Rasta

Rasta (17)

Lunedì, 20 Maggio 2019 13:15

RASTAFARI E' UNA REALTA'

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Rastafari non è una religione né una teoria ma una “Via di vita”.

Nella Livity esistono diverse componenti, quella spirituale, teologica, dottrinale, sociale, storica ecc… ma ciò che fa realmente la differenza è che Rastafari è un modo di vivere che si manifesta nella quotidianità e nelle nostre vite reali.

Rastafari è infatti spiritualità applicata nel comportamento.

Non restiamo distaccati da questa realtà ma anzi usiamo questa come una tela su cui esprimere i nostri principi spirituali.

L’obiettivo è che la nostra dimensione spirituale venga riflessa coerentemente nella nostra vita di tutti i giorni, così da poter eliminare quello spazio che separa il nostro mondo ideale da quello reale, ovvero come vorremmo vivere “in teoria” da come invece realmente viviamo tutti i giorni.

La discrepanza tra questi due “mondi” ci può recare molta sofferenza.

Ci troviamo divisi tra dimensione ideale bella e luminosa e magari una realtà più ripetitiva e piatta in cui sentiamo che non riusciamo ad esprimere al meglio ciò che invece abbiamo nel cuore e nello spirito.

Vorremmo cambiare, essere persone migliori, imparare a dare un senso anche ai nostri errori così da non farne altri in futuro, vorremmo vedere manifestata nella realtà la nostra visione del mondo e di noi stessi.

E allora come si fa?

La Livity Rastafari ci aiuta molto offrendoci un modo di comportarci e non solo una filosofia o una dottrina.

Soltanto attraverso il comportamento infatti noi riusciremo a mettere in pratica ciò in cui crediamo.

La teoria non basta ma serve l’applicazione affinché la Livity Rastafari possa realmente manifestarsi nella sua pienezza.

È infatti attraverso la nostra condotta di vita che noi manifestiamo chi realmente siamo e ciò in cui crediamo, la nostra fede e i nostri principi rischiano infatti di diventare vuoti se non vengono manifestati attraverso le opere.

Ecco perché Rastafari è una realtà.

Gli anziani dalla Jamaica ci hanno trasmesso un codice di vita che è finalizzato a far germogliare la parte migliore della nostra persona così da poter esprimere al meglio le nostre potenzialità di esseri umani.

Dentro e fuori di noi infatti in convivono una dimensione spirituale ed una fisica.

Ecco che per ricercare il nostro benessere dobbiamo colmare lo spazio che separa questi due lati di noi stessi e arrivare a vivere lo spirituale ed il materiale come un tutt’uno.

Non è un processo scontato ed automatico ma richiede il nostro impegno ed entusiasmo, soprattutto all’inizio ovviamente è un po' difficile ed è normale che sia così.

Con l’aiuto della tradizione e dell’esempio di chi è venuto prima di noi possiamo sicuramente applicarci a “rafforzare” la nostra Livity affinché mente, spirito e corpo vivano in una stessa frequenza.

Nella scorsa puntata di IYAHBINGI abbiamo affrontato proprio questo argomento, spiegando un po' più nel dettaglio come poter applicare alla realtà la nostra Livity Rastafari.

Abbiamo spiegato perché è così importante che la nostra fede sia coerente con le opere, ovviamente non per fare “bella figura” ma perché soltanto così il nostro animo sarà tranquillo e la nostra spiritualità potrà manifestare realmente i frutti positivi che faranno stare bene noi e tutti coloro che ci sono intorno.

Quando noi infatti viviamo la nostra fede in coerenza non lo facciamo solo per noi stessi ma per tutto il genere umano, a partire dalle persone con cui condividiamo le nostre vite.

Nella puntata che troverete qui in basso, abbiamo ragionato su pratiche come la perseveranza, la pazienza, la non auto-discriminazione, la saggezza, lo studio, la preghiera ecc spiegando come queste possono aiutare a rendere Rastafari una realtà solida e coerente.

Rastafari non è mitologia ma una via di vita che si manifesta nel quotidiano, sotto la luce del sole, quando siamo soli in casa o quando siamo in mezzo alle persone, davanti a chi ci comprende e ci rispetta o di fronte a chi magari non apprezza la nostra identità.

Rasta rimane sempre lo stesso.

