è stato chiaro guardando delle sue vecchie foto da ragazzo, lui forse si rispecchia tanto in me. Cresciuto in un paesino, come Cercola, più o meno negli anni settanta non deve essere stato così facile, all'inizio molto probabilmente criticato e forse anche emarginato.

 

Avete mai pensato di fare con il maestro Cercola un progetto comune ?

Abbiamo così tante cose in comune con Tony che convergono sotto l'aspetto artistico, il nostro è un sodalizio dura da più di cinque anni. In questo periodo di pausa, con Tony stiamo mettendo in piedi un paio di progetti, uno dei quali si chiama “ritmo e metamorfosi “, si tratta di percussioni sperimentali,che vanno da quelle acustiche a quelle elettroniche. Sarà a breve fuori la sala prove per diventare poi un live. L'altro sarà una sorpresa.



Quando hai capito che il tuo amore per la musica poteva diventare un lavoro?

Bella domanda perché la mia passione per la musica non è stato subito amore a prima vista. Ti spiego, sono nato in una famiglia di musicisti quindi essendo cresciuto così ho quasi avuto un rifiuto.  Ho incominciato a suonare quasi per dispetto perché verso i quindici anni anche mio fratello suonava la chitarra. Nella mia famiglia tutti suonavano, zii cugini e quindi mio padre voleva s tutti i costi che io imparassi uno strumento.

Pensando a quale potesse essere quello più difficile ed ingombrante da tenere in casa e volendo anche il più fastidioso gli risposi la batteria, sicuro che non avrei incontrato i suoi favori.Invece un giorno portò a casa una vecchia batteria di mio zio e li, trovandomi alle strette non ho potuto dire di no !

Avendo parenti, di un certo calibro come batteristi, ho capito da subito quanti sacrifici ci volevano per imparare questo strumento, anni di duro studio. Anche l'indipendenza dei quattro arti è una cosa seria.

Fortunatamente ho sempre avuto questo piglio artistico e naturale di scrivere testi di canzoni già dall'età di otto anni. Ciò che mi contraddistingue è l' ispirazione, attraverso questa puoi arrivare a fare quello che vuoi, cantare per me è stato una condizione naturale successiva.

Mi piace cantare in stile reggaemuffin, a volte sono stato anche etichettato come rapper. La mia è principalmente energia proviene dal folclore napoletano.



Pornoclown nel tuo EP, altre collaborazioni, da chi ce le dobbiamo aspettare?

Ci sono tanti nomi, belli importanti, anche nel progetto con i Malacrjanza ci sono tanti nomi celebri. Ma ora un poco per dispetto (scherza ) un poco per scaramanzia non te li voglio dire !

E' ancora tutto in cantiere, ci sono tante idee e riscontri positivi con belle sorprese, ma dovrete attendere il prossimo anno.



Uno dei tuoi pezzi più belli si chiama l'Evera, qua l'è il tuo rapporto con la Ganja ?

Si sicuramente questo è uno dei pezzi con cui mi identificano ! Io non faccio uso di sostanze chimiche, ho una particolare adorazione per l'erba, che mi fa entrare in connessione, in modo naturale, con quello che mi circonda ed aiuta ancora di più la mia ispirazione nello scrivere.

 

Andando un poco più nel profondo e nel personale, raccontaci del tuo rapporto con le donne..

Domanda complicata ...però devi capire che essendo il mio nome d'arte Pornoclown non posso esprimermi in merito !

 

Intervista Pornoclown By Roberta Cassiani

 

ALCUNI ESTRATTI DA METROPOLI ASSASSINA

 

 

Info Artista: https://www.facebook.com/profile.php?id=100012326738189

 

 

Mercoledì, 10 Aprile 2019 08:06

TAJ WEEKES - INTERVISTA / INTERVIEW - ENG/ITA- ESCLUSIVA

Scritto da

VERSIONE ITALIANA / ENG VERSION HERE

A noi di Reggae Revolution.it  piace scoprire l'uomo dietro l'artista nelle nostre interviste. Prima di tutto siamo curiosi di sapere perché hai scelto - Taj Weekes - come nome d'arte ?

