KayaLand

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"Abbiamo visto abbastanza per essere convinti che esista un potenziale significativo". Il Ministro della sanità intervenuto alla presentazione per la prima volta ha dichiarato in pubblico che il settore della salute pubblica. riconosce i benefici della marijuana medicinale.

 Si chiama Medicanja Limited la società guidata Dr. Henry Low, che in campo ad uso medico è un vero luminare, riconosciuto in tutto il mondo.

Il 26 luglio una data memorabile, giorno del lancio di 12 prodotti nutraceutici a base di cannabis

Noi curiosi di conoscere a cosa servivano, siamo andati alla ricerca dei beneficie con grande stupore ve ne sveliamo i principali.

Intanto è importante sapere che i prodotti, sono stati già approvati dal Ministero della Salute, e comprendono una varietà di usi fin ora sconosciuti.

 Spray repellente per zanzare anti-prurito “, “Cbd in singola dose sublinguale”, “Creme curative per la pelle ”, “Spray anti inffiammatori”.

 

Il ministro della salute, il dott. Christopher Tufton, ha detto che lo sviluppo dei prodotti hanno dimostrato l'impegno di Medicanja e il progresso di un settore che deve ancora essere considerato ad uno stadio relativamente embrionale. Dal punto di vista della salute pubblica, siamo con voi e siamo con coloro che sono impegnati a seguire questo particolare approccio.

 Il Dr. Henry Low ha sottolineato che i risultati ottenuti da Medicanja negli ultimi quattro anni e mezzo sono stati "nientemeno che fenomenali", aggiungendo che la ricerca scientifica di base e lo sviluppo, gli studi di ricerca clinica, la formulazione e lo sviluppo del prodotto sono traguardati in un tempo relativamente breve, per soddisfare gli standard di qualità richiesti.

C'è dunque ancora tanta strada per estrarre, provare, testare e creare nuove cure da una sola pianta Stiamo ad uno statio embrionale, rivela quanta strada ancora c'è da fare nel cambo scientifico.

La vera protagonista è sempre lei, una pianta demonizzata e difesa dai Rasta e dalle persone intelligenti con tutte le forze, per poi scoprire che poi avevano ragione.

Non solo oggi stiamo imparando a quato fa bene e quanti usi se ne possano fare nel prossimo futuro.

 

 

 

Dopo un secolo di proibizionismo una svolta epocale sull'isola del Reggae.  E' pronto il primo raccolto che porterà all'apertura al primo punto vendita nei prossimi giorni.

Osannata nelle canzoni e nella spiritualità Rastafari fino a qualche anno fa combattuta con ogni mezzo. Alimentava la corruzione della polizia e metteva in serio imbarazzo tutti coloro che giunti dopo un lungo viaggio rischiavano ogni giorno di finire in carcere per un semplice spliff.

Anche i giamaicani, per niente risparmiati, tanti anche gli artisti finiti in gattabuia perché in possesso di marijuana .

Poi la legge sulla depenalizzazione nata per puri motivi economici, il parlamento si esprime positivamente al cambiamento, i Rasta insorgono e riscattano la loro figura per oltre centinaia di anni ritenuta alla pari di spacciatori. Il movimento Rasta unito pretende ed ottiene regole speciali all'interno della legge.

Un permesso speciale in cui poter celebrare Rastafari con ganja e da poterla vendere.

Se riassumendo fin'ora si poteva vendere solo nei festival Rastafari e nelle Reunion Rrastafari, oggi la ganja sta crescendo legalmente nella nazione insulare.

 

KAYA Farms - una consociata di Kaya Herbhouse, sede del primo dispensario di cannabis medico legale della Giamaica - ha avuto il suo primo raccolto ufficiale

Le piante del raccolto, secondo un comunicato stampa, saranno curate, rifilate e confezionate per la vendita a Kaya Herbhouse in St Ann

La prima vendita sarà destinata a pazienti che anno delle patologie.

 I regolamenti, consentono la vendita e l'uso di ganja per ragioni specifiche, vale a dire in conformità con la raccomandazione scritta o la prescrizione di un medico , per il consumo nei locali o per la fornitura di servizi terapeutici .

 

"Sono davvero onorato come giamaicano ad essere stato il primo a fare il passo storico in cui il nostro paese può finalmente monetizzare in questo settore come hanno già fatto Europa, Australia, India, Cina e Stati Uniti", ha dichiarato Balram Vaswani, presidente di Kaya Farms."

