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Recensioni (73)

Si apre proprio cosi con una voce che recita “New Style" and New Flow” ... il nuovissimo brano di Gargamel.

Preparatevi ad ascoltare un nuovo Buju Banton coma mai ve lo sarete immaginato.

"Trust " è il nome del nuovo singolo che ci ha colpito davvero, forse eravamo impreparati ad un nuovo stile e ad un approccio cosi profondamente dancehall.

Buju Banton affronta vari scenari in cui non dovresti "fidarti del tuo telefono".

Un esempio a cui fa riferimento, è come è stato incastrato Vybz Kartel. Non gli pace come girano le foto tra i telefonini, i messaggi vocali, i post, Instagram ed il funzionamento pericoloso dei social network.

Ci chiediamo è o solo un esperimento o Buju sta sondando vari generi ?

A questo punto possiamo attenderci di tutto ..

 

Ascolta  BUJU BANTON - TRUST - OFFICIAL AUDIO

 

 

TESTO:  TRUST - BUJU BANTON

An dem ina video a show people

Dem will sell you out, dem will sell you out
Your so call friends them me a tell yuh bout
Dem will sell you out, dem will sell you out
Caa nuff a dem a real turn coat

So family be careful who send voice note
Watch who yuh a link an what yuh talking about
Nuh send nobody nutten weh nobody else wrote
Dem ina group chat a suh yuh ting leak out
A dem same one when tings happen dem a gloat
Stab you in yuh back an then them come tek oat
Seh a never dem caa a nuh dat dem a promote
Nuh talk round phone caa nuff a dem have remote (a record yuh)
Gaza don was in di same boat
And ghetto life in general a real cutthroat
Yuh tink seh yuh friends naa guh run dem mouth
Wait till dem end up in a federal court, yuh feel mi

Mi nuh trust phone, mi nuh own, mi nu like it
Pictures a guh round, seh Simone, a mi wifie
Bay fuzzy picture weh suggest mi a knife it
All over instagram a fuck wid mi psyche
Mi nuh trust man weh switch don fi a Nike
Six was him general, and now him seh a Mickey
Can't trust no man weh claim dem a strikey
An dem ina video a show people

Dem will sell you out, dem will sell you out
Your so call friends them me a tell yuh bout
Dem will sell you out, dem will sell you out
Caa nuff a dem a real turn coat

Cyaa trust nobody dem will let out yuh secret
Nuh lend dem yuh Tings dem will kill yuh fi keep it
Don't trust nobody if yuh do tings nuh speak it
A dem deh pon social media a leak it
So if yuh meet a girl an yuh plan to freak it
If yuh guh her house mek sure yuh sweep it
A find di camera dem any where she keep it
If she guh bathroom mek sure yuh peep (caa)

Mi nuh trust phone, mi nuh own, mi nu like it
Pictures a guh round, seh Simone, a mi wifie
Bay fuzzy picture weh suggest mi a knife it
All over instagram a fuck wid mi psyche
Mi nuh trust man weh switch don fi a Nike
Six was him general, and now him seh a Mickey
Can't trust no man weh claim dem a strikey
An dem ina video a show people

Domenica, 03 Novembre 2019 19:57

RAS HOBO -THE CONQUERING LION - UN INNO A RASTAFARI

Scritto da

Il 2 Novembre è una data importante non solo per il popolo Rasta. Ricorre infatti un anniversario importante celebrato in tutto il mondo: l'incoronazione di Haile Selassie I, Jah Rastafari, discendente dalla stirpe davidica, che ebbe origine dall'incontro di Re Salomone e la regina di Saba. Il Re dei Re fu incoronato ad Addis Ababa, Etiopia, nel 1930.

Con questa importantissima incoronazione, si confermò non solo lo splendore del 31° verso del Salmo 68, in cui è scritto: “Prìncipi verranno dall'Egitto, l'Etiopia s'affretterà a tender le mani verso Dio”, ma anche il riscontro nella profezia annunciata migliaia di anni dopo da Marcus Mosiah Garvey che disse: "Guardate all'Africa, ove un Re Nero sarà incoronato, perché il tempo della liberazione è vicino".