Taj Weekes non è il mio nome d'arte. È il mio vero nome

 

Sei nato a St. Lucia, cosa hai ascoltato da bambino e quali sono i tuoi artisti preferiti?

A St. Lucia le stazioni radio non sono formattate, quindi si ascolta un'ampia sezione di musica. Il rock accanto al reggae, al calypso, all'r & b al country, quindi siamo cresciuti ascoltando un po’ di tutto. Allora non avevo artisti preferiti e ancora non ce l'ho. Amo la musica,  tutti i tipi di musica.

 

Sarai in tour in Europa, dove canterai il nuovo singolo "Is Still Alive", raccontaci come è nato e di cosa si tratta?

Nel 2016 mi è stato chiesto di cantare su una canzone chiamata " 1.5 is still Alive", messa insieme da Panos Caribbean sui cambiamenti climatici. Lo sforzo è stato ripetuto nel 2019 ma  questa volta mi è stato chiesto di fare anche  la produzione. Un poema , il famoso poeta e drammaturgo Kendel Hippolyte mi ha invitato a  trasformarlo in una canzone. Questa volta per ricordare al grande pubblico che il problema non era finito.  Ancora una volta è stata una collaborazione,  con l'aiuto e il supporto di Bushman, Kenyatta Hill, Aaron Silk, Razia Said, Kendel Hippolyte, Sidney Mills, Zara McFarlane, Linda Choclate Berthier, Jafe Paulino e io.

Per coloro che non sono consapevoli che le temperature globali aumentano di circa 1,5 gradi, come sappiamo, nei piccoli stati insulari in via di sviluppo cambieranno drasticamente. Nelle isole  completamente circondati dall'acqua  se sale il livello del mare cambierebbe drasticamente le nostre vite gran parte delle nostre fonti di sostentamento sono concentrati lungo le linee di galleggiamento.  Dobbiamo inquinare il meno possibile, quindi da questo canto, per far sapere al mondo.

 

Ne seguirà un nuovo album completo?

Ci stiamo concentrando sul singolo,  senza piani per un album ….al più presto.

 

Ci piacerebbe sapere, tre delle tue canzoni che ti rappresentano.

Tutti i brani che scrivo mi rappresentano. Li scrivo e li posseggo. Non penso che ci sia una canzone che mi rappresenta più di ogni altra. Le canzoni sono scritte per ragioni diverse e sono tutte importanti.

Comunque ti darò tre canzoni da ascoltare sul nuovo cd che ritengo tre essenze dell'album: “ You and I” , “What Do You Believe in’ and “One Little Spark”.

 

Sei un attivista,  quanto sono importanti i testi?

Non c'è attivismo senza parole o testi, articolano il tuo punto di vista. Le parole dettano chi siamo e le posizioni che difendiamo. Quindi, nel mio caso come compositore, i testi sono molto importanti

 

Come è avvenuto  il tuo incontro con l'UNICEF?  e perché collabori ancora ?

L'UNICEF e io ci siamo incontrati nel 2008 e tutti mi hanno chiesto di continuare a fare quello che stavo già facendo con la beneficenza dei miei bambini. Continuo con loro perché con il nome c'è un po 'più di attenzione  e peso che mi è stato attribuito, specialmente quando si fa un lavoro di beneficenza. Ti legittima ad alcune persone.

 

La tua opinione sull'estrema dancehall, che idea ti sei fatto su Gaza e Gully e chi canta in quel modo?

Purtroppo non posso rispondere a questa domanda perché non presto attenzione. Se mi chiedi delle persone che cambiano la vita dei bambini, forse sono più consapevole, ma sfortunatamente o fortunatamente ne sono completamente all'oscuro

 

Qual è la tua idea sul riconoscimento della musica reggae da parte dell'UNESCO?