L’amore, il rispetto, l’over-standing, la positività, sono pratiche reali che hanno la capacità di modificare i nostri destini cambiando le circostanze in meglio.

Non solo, esse sono anche degli antidoti al malessere di babylon che spesso stringe le persone in una morsa.

Ogni cambiamento parte da noi stessi e soltanto modificando la nostra realtà spirituale e mentale potremmo migliorare la realtà che ci circonda.

One Blessed Love

Ras Julio

 

Ascolta qui la puntata

 

 

 

Venerdì, 03 Maggio 2019 20:40

LIVITY RASTAFARI, LA VIA PER USCIRE DA BABYLON

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Rastafari Greetings, One blessed Love,

 

La Livity Rastafari è una via di liberazione dalla schiavitù di un sistema che ci sta stretto e che continua ad opprimere le persone a livello mentale, economico, culturale.

Il Rastaman alza la testa contro questo “moderno Egitto”, che vuole le persone in catene in quanto così più facili da controllare.

 

Però al fine liberarci dalle catene esteriori dobbiamo prima affrontare quelle interiori in quanto ogni rivoluzione avviene prima al nostro interno e poi all’esterno.

Nella Livity Rastafari ci impegniamo ogni giorno a crescere e diventare persone migliori, non perché qualcuno o qualcosa ce lo imponga ma semplicemente perché questo processo fa stare bene noi e le persone che abbiamo intorno.

Rastafari è un cammino lungo il quale ogni esperienza è un’opportunità di crescita per “invertire la rotta” ovvero lasciarsi alle spalle il modo di vivere di Babylon e condurre le nostre esistenze in modo più felice, leggero in una parola: liberi.

Ci impegniamo a coltivare dentro di noi le qualità positive e a sradicare quelle negative, per far ciò abbiamo bisogno di pratica, esercizio e costanza ma prima di tutto di prenderci del tempo e guardare dentro di noi.

Rastafari infatti dice che le risposte a tutti i quesiti dell’essere umano sono già presenti al suo interno, ecco che allora sedersi e ragionare può aiutarci a sviluppare una maggiore chiarezza.

Nella tradizione biblica questo è il significato del Sabato, ovvero un giorno dedicato a Dio, al riposo dalle attività di tutti i giorni per concentrarsi sulla spiritualità, la felicità e la celebrazione della vita.

Il Sabato è un’opportunità per coltivare quella dimensione spirituale che ci nutre e ci fortifica.

Di seguito un articolo per accompagnare questo giorno di Rastafari vibrations.

 

Blessings of Life

Ras Julio

 

http://rasjulio.blogspot.com/2016/11/nella-livity-rastafari-invertiamo-la.html

Un evento senza precedenti quello che avvenne il 21 Aprile del 1966 quando l’aereo dell’Ethiopian Airlines decorato con il tricolore etiopico ed il Leone di Judah toccò il suolo dell’aeroporto Palisadoes di Kingston, Jamaica.

Decine di migliaia di fratelli e sorelle Rastafari erano rimasti in attesa per giorni al fine di non perdersi nemmeno un istante di quello che sarebbe stato un vero e proprio evento storico di portata biblica.

Haile Selassie Primo, l’Imperatore d’Etiopia, il duecentoventicinquesimo discendente di Davide e Salomone, l’ultimo regnante a sedere sul trono d’Israele, veniva infatti a fare visita al Suo popolo, i Rastafari.

Non possiamo dimenticare che esattamente tre anni prima, nel 1963 sempre nel mese di aprile, il popolo Rastafari aveva subito una spietata persecuzione da parte del Governo e dei civili giamaicani. Era il “Bad Friday” anche conosciuto come il “massacro di Coral Gardens”.

I Rastafari avevano superato quel tragico evento grazie alla consapevolezza che il Re dei Re avrebbe ascoltato le loro preghiere e li avrebbe liberati dalla “fossa dei leoni” proprio come era successo a Daniele, il personaggio dell’Antico Testamento che venne gettato in pasto ai leoni ma ne uscì vivo grazie all’aiuto di Dio.

Ecco che la visita di Haile Selassie Primo giunge proprio come la mano dell’Onnipotente a salvare le famiglie Rastafari dalla persecuzione di Babylon.