Rastafari, Haile Selassie I, è pertanto il Cristo tornato sulla Terra, nella Sua seconda venuta e con un nuovo Nome. Lui è il Signore degli Eserciti, quello riconosciuto anche nel Libro della Rivelazione (22, 12) in cui è scritto: “Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e L'Ultimo, il principio e la fine”.

 

RECENSIONE

Non è un caso, quindi, che Ras Hobo -storico esponente della rasta music italiana- abbia scelto proprio questa data così importante per pubblicare il suo nuovo Jah work “The Conquering Lion”, dedicato a Colui che gli ispirato le liriche. Anche l'altro singolo, “Babylon”, fu pubblicato nel giorno della nascita di Rastafari, vale a dire il 23 luglio. Una simbologia questa che, probabilmente, rende la musica del reggaeman napoletano unica e particolare, confermando quindi non solo le sue doti artistiche consolidatesi negli anni, ma anche la sua profonda fede nell'Altissimo Sovrano rivelatosi in questa “triste era cruciale”, così come riporta il testo della canzone.

 

Il singolo è stato realizzato in tre diverse versioni, tutte rigorosamente suonate (non si tratta quindi di remix) e ri-arrangiate per offrire all'ascoltatore tre diverse dimensioni, tre diverse atmosfere: alla prima traccia -quella originale- si uniscono infatti la “Inna Different Style” e la “Nyahbinghi Version”, in cui Ras Hobo -da percussionista professionista che ha collaborato per anni con grandi nomi della musica italiana- ha suonato tutti e tre i tamburi Nyahbinghi, creando un ponte magico tra il Vesuvio e le Blue Mountins.

 

Le tre canzoni sono state registrate per la “Suono I-tal” -etichetta dell'artista- presso l'Electric Town Recording Studio di Picerno, Potenza, dall'ormai inseparabile compagno di note e di emozioni, Chris Lapolla che -oltre ad aver abilmente mosso manopole e cursori- ha suonato egregiamente le chitarre. Questa volta Ras Hobo ha dato il meglio di se ideando anche le linee di fiati suonate da tre validi strumentisti lucani quali: Pino Melfi (tromba e flicorno), Sergio Leopardi (sax tenore) e Antonio Pace (trombone). La collaudata sezione ritmica è la stessa di “Babylon”, composta dai bravissimi Antonello Ruggiero (batteria) e Rocco Mastroberti (basso), così come le tastiere suonate dal grande Domenico Vitolo e così come i cori eseguiti dalle meravigliose Maria Carmela Paciello e Paola Pascale. Quest'ultima ha anche suonato il flauto traverso nella bellissima “Nyahbinghi Version”.

L'artwork, un favoloso dipinto, è stato realizzato -così come la copertina del precedente singolo- dal grande Ras Dedo (Matteo De Domenico), Artista siracusano, veterano del panorama rasta italiano, noto già dagli anni '80.

La grafica, anche questa volta, è stata affidata alla bravura di Carlotta Pattarino.

 

Un inno, questa “The Conquering Lion” che non passa affatto inosservato per la sua bellezza e qualità audio. Insomma, per dirla tutta, un ritorno in grande stile quello di Ras Hobo!

Ma non finisce qui: nei progetti futuri dell'artista, oltre a quello di pubblicare un terzo singolo ed un album, c'è quello di creare un collettivo formato da altri Artisti reggae italiani, con i quali condividere le liriche di “The Conquering Lion”. Aspettiamoci quindi di ascoltare, tra qualche mese, una quarta versione del brano che sarà presentata da Ras Hobo featuring I-RAS, ossia I-talian Reggae All Stars (è così che Hobo ha battezzato questo suo progetto sin dalla creazione delle prime note dell'ultimo Jah work). Time will tell!

 

RASTAFARI!

 Ascolta su Spotyfy https://open.spotify.com/album/31JCB5lYSyooU57sEdMNMJ

 

 

Finalmente una produzione di altissima qualità, mentre va per la maggiore la musica asettica dancehall e Afrobit, fare una ri-edizione di un brano vintage, completamente fuori dalle regole del mercato, vuol dire che bisogna avere tanto coraggio ma soprattutto tanto amore e passione per gli anni d'oro della musica Reggae.