Tutto ciò che muove la musica in avanti e gli dà un riconoscimento positivo che supporto

 

Parlaci del tuo primo contatto con Rastafari

Mio fratello MPLA è stato il primo Rasta nella mia famiglia. Mi ha insegnato la filosofia I e I di Rastafari. Io il fisico e Io spirituale è Uno ..... e sono stato Rasta da allora

 

Che idea hai fatto del movimento fuori dall'isola?

Continua a crescere, spero solo che non si concentri solo sul denaro, ma sul mestiere e sulla positività. La crescita è una cosa buona ma la crescita organica e mirata è la più importante

 

Hai scelto Adowa per la tua band, il nome ricorda la battaglia di Menelik e la vittoria sugli aggressori italiani in Etiopia. Perché ?

Per la  battaglia,  fu una battaglia vittoriosa e lasciò l'Etiopia come l'unico continente africano non conquistato. L'italiano arrivò con le loro fantasiose armi benedette dal papa e gli etiopi di allora con bastoni e pietre e con l'Arca dell'Alleanza. Ho scelto un nome che significava vittoria. In più il mio bisnonno è etiope.

Un ringraziamento  speciale  a Teresa Run it per l'intervista

 

ENGLISH VERSION :

 

At Reggae Revolution.it, we like to discover the man behind the artist in our interviews. First of all we are curious to know why you chose - Taj Weekes - as stage name ?
Taj Weekes is not my stage name. It’s my name

You were born in St. Lucia, what did you listen to as a child and who are your favorite artists ?
In St. Lucia the radio stations are not formatted so we get to listen to a wide cross section of music. Rock is played alongside reggae and calypso and r&b and country so we grew up listening to a little bit of everything. I had no favorite artist then and I still don’t have. I love music all kinds of music.

You will be on Tour in Europe where you will sing the new single "Is Still Alive", tell us how it was born and what it is about ?
In 2016 I was asked to sing on a song call ‘1.5 to stay alive’ put together by Panos Caribbean about climate change. The effort was repeated in 2019 except this time I was asked to do the production. A poem was given by renown poet and dramatist Kendel Hippolyte and I was asked to turn it into a song. This time however to remind the general public that the issue had not died down the title was now ‘1.5 is still Alive. Again it was a collaboration with the help and support of Bushman, Kenyatta Hill, Aaron Silk, Razia Said, Kendel Hippolyte, Sidney Mills, Zara McFarlane, Linda Choclate Berthier, Jafe Paulino and myself. For those who are unaware of global temperatures rise about 1.5 degrees life as we know it in small developing island states will change drastically. Seeing that we are islands and completely surrounded by water and rise in sea level would drastically change our lives as large parts of our lives and livelihood are concentrated along the water lines. We do the least polluting but will suffer the most, so hence the song, to let the world know.

Will a complete new album follow it ?
We are concentrating on the single no plans for an album soon.

We would like to know, three of your songs that represent you .
Everyone song I write represents me. I write them and I own them. I don’t think that there is any one song that represent me more than any other. Songs are written for different reason and causes all of them important in their own right. However I will give you three songs to listen to on the new cd that I think capitals three essence of the album. ‘You and I, What Do You Believe in’ and One Little Spark.

You are an activist and then we ask you how important are lyrics ?
There is no activism without words or lyrics, they articulate your point of view. Words dictate who we are and the positions we defend. So in my case as a song writer the lyrics are very important

How did your meeting with UNICEF happen ? and why you still to cooperate wid dem ?
UNICEF and I met in 2008 and all they asked of me was to continue doing what I was already doing with my childen’s charity. I continue with them because there is a little more weight having the name attached to mine especially when doing charity work. It legitimizes you to some people.