L’isola della Jamaica non aveva mai assistito a nulla del genere, mai nessun capo di stato era stato accolto con tale energia ed entusiasmo, nemmeno la regina d’Inghilterra che era stata ospite ufficiale appena pochi mesi prima.

La folla era riunita da giorni, chi era arrivato a piedi o chi aveva trovato un posto nei tanti camion carichi di uomini, donne e bambini Rasta che giungevano dalle parti più remote dell’isola. I preparativi erano iniziati mesi prima, striscioni e cartelli con le citazioni bibliche annuncianti il ritorno del Messia erano stati preparati con accurata precisione.

C’era chi aveva passato settimane a preparare nuovi abiti e sciarpe verde giallo rosso per l’evento, chi aveva riverniciato i tamburi per i canti sacri Nyah Binghi e chi aveva tagliato le palme dagli alberi per salutare il Messia al suo arrivo.

Tutto ciò riportava alla mente delle persone le pagine del Vangelo in cui il Cristo entrava in gloria a Gerusalemme.

La folla era immersa in una gioia collettiva, c’era una euforia contagiante, anche i non Rasta erano accorsi a vedere l’arrivo del Re dei Re.

I canti erano iniziati presto al mattino e l’attesa diventava sempre più carica di entusiasmo. Il cielo coperto filtrava la timida luce attraverso le nuvole. Iniziò la pioggia e la folla si ritrovò a cantare sotto un’acqua che sapeva di battesimo, un’estatica felicità era sui volti dei presenti…ed era soltanto l’inizio.

Improvvisamente un lampo squarciò tremendamente il cielo plumbeo e un tuono di voci rimbombò nello spazio, i volti si alzarono verso l’alto e migliaia di braccia si levarono indicando oltre le nuvole.

Ebbene sì, apparve l’aereo con a bordo il Leone della Tribù di Judah e la folla intensificò canti.

I tamburi suonavano come forse non avevano mai fatto prima.

Tra lo stupore e la meraviglia dei presenti la pioggia cessò e, come per miracolo, tutti si asciugarono in un batter d’occhio. Il Redentore era prossimo all’arrivo e proprio come dicevano le Scritture: Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo (Mt 24,27)” .

Quando scese il carrello dell’aereo e le ruote toccarono il suolo Giamaicano, la folle ruppe le transenne e superò le barricate in uno slanciò che lasciò le forze dell’ordine incapaci di qualsiasi contenimento.

Migliaia di Dreadlocks Rastafari erano ora addirittura sotto la pancia del velivolo e cantavano con il cuore in fiamme di gioia attendendo che la porta si aprisse e uscisse Lui, il Messia venuto per “radunare le genti dalle isole del mare” come avevano innumerevoli volte letto nel libro del Profeta Isaia.

Ecco uscire finalmente His Imperial Majesty in uniforme militare, Lui che era infatti venuto a sigillare la battaglia contro Babylon che aveva oppresso i Rastafari.

Gli occhi dei presenti non potevano credere di essere veramente a cospetto del Signore dei Signori, Colui di cui tutti parlavano in Jamaica, nessuno aveva la minima intenzione di spostarsi e rinunciare a quella scena epica.

Fu necessario chiamare Mortimo Planno, persona ben nota tra i Rastafari di west Kingston al fine di poter aprire un varco tra la folla per poter far scendere l’Imperatore.

Ora finalmente Dio camminava tra i Suoi.

Era “Grounation Day”, le palme venivano agitate nell’area e l’incenso bruciava. Stava per iniziare la visita ufficiale di Haile Selassie Primo in Jamaica che sarebbe durata tre giorni in cui accadranno fatti straordinari per i fratelli e le sorelle Rastafari. Nulla sarebbe stato più come prima dopo la permanenza del Re dei Re in Jamaica, il destino del Movimento Rastafari sarebbe definitivamente cambiato e la storia in generale avrebbe preso una direzione differente.

La visita di Haile Selassie Primo portò la liberta ai Rastafari e innescò il decollo della cultura Rastafari oltre l’oceano attraverso la Reggae music e la “Black Liberation Struggle” che sarebbero, nel giro di poco tempo, arrivate all’occidente.

Per conoscere da vicino cosa accadde tra Haile Selassie Primo ed i Rastafari, le Sue dichiarazioni e i fatti strabilianti che sconvolsero la società Giamaicana, ascoltate pure la scorsa puntata di IYAHBINGI dedicata appunto al Grounation Day.