Così la Broncorotto band capitanata da Mc Baco a distanza di 50 anni ri-arrangia e ri-suona completamente il leggendario brano I Don’t Want To See You Cry.

Secondo le nostre ricerche risale addirittura al 1968, proprio quando lo Ska lasciava il posto al nuovo genere più lento era il tempo del Rocksteady . Era il ritmo dei The Heptones, The Melodians The Techniques, The Paragons e dei nascenti The Wailers.

Ken Boothe giovanissimo, era già famoso in quegli anni e I Don’t Want To See You Cry divenne un hit ed un'altra pietra miliare.

 

Oltre all'owner della song Ken Boothe nella riedizione denominata “Don’t Cry Baby” c'è anche Dennis Alcapone con Lover Song e niente poco di meno del padre del DJ Style. Daddy U-Roy che arricchiscono la produzione facendola decollare.

Come ultima perla la versione “Lover Dub ” affidata alle sapienti mani diBuriman dei Moa Anbessa Crew

 

Il modo migliore di ascoltarla e chiudere gli occhi abbandonandosi al mood incredibile.

Provate ad ascoltate tutte le versioni fino in fondo ed una dietro l'altra. Vi aiuterà a tornare indietro nel tempo, un tuffo nell'epoca d'oro del genere grazie ad idea brillante della Broncorotto Band, che fa rivivere magicamente un brano intramontabile.

Oltre al formato digitale naturalmente sarà disponibile anche in vinile.

 

Per ascoltare https://mcbaco.bandcamp.com/album/dont-cry-baby

 

 

More

https://www.facebook.com/broncorotto/

https://mcbaco.bandcamp.com/music

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Accreditati ufficialmente al concerto del secolo in Giamaica,  come accade per le grandi manifestazioni che seguiamo,  siamo riusciti  in real time o comunque a poche ore, nonostante le difficoltà,  a postare sul nostro gruppo Ufficiale di Facebook le prime foto e video del concerto.

 

Dopo la lunga nottata l’evento infatti è terminato alle ore 7 del mattino italiane, ora  raccogliamo le idee per

preparare una recensione dettagliata ed ampliare la nostra Gallery,  grazie alle foto dei nostri 2 inviati speciali.

 

Un grosso successo sui social per Reggae Revolution  sia su fb che su Instagramm

nonostante tutto  purtroppo registriamo il poco interesse, pari a zero,  dei media italiani

sull’evento sull’isola del Reggae.

 

Noi continuiamo la nostra battaglia per promozione della cultura e dell’informazione

che non ci ripaga mai sia come considerazione che monetariamente.

 

Reggae Revolution.it però da oggi può vantare di essere riconosciuto come tra i Media più importanti   in campo Internazionale

e soprattutto di aver fatto un grande lavoro che prossimamente ci apprestiamo a mostrarvi.

  

Guarda le Foto e Video qui in anteprima qui sul gruppo ufficiale

https://www.facebook.com/reggaerevolution.it/

 

Presto la recensione completa

 

 

Il Rebel Salute ha sempre anticipato i tempi, dettato o confermato i trend e le canzoni di successo. Questa volta è diverso, mai un genere differente dal roots reggae e dancehall clean aveva mai solcato il palco del festival Rasta per eccellenza.

Non parliamo di un hit ma di una nuova tendenza musicale che viene dall'Africa, si chiama Afropop o Afrobeat . La conferma viene dagli stessi interpreti giamaicani come Demarco in No Wahala, che trasforma la sua voce per somigliare a quella africana.

Con uno sguardo all'Africa, Tony Rebel, ha aperto la seconda giornata invitando Bobi Waine dall'Uganda. L'artista sta assumendo sempre più un ruolo da liberatore grazie anche la sua capacità di sensibilizzare il mondo intero sulla sua Uganda dove arrestato e picchiato è dovuto scappare dal regime.

Il suo, sarà il miglior concerto in assoluto di tutta la nottata con musica e speech che ha toccato i cuore di tutti i presenti.

Il secondo ospite è il nigeriano Patoranking. Turbolenta la sua esibizione meno coinvolgente anche perché conosciuto solo per hit My Woman, My Everything ft. Wande Coal.