Your own opinion on the extreme dancehall, what idea did you get on Gaza and Gully and who is singing like that ?
Unfortunately I cannot answer that question because I pay no attention. If you ask about people changing children’s lives I may have been more aware but unfortunately or fortunately I am completely unaware

Instead what is your idea about the recognition of Reggae Music by UNESCO Heritage ?
Anything that moves the music forward and gives it positive recognition I support

Tell us about your first contact with Rastafari
My brother MPLA who was the first Rasta in my family taught me that salvation was without. He taught me about the I and I philosophy of Rastafari. I the physical and I the spiritual is One.....and I have been Rasta ever since

Traveling what idea did you make of the movement outside the island ?
It continues to grow, I just hope in all it’s growth it doesn’t concentrate solely on money but on craft and positivity. Growth is good but organic and purposeful growth is most important

You have chosen Adowa for your band, the name recalls Menelik's battle and victory over Italian aggressors in Ethiopia. Why ?
Because of the battle it was a victorious battle and left Ethiopia as the only unconquered African continent. The Italian came with their fancy weapons blessed by the Pope and the Ethiopians best then back with sticks and stones and the Ark of the Covenant. I chose a name that meant victory plus my great grandfather is Ethiopian.

 

 

 

Official web site : https://tajweekes.com/

Official Fb page: https://www.facebook.com/tajandadowa

 

Special Tanx to  Teresa by Run it

 

 

Francisca è una nota artista di origini brasiliane, molto attiva sulla scena della black music da diversi anni. Con il brano “Smile” ha partecipato al Positive Riddim prodotto dall'etichetta discografica Rising Time con il supporto del portale Music in Black. In questa intervista parla della sua musica e della nuova collaborazione.

 

Ciao Francisca sei molto conosciuta sulla scena della black music: presentati per chi volesse conoscerti meglio

Ciao a tutti, mi chiamo Francisca e sono una cantante Reggae e di Black Music. Sono nata in Brasile, arrivata poi in Italia da bambina ho iniziato a studiare musica. La mia carriera di cantante Reggae inizia nel 2006 con l'uscita del mio primo demo "Rasta Courage", con cui ho iniziato a girare tutta Italia fino ad arrivare all'estero, partecipando al Rototom e all'Overjam. dal 2010 collaboro con Mama Marjas in qualità di corista, con cui ho girato tutto il mondo. con l'etichetta Love University Records nel 2015 è uscito il mio album "Soul Out", un mix tra reggae e soul. Oltre che come cantante, sono anche insegnante di canto e Tecnica vocale Jazz.

 

Il tuo ultimo brano "Smile" sul Positive Riddim com'è stato concepito?

Il brano "Smile", lo dice il nome stesso, è un inno al voler sorridere. Negli ultimi mesi ho affrontato alcuni dispiaceri familiari e avevo bisogno di scrivere una canzone che parlasse di qualcosa di positivo.

 

Quale motivo ti ha portata a partecipare a questo nuovo progetto targato Rising Time & Music in Black?

Il motivo per cui ho voluto partecipare a questo progetto è semplicemente il fatto di voler fare nuova musica, voler cantare di positività. E poi le produzioni Rising Time & Music in Black mi piacciono molto, seguono il mio stile.

 

Come componi le tue canzoni? Come lavori in studio?

Ho un piccolo studio in casa dove lavoro con il mio compagno, solitamente mi chiudo lì dentro con le cuffie e inizio a scrivere ciò che mi ispira la musica, poi dopo aver registrato la voce principale, sviluppo tutta la parte corale che per me è fondamentale.

 

Lascia un messaggio a chi sta leggendo la tua intervista

Il messaggio che vorrei lasciare è questo: la musica è stata creata per rompere quei silenzi che non riusciamo ad affrontare con le semplici parole. Fatene buon uso perché è un'arma potente.

 

Link per ascoltare il POSITIVE RIDDIM

Spotify

 https://open.spotify.com/album/0vKgL6MbhPfayY1VQloPhY

Youtube

https://www.youtube.com/watch?v=XVVuV7Y5GQ8&list=PLQcnwdPjGDLLIeg7iVRyoEpvYomyDQdkn

Non tutti sono che nella comunità di Negril, da qualche anno vive un nostro artista italiano che ha avuto il coraggio di lasciare tutto e scommettere su una nuova vita in Giamaica. Ha lavorato duro e con pochi mezzi a disposizione nonostante tutto è riuscito a coronare un sogno di una vita intera..