Grounation is Liberation

Ras Julio

 

Ascolta qui

 

 

 

Era il venerdì santo del 1963 (12 Aprile) quando il Governo Giamaicano e la popolazione civile si lanciarono in una vera e propria caccia all’uomo contro i fratelle e le sorelle Rastafari.

Furono tre giorni di tremenda repressione in cui l’agghiacciante ordine del Primo Ministro Alexander Bustamante risuonava nelle strade: “Catturateli e portateli dentro vivi o morti. Quando la prigione non può più contenerli allora trascinateli al cimitero”.

L’obiettivo era sopprimere in maniera definitiva il Movimento Rastafari che, con i dreadlocks e il messaggio di riscatto del popolo nero, rappresentava una vergogna e una minaccia per l’élite Giamaicana post coloniale.

Il pretesto per questa spietata persecuzione fu uno scontro tra dei civili Giamaicani e la polizia che sfociò nell’ incendio di una pompa di benzina nella località di Coral Gardens nei pressi della città di Montego Bay Jamaica.

La stampa affermò erroneamente che i colpevoli erano dei Rastafari, si trattava invece di “farmers” (agricoltori) che vennero scambiati per Rasta a causa delle loro barbe.

Uno di loro era Rudolph Franklin, agricoltore locale che aveva ereditato un piccolo terreno nella località di Coral Gardens. Qui coltivava ortaggi per auto sussistenza.

Il suo unico “torto” era quello di essere troppo vicino alla Rose Hall Estate, una residenza di lusso per turisti e questo forse disturbava i ricchi passanti che di certo non gradivano vedere un povero “Jamaican countryman” al ritorno da costose escursioni delle spiagge locali.

La polizia allora intervenne, fece visita a Franklin intimandogli di lasciare il terreno accusandolo di occuparlo abusivamente. Il giovane più volte rispose che invece la terra era sua di diritto e che in realtà non disturbava nessuno.

Durante il primo raid gli agenti distrussero il suo raccolto come primo avvertimento.

Quando le forze dell’ordine tornarono una seconda volta non se ne andarono prima di aver distrutto nuovamente gli ortaggi e addirittura aver ripetutamente sparato a Franklin che ora giaceva sul suolo in fin di vita.

Lo credevano morto ma così non era.

Portato in ospedale venne salvato nonostante le circostanze gravissime.

Dopo settimane di ospedale uscì e venne immediatamente incarcerato a causa di alcune piantine di cannabis trovate nel suo campo al momento del secondo raid. Dopo mesi di galera il giovane era di nuovo fuori con un gran desiderio di rivalsa.

L’attacco alla pompa di benzina fu una vendetta da parte di Rudolph Franklin che aveva reclutato altri complici per rivendicare l’ingiustizia subita dalla polizia.

Ovviamente un gesto sbagliato e non giustificabile, provocato dall’immensa frustrazione per quanto accaduto.

Ma i Rasta cosa c’entravano?

Proprio un bel nulla.

Il Primo Ministro però, cogliendo questo episodio come un’opportunità per ripulire la società dai Dreadlocks Men, dichiarò la “caccia ai Rastafari”.

Centinaia di poliziotti e militari in assetto da guerra con tanto di furgoni blindati ed elicotteri iniziarono a passare per filo e per segno la zona di Montego Bay.

La cosa forse ancora più brutta fu che il Primo Ministro promise una ricompensa a tutti i civili che avessero consegnato Rasta (…o presunti tali) alle autorità.

I fratelli ignari della motivazione di tale atrocità si ritrovarono da un momento all’altro ad essere il bersaglio di un genocidio da parte del loro stesso governo e della loro stessa gente.

Fu il delirio.

Tre giorni di uccisioni, incarcerazioni, torture contro uomini, donne e giovani.

Forse la pagina più triste della storia del Movimento Rastafari e un grande atto di criminalità da parte del Governo Giamaicano.

Le porte delle case venivano sfondate dalle truppe armate senza nessun motivo né mandato di incursione. Chiunque vi fosse all’interno era automaticamente prigioniero.

Settantadue ore in cui molti si rifugiarono nella giungla più profonda, altri restarono nascosti sotto terra e chi non riuscì a scappare dovette affrontare il frutto amaro dell’odio umano.