L'africano è colpevole di non aver fermato due ballerini scatenati che hanno oltraggiato il palco con balli espliciti e sessuali- Mai successo al Rebel ed anche se poi si è scusato, avrebbe dovuto fermarli prima. Tanto grave da essere censurato nei video ufficiali tagliando la parte rovinosa.

 

RECENSIONE SABATO

 

Questa volta stra pienone al Grizzly Piantation, la serata rispetto al Venerdì regala subito forti emozioni. Il pubblico è più partecipe, la massive suona le trombette, grida e si fa sentire. Spesso interrompono e richiedono di risuonare quella canzone.

 

Echo Minott tra i primi ma sopratutto Ken Boothe con un energico show fa una grande impressione

positiva ed iniziano a sentirsi le prime trombe. Con l'esplosivo Yellowman e la sua nuova linea di abbigliamento “Zung guzung gu gu zung gu zeng “ sfoggiata , fa tuonare la massive.

 

La band dei Chalice piace ed è una di quelle esibizioni che solo al festival rasta si può vedere, segue

Half Pint ancora una volta con una grintosa esibizione.

 

Poi tocca a Louie Culture, King Sound, Leroy Smart. Note positive per Dre Island e

Jessie Royal, la sua è la conferma del grande momento.

 

Arriva sul main stage la reginetta Queen Ifrica questa volta è la sua parrucca ad impressionare, poi la toglie per continuare e non dimentica mai un messaggio al suo pubblico. Sul palco gli viene consegnato la statuina del 36° Reggae Irawa come vincitrice del Best Famale Vocalist.

 

Assassin da quando ha cambiato nome in Agent Sasco gli deve aver portato fortuna visto l'album incredibile dello scorso anno e le nuove hits.

 

Tutto bene ma ormai il ritardo in tabella è irrecuperabile stimiamo le 10 del mattino se gli artisti rimasti avessero lo spazio concordato da scaletta.

 

Il miglior show act con speech inclusi favolosi, è quello strappalacrime di Bobi Wine, il primo artista africano e come anticipato non sarà l'unico. L'abbraccio all'uscita con Mutabaruca

un momento indimenticabile. L'artista ha ringraziato la musica regga giamaicana per l'ispirazione ai migliori principi soprattutto quelli di liberazione agli oppressori .

La musica gioca un grande ruolo per il suo paese perché aiuta a liberare dalla dominazione.

Per favore non smettete di guardare all'Africa perché noi non siamo uomini liberi.

Poi stuzzicato da Mutabaruca perché Wine si sa è un termine dancehall specifico, lui ha risposto che lo chiamano Bobi mentre Wine perchè la gente dice che più invecchia più' migliora, come il vino. Milioni persona vedono quello che stai facendo dice Muta e grazie a te, ora sappiamo che abbiamo ancor maggiori responsabilità nel fare testi puliti e contro le ingiustizie e gli oppressori .

 

Segue il peggior show act quello dell'esilarante Fantan Mojah che si presenta con un abbigliamento piumato invernale assurdo. Sul palco si spoglia inceppandosi nei vestiti. Non riesce a togliersi il turbante, si scioglie i dread , non sembra in vena ed all' altezza di un Rebel

 

Patoranking e l' afrobit al festival non male, se non fosse che un ballerino invitato si esibisce in un ballo oltre l'indecente. Dimentichiamolo presto quest'incidente anche perché censurato.

 

Mr Vegas fa un ottima impressione è quasi l'alba e si presenta vestito anni 70 con tanto di piuma sul cappello e calzari particolari . Ricorda i progenitori giamaicani ed il suo show è fortissimo. Forse troppo lungo.

 

Dopo arriva Wayne Wonder grande presentazione di Ellis Kelly di Irie Fm per

Rodney Price vero nome di Bounty Killer che lascia nome artistico e cattive parole a casa, per cantare solo testi puliti. Questo è il potere speciale del Rebel Salute, il rasta festival.

Strepitoso sentire Bounty totalmente clean , una meravigliosa eccezione che vorremo sentire e vedere più spesso.

 

Dopo l'energico Bounty arriva Nesbeth che é il primo che inizia a lamentarsi per l'orario. Le sue corista sono andate via per il ritardo prolungato. Poi abbassa troppo i toni e fa riflettere con la sua canzone dedicata alla moglie. morta lo scorso anno. Chiude con la super hit My Dream ma abbiamo visto fare di meglio.