Registrare una propria canzone in Giamaica e nel mitico studio di Bob Marley.

Mickey era una dei musicisti ma anche una delle voci del mitico gruppo roots reggae di Foggia, i Dread inna Babylon. Con coraggio, cambia vita e sbarca in Giamaica ma non è tutto cosi semplice sull'isola .

Dopo qualche anno di set up necessari, siamo ad oggi, riparte con due singoli appena editi ed il prossimo in arrivo con Andrew Tosh come ci svela nell'intervista.

 

Incidere una canzone scritta di proprio pugno alla Tuff Gong. lo immaginava ricorrentemente da bambino, tanto che la tenacia lo ha portato dritto nello studio di Bob Marley.

Il risultato non è solo aggiungere il logoTuff Gong sulla copertina del singolo.Mickey ha voluto con Move you Up cantare un inno a tutti i Rastaman, di continuare a lavorare insieme per raggiungere obiettivi condivisi ed ad una meta chiamata Zion. Messaggio che sembra banale. Invece non lo è affatto, soprattutto ai nostri giorni. Non dimenticate che Mickey Souljah vive sull'isola ed è un Rasta quindi sa che c'è bisogno di una scossa.

Move you Up è un inno ad alzarsi in piedi, continuare a lavorare per la propria mission, non da soli, l'obbiettivo è lontano e difficile da raggiungere. Singolarmente non si va da nessuna parte.

Il resto potete ascoltarlo nell'intervista con Ras Ale realizzata in Giamaica. Non perdiamo l'occasione, per la prima video intervista del 2019 durante la nostra presenza sull'isola del Reggae.

 

VIDEO INTERVISTA ESCLUSIVA - JAMAICA by RR.it

 

 

 

Mickey Souljah - Move you up 

 

Mickey Souljah - Still an Emergency

 

 Canali Ufficiali MICKEY SOULJAH

 https://www.facebook.com/mickeysouljahofficial/

 https://www.youtube.com/user/management4

 

 

A distanza di due mesi dall'uscita di Reggaeneration, che tipo di feedback hai avuto? Sei rimasto soddisfatto?
Ciao a tutti.
Si, direi che sono rimasto molto soddisfatto. I brani stanno piacendo molto e lo riscontro dalle numerose radio che hanno deciso di trasmettere i brani dell’EP. Anche radio americane.
Ho percepito una grande attenzione da parte dei media del settore anche grazie al supporto di music in Black per la promozione.
Un ottimo feedback l’ho anche ricevuto dal pubblico nei vari show in Italia e in Svizzera fatti sin’ora, accompagnato dagli Eazy Skankers.

A gennaio sei stato in Giamaica. È lì che hai concepito il tuo Ep? Quale insegnamenti ti sono rimasti dal soggiorno nella 'terra di Bob Marley'?
Il mio nuovo EP non l’ho concepito in Giamaica ma è stato sviluppato e terminato in Italia mentre soggiornavo sull’isola.
E’ stato prodotto principalmente da Andrea Bottaro (Eazy Skankers) ma vi è la partecipazione di altri produttori, compreso me, quali DJ Spike e Prinzy.
Si è iniziato a pensare alla realizzazione dell’EP dopo l’estate 2016 e verso fine anno si è presentata l’occasione di poter andare in giamaica e l’ho colta al volo.
Ho avuto la fortuna di andarci con Trish della Roots rockers la quale collabora da anni coi big della foundation.
Mi sono ritrovato quindi a stretto contatto con artisti storici come Ken Boothe, Marcia Griffiths, Bunny Lee, Big Youth e molti altri ancora.
Avendo avuto il privilegio di potermi interfacciare direttamente con loro parlando di musica e anche della mia ho ricevuto consigli ed apprezzamenti conversando con passione di musica reggae, della sua evoluzione, di curiosi aneddoti e su come farla.
Ritrovandomi quindi sempre ispirato la voglia di registrare nuovi brani non è mancata.
Fu Ken Boothe stesso ad acompagnarmi al Mixin’Lab di Kingston.
Un esperienza unica.