Era il venerdì santo prima della Santa Pasqua, quello che in inglese è chiamato il Good Friday ma che, considerate le circostanze, i Rasta ribattezzarono il “Bad Friday”.

Proprio come il Cristo infatti, i fratelli e le sorelle restarono tre giorni nella morte prima di poter finalmente risorgere.

Il Movimento Rastafari non morì, come si aspettavano i politici Giamaicani, anzi si rialzò più forte e più numeroso di prima.

Senza vendetta o senza cattiveria nel cuore, i Rasta diedero un grandissimo insegnamento di forza e dignità ai loro carnefici e forse al mondo intero.

Ras Julio

La scorsa puntata di IYAHBINGI è stata dedicata proprio a questo e ad altre persecuzioni che dovette subire il Movimento Rastafari. 

Ascolta qui:

 

Greetings and love!


La Rastafari Ancients Farm è lieta di festeggiare con voi tutti il suo primo anno di attività!
Era infatti il febbraio 2018 quando abbiamo iniziato a ripulire questo bellissimo pezzo di terra vicino a Montego Bay, in Giamaica, rimasto abbandonato da più di trent’ anni.
C’è voluto un grande lavoro, ma con l'aiuto dei volontari e sotto il coordinamento di Ras Flako Tafari e Ancient Bongo Cecile, dopo giorni passati a pulire e tagliare erba, il terreno rosso e fertile è finalmente tornato alla luce.


Oh what a joy!
Da quel momento, la farm ha iniziato la sua nuova vita sotto la cura di una squadra di volontari Rastafari che ogni giorno se ne occupano con tutto il cuore.


Ma cos’è esattamente la Rastafari Ancients Farm?
E’ un progetto di agricoltura biologica nei pressi di Montego Bay (Jamaica) dove si coltivano ortaggi che vengono poi distribuiti agli Anziani Rastafari in difficoltà economica.

Il cibo non è in vendita ma viene infatti condiviso tra i Rastafari Elders che hanno dedicato la loro vita al Movimento Rastafari e che ora purtroppo si trovano in uno stato di precarietà.

Dalla scorsa primavera, la farm ha iniziato a produrre verdure squisite e 100% biologiche che hanno contribuito a nutrire diverse persone.
Dopo un anno, possiamo dire con gioia che la farm sta procedendo senza intoppi e continua generosamente ad offrire una grande varietà di frutta e verdura: zucche, pok-choy, piselli, pomodori, cavoli, banane, peperoni ecc… e il terreno è in costante produzione.
In più, oltre agli ortaggi, abbiamo piantato molti altri alberi da frutto al fine di raggiungere in pochi anni una produzione costante di frutta biologica.
Abbiamo installato le condotte idriche e il sistema di irrigazione è già attivo.

Quindi sentiamo davvero di estendere la nostra gratitudine a tutti coloro che hanno sostenuto il progetto fino ad ora.
Ringraziamo coloro che hanno donato semi, denaro e attrezzature per far diventare questo progetto realtà.
Grazie a tutti i volontari che hanno messo tutto il loro cuore e le loro energie in questa missione, chi ha attraversato l’oceano per venirci a trovare per aiutare e respirare l’aria fresca e pulita della Rastafari Ancient Farm.


Considerando i buoni risultati e allo stesso tempo la costante richiesta di cibo biologico per gli anziani Rastafari, siamo determinati a portare le cose ad un livello successivo:

1- Espandere la farm includendo porzioni di terreno adiacente.
2- Costruire una struttura eco sostenibile in legno che possa fungere da cucina con gas e acqua corrente.
3- Offrire settimanalmente ai beneficiari pasti pronti preparati in loco con le verdure prodotte nella farm.

Per fare in modo che questa visione diventi una realtà, abbiamo bisogno di un piccolo aiuto da parte di tutti voi.
Stiamo cercando di raccogliere fondi necessari per poter acquistare i materiali (tetto in zinco per la cucina, tubi dell'acqua, cucina a gas con lavello, pentole e piatti, attrezzi agricoli, decespugliatore ...).
Qualsiasi piccolo contributo può essere di grande aiuto in questa fase.

In conclusione, è bello ricordare che la Rastafari Ancient Farm non fornisce solo cibo ma anche amore, gentilezza, vibrazione Rastafari.
È un luogo di condivisione della Cultura Rastafari, di ragionamenti ed esperienze che arricchiscono la vita di tutti coloro che vi partecipano.