 

Siamo nel finale ormai sono quasi le 9 del mattino quando Bushman inizia a cantare, dopo poco voci dal backstage gli dicono di tagliare. Sale allora Jah Cure, lui si mette da parte ma non va via. Sale anche Keniatta con il presentatore che invita a chiudere.

Bushamn raccoglie l'assist di Nesbeth e si lamenta dello spazio, un artista deve avere quello concordato se non c'è facciamo il festival per 3 giorni o otto, come fa il Rototom .

Anche Jah Cure è penalizzato dalla chiusura anticipata con solo 2 o 3 canzoni. Tira la sciarpa a Bushman e scende quando ma quest'ultimo non desiste ed intima

di riprendere alla band, che stava ormai smontando la strumentazione. Li convince a suonare, la gente numerosa applaude e canta Downtown. Prende 3 pull up consecutivi.

 

Chiude il festival con tanta di quella energia che non si sentiva da anni. Poi intervistato piange dispiaciuto perché spiega che non ha voluto affatto fare il prepotente ma voleva solo il giusto spazio concordato visto i sacrifici che si fanno per questo mestiere.

Anche Jah Cure ribadisce poi che si aspetta un maggior riconoscimento dello show act .

 

Ultimo e deluso Keniatta Hill che nel giorno del compleanno del padre tanto decantato non ha cantato nemmeno un pezzo dei Culture. Peccato per il timing del Line Up, era un ottima chiusura programmata-

 

Bravo Bushman nel rivendicare un suo diritto, ha regalato al pubblico presente e numeroso, un ultima e forte emozione, una canzone da ricordare cose che solo il Rebel Salute sa regalare.

 

 

 

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 Leggi IL REBEL SALUTE e BUSHMAN SI SONO CHIARITI

http://www.reggaerevolution.it/component/k2/item/1007-rebelsalute-bushman.html

 

 

 

 

Venerdì 18 Gennaio - Piacevole il primo giorno per l'ottima la qualità delle esibizioni. 

Le prime due ore di roots  reggae sono i Mighty Diamonds e Marcia Aitken su tutti.

 

In evidenza il primo concerto con la propria band di Koffee. La giovanissima ringrazia

CocoTea, suo mentore che gli permise l'esibizione sensazionale dello scorso anno.

La sua ultima canzone è già un hit si chiama Trone ma ha anche Toast e' in havy rotation

su tutte le radio e sound dell'isola.

 

Presente al festival il primo ministro delle Barbados. Dopo Koffee tocca a Ras Shiloh ma é con

Wayne Marshall il momento clou da ricordare. Sfodera un tributo speciale di 3 brani del principe

Dennis Brown. Quali Here I Come, Revolution e Should I, che esaltano la massive.

Il momento mistico si raggiunge quando Wayne Marshall canta Lord a Pray o meglio Glory to God

una song gospel usata anche nelle session dei sound system oltre che in radio.

 

Siamo oltre mezzanotte sale il patron, Tony Rebel che chiama Mutabaruca ed esegue su Sweet Giamaica

il suo solito scatch tirando dentro al momento della rima il primo ministro delle Barbados e Muta stesso.. Chiude con Jah is by my side.

 

Segue la storica band di Bob Marley ma anche quella di Bunny e Peter Tosh. Presente Donald Kinsey il chitarrista membro originale e vivente dei

The Wailers. Con lui la sua mitica chitarra riconoscibilissima dalla scritta Donald che ha suonato per tutti i presenti come faceva un tempo.

 

Successivamente accompagnato in carrozzella un breve quanto commovente saluto di Aston Family Man Barrett. Non sta bene non riesce a camminare ma ha voluto rinunciare ad esserci.

Suo figlio ora continua la tradizione ma come batterista dei Wailers.

 

Pochi brani e l'incredibile irruzione di Andrew Tosh, che invade il main stage dei Wailer reclamando il contributo al padre. Dopo un mini show per recuperare il microfono viene immediatamente zittito ed invitato a cantare subito.