Sui social hai annunciato di essere al lavoro su nuovi progetti discografici, vuoi raccontare qualcosa?

Si, è vero.
Come ho detto prima, ho registrato dei brani in Giamaica che molto probabilmente faranno parte di un album che ho già intenzione di finire sempre a Kingston, JA. Tornerò quindi sull’isola di Bob.
Nel frattempo sto portando avanti altre produzioni interessanti con band europee e anche con artisti e produttori molto noti come Dennis Bovell.

Cosa pensi della musica reggae in Italia? Qual è il suo pubblico?

Mi dispiace solo vedere che alcuni eventi reggae non vedono la luce perchè magari il comune associa ancora il reggae alla droga ecc. Mi intristisce molto questa chiusura mentale che persiste.
Sento invece che c’è fermento in ambito artistico.
Continuano a fioccare nuovi cantanti e nuovi artisti ispirati alla Giamaica, e questo è un bene.
Io personalmente apprezzo molto quando sento un sound reggae contaminato da altri generi musicali.
Qui si può spaccare invece un pò il pubblico, voglioso di sentire il tipico sound reggae da un lato e quello più aperto a nuove sonorità dall’altro.
Mi limiterò a dire che bisognerebbe allontanare qualsiasi pregiudizio ed apprezzare l’arte e la musica per come è e per quello che riesce a trasmettere grazie al lavoro di artisti alimentati dalla pura passione.
“Music is Music” - Bob Marley
1LoVe

Una stupenda intervista video registrata a Luciano in Giamaica. Dopo il suo show a Negril, il giorno dopo ci concede un reasoning speciale.

Rilassato e per niente intimorito dalla camera parla a ruota libera incalzato dalle nostre domende. Breve da non stancare chi ascolta, solo tre domande secche per questo format nuovo targato Reggae Revolution.it e realizzato dal nostro Marco.

Abbiamo inoltre tradotto con i sottotitoli le parti salienti grazie al nuovo Canale Youtube sempre più ricco di informazioni, per agevolare chi non conosce l'inglese.

Ma The Messanger, parla un inglese semplice e non usa il patois per essere compreso da tutti.

Le 3 domande vertono sul suo Nuovo Album uscito da pochissimo tempo, segue cosa è cambiato dopo la parziale legalizzazione della Ganja in Jamaica e l'ultima verte sul crimine che lo ha visto purtroppo protagonista con la morte del figlio.

Luci, parla dei giovani che non possono stare sempre buttati per strada senza un lavoro e per questo che la società e così violenta.

 

 

LUCIANO - VIDEO INTERVISTA ESCLUSIVA RR.it

 ENGLISH -  SOTTOTITOLI ITALIANO

 

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Continuateci a seguire anche attraverso il nuovo Hashtag #reggaerevolutionit

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Ciao Andrea, ti sei dedicato da sempre alla musica, prima suonando e poi diventando produttore con la Rising Time etichetta da te fondata. Secondo te è obbligatorio questo passaggio da musicista a produttore?

Non credo sia un passaggio obbligatorio, è però certo che per vivere di musica oggi bisogna saper mettersi sempre in gioco e porsi continuamente nuove sfide. 

Nel mio personale caso è stato più un modo per riconciliare tutte le professionalità acquisite negli anni riversando il tutto in un progetto che fonde assieme sia il lato manageriale che quello più strettamente musicale.

La reggae music è la tua passione, quindi con la Rising Time Production produrrai solo questo genere musicale o sei aperto ad accogliere progetti che guardano anche verso altri generi?

 

Il reggae è la mia passione ma la parola "apertura" è una delle mie preferite, l'idea di contaminare poi mi affascina da sempre.

L'ultimo lavoro discografico è il Want More Riddim; come è nato?

L'idea del "want more riddim" nasce dall'esigenza di dar voce ad un reggae che possa "smuovere le coscienze". Ci piace l'idea di poter comunicare messaggi forti di denuncia attraverso la musica. Non si tratta di politica ma semplicemente di gridare a voce alta un proprio pensiero, una critica, un messaggio.