Rastafari Ancient Farming Project è un’iniziativa promossa da: Ras Flako Tafari (Wisemind Publications), Ras Ibi , Ras Julio (Iyahbingi/Livity Creations), Ras Dario (Wisemind Publications Italy)

 

RASTAFARI ANCIENT FARM VIDEO:  FEB 2018 - FEB 2019

 



Leggi qui il progetto:
Link utili: https://facebook.com/rastafari.ancient.farming.project
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Rastafari Ancient Farm Team

 

 

Dreadlocks, spiritualità, Africa, Reggae Music, ribellione, Ital food, sono tutti component della Livity Rastafari ovvero il modo di vivere del Rastaman.
Il Movimento Rastafari, partito dalla Jamaica nei primi anni ‘30 del secolo scorso, continua a crescere in maniera sorprendente ed ha raggiunto ormai tutti i continenti di questo pianeta.


Rastafari è l’alternativa al sistema di Babylon e sempre più persone sono attratte o incuriosite da questo messaggio rivoluzionario.
Ecco perché nasce IYAHBINGI l’unico programma web-radio 100% Rastafari in italiano dedicato alla ritmica
Nyah Binghi e alla spiritualità Rastafari.


IYAHBINGI è lo spazio dove storia, riflessioni, interpretazioni, aneddoti, curiosità e vibrazioni positive si
fondono con la ritmica antica del Rastaman.
Ormai alla sua quarta stagione, è una “yard” virtuale in cui ci si incontra ogni domenica sera per un’ora e
mezzo al fine di conoscere o approfondire il modo di vivere Rastafari.


Un programma non solo per i Rasta ma anche per tutti coloro che sono incuriositi o magari alla ricerca di
una fonte di vibrazioni positive con cui ricaricarsi prima che la settimana ricominci.
Reasoning e selezione musicale a cura di Ras Julio.


ONE LOVE!!

In onda ogni domenica sera dalle 21 alle 21:30 su www.reggaeradio.it


Riascolta tutte le puntate qui https://www.mixcloud.com/IYAHBINGI-NEW/


Per saperne di più riguardo al Movimento Rastafari: http://rasjulio.blogspot.com/

 

 

Lunedì, 11 Marzo 2019 13:00

VIDEO REPORTAGE - ETHIOPIE: LA TERRE PROMISE RASTAS

Scritto da

Un nuovo Reportage sull'Etiopia e su Shashamene la terra donata da Rastafari. Anche se in lingua Francese il reportage coglie gli aspetti più salienti e da uno spaccato sulla situazione attuale. Ma anche sul passato ed il futuro della terra di Zion

il reportage è curato da Frederique Tonolli

 

 

 

 

 

Sono definiti Apolidi, tutti i rastafarians che vivono in Etiopia senza alcun passaporto o altro documento ormi anche da tre generazioni.

Se ne trovano in migliaia nella terra spirituale del rimpatrio ed in tutti questi decenni, sono stati un caso per la nazione africana che non ha mai fatto nulla per riconoscerli.

Eppure furono invitati da Haile Selassie in persona che regalò loro una terra, una delle più fertili dal nome Shashsmane, dopo che negli anni trenta una delegazioni di Rastafariani venne in aiuto in guerra..

Ben voluti e rispettati da tuti gli etiopi per il loro amore per la terra ed unici nel promuovere i colori verde-giallo-rosso in tutto il mondo, fin ora senza documento non potevano partecipare ufficialmente alla vita della nazione o trovare un semplice lavoro per mancanza di identificazione.

Così potenzialmente impotenti, sono riusciti a conquistare uno spazio importante nella società locale ed in realtà si sono integrati più che mai,

Dagli anni 30 siamo nel 2017 quando arriva finalmente un ottima notizia :

L'Etiopia emetterà carte d'identità nazionali per quasi 1.000 Rastafariani che a lungo sono stati visti come apolidi nella nazione dell'Africa orientale, il governo ha annunciato il provvedimento giovedì.
La decisione fa si che potranno entrare senza visti e vivere senza permessi di soggiorno. La decisione riguarda anche gli ebrei etiopi ed i cittadini stranieri che hanno contribuito positivamente al paese.