Andrew abbraccia e ricorda il contributo di Donald nel video di Jonny B Goode di Peter Tosh. Non gli viene permesso altro spazio interrotto bruscamente mentre

tentava di riprendere viene richiamato dalla regia ed esce dimenticando il mono-ciclo.

 

Un intermezzo niente male con Cat Coore dei Third World e con il suo violoncello reinterpreta brani famosi senza voce dando spazio solo alla musica.

Intermezzo piacevole. intanto cambio band.

 

L'energia di Luciano arriva al momento giusto è serve ai presenti a riprendersi nella lunga maratona.

Il Messanger regala una splendida esibizione e due capriole. Sempre grande feeling tra Luci ed il Rebel .

Capleton arriva sullo stage con la sua super energia, fuoco e fiamme ovunque. Mr Fire Man è travolgente, come sempre non perde una scintilla.

 

È ora finalmente dell'attesa esibizione di Michael Rose che non ci ha convinto troppo.

Meglio un'ottimo Junior Kelly con uno show alla ricerca della partecipazione del pubblico.

 

Perfect Giddimani apre la mattina, subito dopo Chack Fender ci pice di piu.

 

A chiudere quest'edizione inaspettatamente e' Chezidek che entra con All mi Life tutto in azzurro.

Non dispiace la sua esibizione ma forse era meglio un mix di artisti sul palco per la chiusura del Venerdi'.

ore 8:00 chiusura

 

 

Continua a seguirci in arrivo la recensione completa della seconda giornata quella di sabato al Rebel Salute. In arrivo le due Gallery sui migliori scatti nei due giorni di festival, compreso l'Herb CURB.

#reggaerevolutionit

 
 
foto by Marco Polo in attesa della Gallery Completa
 
 
 

Ch ha recensito questa edizione come una di quelle da archiviare come classica o tranquilla, non era tra noi nel back stage. È successo di tutto e non ci siamo persi nulla e ve lo racconteremo dettagliatamente nella recensione completa delle due nottate.

Intanto vi anticipiamo le cose da ricordare e non

Cosa ricorderemo  di questa edizione ?

- Iniziamo dalle cose positive e  dagli upgrade, voto dieci allo schermo ultra led del mainstage con le animazioni trasmesse, per l' alta qualità hanno incantato tutti i presenti. Il massimo del rendering, uno spettacolo nello spettacolo.

- L'Africa ricordata come tema principale nella seconda giornata del ItalFestival di Tony Rebel. Bobi Wine illumina co la sua esibizione

dell'Uganda rivoluzionario esiliato e censurato.

- Poi anche il Nigeriano Patoranking. Durante l'esibizione di Patoranking segnaliamo che due ballerini hanno simulato balli espliciti. Unico momento che vorremo cancellare.

- Andrew Tosh nervosissimo entra con un monocilo lo lancia e abbandona sul palco, disturba l'esibizione dei

The Weilers. Anche il secondo giorno invade lo stage di Bushman ma non riesce questa volta a cantare.

difende il casato dei Tosh sempre messi da parte.

 

- Bushman chiude il secondo giorno del Rebel Salute con il botto. Non succedeva da anni Prende tre forward.

Poi intervistato piangera' ma difendera' la sua scelta di cantate un altra canzone.

Decisione apprezzata ad unanime dal pubblico. Non era poi così tardi si poteva continuare ancora come in altre occasioni è avvenuto,

perchè c'era gente e si stava divertendo.

 

- Il Ricordo infelice del compleanno di Joseph Hill sul palco il figlio Kenyatta

non ha incredibilmente cantato nemmeno una canzone che si aspettavano tutti.

Un Big Up al pubblico del Rebel Salute, il migliore in Jamaica

- Peggior esibizione Fantan Mojah

- Miglior esibizione Bobi Wine

 

- No meat No Alcol , aiuta a vivere diversamente tutto il festival. Lo confermiamo.

 

Ci aggiorniamo a breve con la recensione di venerdi' e poi quella di sabato

 

#reggaerevolutionit

 

 
 

Nel video che vi proponiamo, al termine dell'intervento del Ministro della Cultura della Giamaica, parte la musica. I delegati dell'Unesco ballano tutti sulle note di ONE LOVE di Bob Marley.