Gli artisti che partecipano sono tutti italiani, perché hai scelto quei nomi?

La scelta degli artisti, in generale, avviene cercando una conciliazione tra stile del singer e riddim che gli si va a proporre; inoltre ci piace valorizzare il Made in Italy. 

È anche uscito il video del brano 'Fuga dall'odio' di Ronnie McAdoo...

Si l'11 maggio è uscito questo video-doc per la regia di Luca Hosseini e le grafiche di Daniele Cecconami. Un video girato ad Hidomeni al confine tra Grecia e Macedonia, dove si sta consumando una vergogna tutta europea, con migliaia di migranti bloccati in campi di accoglienza e ai quali è vietato muoversi. Il pezzo è testimonianza e colonna sonora per una serie di immagini che Luca Hosseini ha voluto girare in quel luogo di dolore e disperazione. Il video si apre con l’imperativo “open the border”, un grido di liberazione in un Continente, che lungi dall’imparare dalla storia, alza muri fisici e mentali, segregando e discriminando. 

Quali consigli daresti ai nuovi artisti che si stanno avvicinando alla reggae music?

Di sapersi ben districare tra quelli che sono i concetti di produzione, promozione e booking. Nelle giovani realtà e non solo, vedo spesso trascurare questi concetti e vedo spesso progetti investire il loro budget interamente nella produzione, trascurando completamente gli altri due aspetti, che ritengo essenziali per poter portare in giro la propria musica.

 

Il Seal’d In Vain è un gruppo di musica reggae e soul. In questa intervista risponde David, tastierista e cantante, raccontando le origini della band e il progetto musicale.

Come vi siete conosciuti e perché avete scelto il nome Seal'd In Vain?

Con Jump (chitarrista e cantante) e Pietro (batterista) ci siamo conosciuti oramai parecchi anni fa condividendo diversi progetti musicali, accomunati dalla passione per la musica giamaicana e più nera in generale. L’idea era, dopo oramai più di dieci anni di esperienza accumulata sui palchi e in studio, di presentare un progetto musicale che attingesse ai generi di musica che più apprezziamo, caratterizzato da un sound riconoscibile e originale.
A noi tre si è poi aggiunto Davide che oltre a essere un bassista è anche un eccellente polistrumentista con un background fortemente caratterizzato dalla musica folk.
Riguardo al nome Seal’d In Vain, l’abbiamo scelto ispirandoci ad una nota poesia di Shakespeare che parla di amore e sentimenti, che è una delle tematiche più presenti nel nostro repertorio.

Passo al Passo è il vostro ultimo lavoro discografico. Com'è nata l'idea del video?

Passo al Passo è il nostro ultimo singolo che anticipa l’uscita del nostro primo EP. Per quanto riguarda il video essendo una vicenda legata ad un profugo in fuga dalla propria terra , volevamo comunicare la sensazione di un viaggio ideale che trasmettesse anche il senso di positività del viaggio nel quale il protagonista è accompagnato dai ricordi e dai propri affetti . La natura dei paesaggi spettacolari tra Lazio e Abruzzo ha fatto da cornice a tutto questo.

Cosa pensate della musica black italiana?

Essendo anche attivo in altri ambiti della musica “black” in Italia, come per esempio il progetto Kento & The Voodoo Brothers e la collaborazione con il rapper Janahdan ti posso dire che trovo che dal punto di vista dell’Hip Hop ci sia stata un'esplosione mainstream notevole, purtroppo non sempre seguita da un livello qualitativo equiparabile ad altre realtà europee.
Per quanto riguarda la scena reggae mi pare che ci sia un momento di stallo, ci sono poche produzioni originali e a differenza di qualche anno fa trovo ci sia meno fermento oltre che purtroppo meno serate, ovviamente ci sono delle eccezioni come Lion D e Raphael, le cui produzioni non a caso trovano più successo all’estero che in Italia.