“Da subito saranno in grado di entrare e lasciare facilmente il paese", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Meles Alem all'Associated Press.

"Nel caso dei Rastafarians, abbiamo tre generazioni di persone che si trovano qui e si sono uniti bene con i nostri cittadini, ma purtroppo non erano più né caraibici, né etiopi, perciò erano in qualche modo apolidi.

Circa mille Rastafarians vivono in Etiopia, specialmente nella capitale, Addis Abeba, una città meridionale chiamata Shashamane. L'ultimo imperatore dell'Etiopia, Haile Selassie, ha concesso la terra per l'insediamento di Shashamane per i rasta che hanno aiutato a combattere le forze fasciste italiane negli anni Trenta.

 

Fonte: https://www.nytimes.com/

 

Lunedì, 19 Ottobre 2015 06:50

RAS MICHAEL PREMIATO CON L'ORDINE OF DISTINCTION

Scritto da

Il fondatore del gruppo rastafari Ras Michael and the Sons of Negus riceverà l'Ordine of Distinction (OD) da parte del governo giamaicano per il suo contributo allo sviluppo della musica giamaicana.

Il 72enne Ras Michael vive ormai  a Los Angeles, dove c'è un forte seguito per la musica Nyabinghi e il reggae tradizionale.

Pupillo del leader Rasta Mortimo Planno, Ras Michael è nato Michael Henry a St Mary, ma si trasferì con la famiglia a West Kingston da ragazzo. La sua carriera musicale iniziò durante i primi anni 1970, un periodo di consapevolezza spirituale e coscienza nera tra i giovani giamaicani.


Come il pionieristico Count Ossie ed i  Mystic Revelation of Rastafari, the Sons of Negus hanno  registrato un numero di canzoni tra cui le splendide New Name e The Lion of Judah tratte  dall’album Their Dadawah rilasciato nel 1974.

Ras Michael ritiene che la OD è il riconoscimento del suo impegno costante alla filosofia  Rasta e al reggae nella sua forma più pura.

"E 'sempre stato il messaggio al centro della sua musica, quello di Sua Maestà", ha detto.

L’ Ordine of Distinction è la sesta più alta onorificenza del isola, ed è stata accettata dall’artista binghi come un riconoscimento alla musica ed al suo servizio a Rastafari.

Ronnie Burke co-fondatore del Reggae Sunsplash, i musicisti Harold Butler e Marjorie Whylie, i produttori Winston 'Niney' Holness e Donovan Germain sono altre figure a cui verrà assegnato l’OD.

 

In questo video sentirete la promessa del Governo Giamaicano a acquistare il territorio e salvare Pinnacle dallo sfratto.

Il ministro della Cultura Lisa Hanna dice che il governo comprerà i terreni dove risiede il sito di Pinnacle patrimonio per la fede Rastafari.

Dopo una battaglia durata ben sei anni, con ben cinque di occupazione, Pinnacle è ora in via di acquisizione da parte del Governo giamaicano.

L'intento è di restituirla, a chi eventualmente ?

Il problema del futuro sarà dunque la Governance.

 

 

Pinnacle è il primo insediamento Rasta in Giamaica e nel mondo. La casa della musica Reggae e della cultura Rastafari. Il territorio venduto ad una multinazionale, comprende anche un insediamento di interesse ed importanza storica come esempio di resistenza contro il colonialismo.

Su questo terreno c'è anche Pinnacle, la culla Rastafari dove nacque la prima comunità auto sufficiente al mondo. Arriva improvvisamente un istanza di sfratto. La comunità dovrebbe abbandonare i luoghi nativi secondo la legge.

Inizia un tam tam sulla rete ed in breve tempo porta la notizia di questa assurda situazione.

La comunità Rasta di tutto il mondo si stringe a se si impegna alla diffusione delle informazioni. Prima una petizione, poi Pinnacle viene occupata.

Non si sfratta una terra simbolo, in questo caso quella del primo Rasta dove a visto crescere la prima comunità Rastafari.

Toccare Pinnacle è una ferita insostenibile anche e culturalmente per la Giamaica stessa che non può perdere un luogo cosi' importante sotto l'aspetto spirituale storico e culturale.

Ricorderete la visita della Nipote qui in Italia per promuove l'iniziativa che troverete sul precedente Portale in Archivio.

 

 

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