Questo lo avrete visto anche in Tv, ma non è l'unica sorpresa.

Nel discorso ufficiale di ringraziamento, la Grange nomina il Rototom Sunsplash come miglior esempio e che aggrega centinaia di migliaia di persone, al festival in Spagna.

Il Rototom Sunsplash un esempio riconosciuto dalla patria del Reggae entra così di diritto nella Storia di questa musica.

 

I nostri complimenti al Rototom Sunsplash, il più grande riconoscimento che si potesse immaginare

ma non scontato, per quella che è oggi la comunità in Spagna.

Rimarrà nelle pagine scritte della Musica Reggae, tutti potranno rivedere il discorso ufficiale all'Unesco e sentire nominare il Rototom.

 

Come accennato nel precedente articolo è stata bravissima soprattutto la Ministra Olivia Grange, che è riuscita a creare il giusto interesse sulla proposta ed a traghettarla sino alla vittoria

 

Una benedizione giunta all'improvviso lo scorso anno con la richiesta degli ispettori ed il primo seggio mai conquistato dalla Giamaica all'Unesco.

 

DI SEGUITO IL VIDEO DEL DISCORSO UFFICIALE

 

 

 

 

Domenica, 21 Ottobre 2018 17:55

DREAMING OF ZION - MARCELLO COLEMAN - TEASER VIDEO

Scritto da

In Anteprima ed Esclusiva Sabato 27 Ottobre, il nuovo singolo e di Marcello Coleman su canale Youtube Ufficiale di Reggae Revolution.it e sul Magazine on Line.

 

DOZ - è l'acronimo di DREAMING OF ZION un nuovo progetto a cui il veterano Coleman si sta dedicando.

La definisce una spinta nel futuro, un incontro pacifico e costruttivo. Una song che invita al cambiamento, la ricerca di una metafora come luogo di pace e libertà .

Marcello si fida dei suoi musicisti è dalle idee di giovani talenti .

“ Il loro modo di vivere il mondo della musica lo trovo molto naturale.”

 

Da una idea di Antonio “ Trame basse “ Tramma in collaborazione con Leonardo “ Lio “ Buffardi e la produzione di Nathan “ N8 “ Coleman , nasce : Dreamin’ of Zion .

 


Ecco il TEASER

Presto il Video e la presentazione Seguiteci il 27/10/2018 su www.reggaerevolution.it

 

TEASER -  DREAMING OF ZION - MARCELLO COLEMAN

 

 

 

 

Dopo la morte di un grande artista, l'eredità crea sempre problemi. Per chi la deve accaparrare, ricevere in parte o gestire i beni.

Sugar Minott, non ha lasciato testamento, per cui ci si affida al giudice per sapere la giusta ripartizione tra i suoi familiari dei suoi beni mobili ed immobili.

Intanto sono passati 8 anni.

 

Oltre alla tenuta, c'è in gioco anche l'etichetta , gli studi, i diritti discografici ed il concerto annuale.

Ma anche la manutenzione e la gestione della responsabilità soprattutto quando si organizza un evento.

Troppo tempo impiegano le vie legali, sono passati otto anni, intanto tutto è fermo.

 

La ex moglie Stowe sostiene che c'è un problema gestionale. Dalla morte di Sugar Minott, nessuno si è preso cura delle bollette e della manutenzione. Chi si assume ora la responsabilità ora dell'evento ?

Pashon, la figlia che non vive in Giamaica , ha già ricevuto tutti i permessi necessari per la celebrazione ed è determinata a far svolgere l'evento.

Ne è nata una dura diatriba, poi terminata con la pace.

 

Quest'anno a rischio, c'era l'anniversario del marito e del padre. Un assurdo non farlo svolgere, tra gelosie e lentezza burocratiche, lo Sugar Minott Day Celebration andrà in onda per la quinta volta nella sua Yard.

 

Il 25 Maggio, tutti potranno ricordare un concerto, un grande uomo, una grande eredità soprattutto spirituale e sociale, quella lasciata tramite la Youthman Promotion.

L'evento si svolgerà regolarmente nell' HQ di Kingston in Jamaica.

 

VEDI  - HOTJ's Sugar Minott Tribute

 

 

 

 

 

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