Quali sono i vostri artisti di riferimento?

E’ veramente difficile elencarli tutti, se ne dovessi scegliere 3 parlando a nome del gruppo citerei Bob Marley, Johnny Cash ed Harry Bellafonte.

 

Siete al lavoro sul disco, cosa volete dire a riguardo?

L’EP in uscita nei prossimi giorni con Red Gold Green è stato frutto di un paio d’anni di lavoro. I pezzi sono tutti originali ad eccezione della traccia che apre il disco chiamata “Heart full of soul”, un pezzo degli Yardbirds datato 1965 che abbiamo totalmente riarrangiato rendendolo quasi irriconoscibile. I due singoli ufficiali usciti da poco, ovvero “Passo al Passo” e “Too Many rivers” , trattano di tematiche legate alle vicende dei migranti e della continua instabilità geopolitica del Medio oriente e dell’Africa.
Poi troviamo un mio pezzo reggae soul chiamato “What a Light” , 2 ballads cantate da Jump “L’oro” e “Smile” e a concludere un remix dub di “Too Many Rivers” del talentuoso dubmaster Shaman Monkey del sound system Roarin Bass. Inutile dire che non vediamo l’ora di rientrare in studio per registrare dei pezzi nuovi.


Dove è possibile ascoltare la vostra musica?

Potete trovare tra breve la nostra musica su itunes, spotify e tutti gli altri digital store, oltre che ovviamente su youtube e sulla nostra pagina facebook. Seguite il Bradipo!

Venerdì, 02 Ottobre 2015 10:46

GINKO: «Il reggae per me è innanzitutto socialità»

Scritto da

 

(L’audio dell’intervista è stato trasmesso nel corso de “I Viaggi di Gulliver”, programma dedicato al reggae, alla musica black e alla world music, che va in onda ogni lunedì dalle 20 alle 22 su Radio Potenza Centrale. Live Streaming su www.radiopotenzacentrale.com).

Ciao Andrea, il Bud Organizer Riddim è il secondo lavoro discografico, com’ è nato?

Il Bud Organizer Riddim nasce dall'incontro e la collaborazione con il Lion Pow Sound, una crew brianzola molto attiva sul territorio. Volevamo fondere le competenze di me produttore e musicista appassionato di reggae music con le competenze di due dj e un mc amanti della dancehall: il risutato lo potete ascoltare e spero sia di vostro gradimento.

 

Quali sono le differenze rispetto alla prima produzione ’60 Riddim?

Il '60 riddim è stata un produzione “alla vecchia maniera”, abbiamo registrato tutto interamente in studio con l'ausilio della Beska Roots, band con il quale collaboro da parecchi anni; il Bud Organizer, invece, è un prodotto quasi del tutto digitale e prodotto al pc.

 

Tra gli artisti che hanno partecipato c’è il giamaicano Skarra Mucci, un buon traguardo raggiunto vero?

Si, grazie alla collaborazione con il Lion Pow Sound, abbiamo avuto l'onore di ospitare un artista del suo calibro; personalmente sono più interessato a produrre artisti italiani, ma di sicuro in termini promozionali le produzioni straniere fungono di più da calamita per guadagnarsi le attenzioni del pubblico.

 

Tu sei un musicista, perché la scelta di fondare l’etichetta discografica Rising Time Production e come mai hai scelto questo nome?

l'etichetta nasce dalla voglia di pormi una nuova sfida personale in cui convogliare tutte le mie esperienze passate, musicali e non. Il nome è stato scelto perché volevamo richiamasse qualcosa di positivo ed esprimesse il concetto di “lavorare per risollevarsi”.

 

Ci sono già delle novità musicali o sei impegnato solo nella promozione di questo ultimo progetto?

In agosto siamo stati impegnati alle riprese di un videoclip che uscirà ad ottobre, per la regia ancora una volta di Bruno Luca Perrone. Il brano in questione è la cover di “Caution” , un brano di Marley interpretato in questo caso da un'artista con cui collaboro da diversi anni: Sista Giuly.

 

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