Kaya Herbhouse aprirà ufficialmente i battenti in marzo 2018, per la prima fase dell'apertura al pubblico in cui tutti i giamaicani e i turisti dovranno conformarsi a uno dei quattro regolamenti per l'acquisto di prodotti di ganja e ganja.

Le persone potranno acquistare legalmente marijuana per scopi medicinali e sperimentare la Kaya Herbhouse e il Kaya Café", ha proseguito Vaswani.

L'obiettivo di Kaya è quello di rendere la Giamaica il fiore all'occhiello dell'industria del turismo del benessere globale e diventare il nuovo simbolo delle radici e dello stile di vita dell'isola.

A breve anche l'apertura della seconda in ordine,  la Everything Oily, che trasformerà le piante in medicinali a base di olio.

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA QUESTA FIERA NON S'ADDA FARE!!!

E proprio così, il CANNABIO FEST, la PRIMA FIERA POPOLARE di Napoli, dedicata alla Canapa, sostenuta dall'Assessorato alla Cultura e patrocinata dal Comune di Napoli, non si farà.

Per rispondere a chi in qualche commento ci ha definiti “illiberali e scorretti”, la nostra sarebbe stata la PRIMA, perché non ci risulta ce ne siano state altre in piazza a Napoli (magari ci sbagliamo!), per rispondere invece a chi ha frainteso il termine FIERA facendone una questione personale, controbattiamo che la nostra sarebbe stata una FIERA POPOLARE perché aperta e accessibile a tutti, madri, padri, bambini, adolescenti, uomini, donne e anziani, si sarebbe tenuta nella centralissima piazza Dante con momenti di animazione per i più piccoli e concerti per i più grandi, insomma tre giorni di festa e un'occasione per parlare di un argomento importante, per sostenere una causa serissima che riguarda proprio TUTTI, per questo si era deciso per una FIERA DI PIAZZA e non di SETTORE, quest'ultima normalmente ospitata in circuiti fieristici come la MOSTRA D'OLTREMARE.

L'associazione culturale ARS MANIA, ideatrice, organizzatrice e promotrice dell'evento, comunica a malincuore la triste decisione.

I PERCHÉ?

Sono tanti ma tutti riconducibili ad un'unica ragione “NON ABBIAMO UNA STORIA ALLE SPALLE, NON SIAMO DEL SETTORE” che significa?

NON L'ABBIAMO MICA CAPITO, ma è così! Cè qualcuno che ritiene che per organizzare un evento del genere, per parlare di certi argomenti, per dare il proprio contributo volto a risolvere quei pregiudizi dettati dalla disinformazione, per far conoscere a tutti ma proprio tutti che esiste un mondo fatto di gente che da anni lavora con questa pianta miracolosa, sia requisito indispensabile l'appartenenza ad un certo giro di persone, sempre le stesse a quanto pare, che ha e vuole mantenere il monopolio sul discorso fiere sulla Canapa!

CHI LO DICE?

Proprio alcune voci provenienti da questo settore, proprio quelli che avrebbero dovuto sostenerci, e che invece con fare arrogante e impertinente hanno screditato il nostro lavoro di mesi, agli occhi delle già non tantissime aziende del settore che piano piano si sono tirate indietro! Ma perché, non è forse di TUTTI il diritto di supportare, sostenere, appoggiare cause, argomenti di un certo tipo, in qualsiasi modo e sempre nel rispetto del vivere civile?

Ma perché non è diritto di tutti approfondire, studiare, conoscere le tante proprietà di una pianta millenaria come la Canapa che da sempre è nella NOSTRA cultura, e ribadisco NOSTRA?

ARS MANIA è un'associazione culturale NO PROFIT che organizza eventi di interesse culturale, artistico e sociale.

In quanto tale e in quanto composta da persone ognuno con una propria storia alle spalle, ha ritenuto e ritiene importantissimo battere il ferro finché è caldo su una tematica delicata e serissima come l'uso e il consumo della Canapa, e ha deciso di farlo nel modo migliore e con i mezzi e le competenze ad essa più familiari, ORGANIZZANDO UN EVENTO.

Purtroppo però le spese da affrontare per un'impresa del genere sono tante soprattutto per una realtà come il NO PROFIT. Ma di Canapa per noi di Ars Mania si parlerà ancora, organizzeremo convegni, eventi, degustazioni insomma ci inventeremo nuove formule a noi più consone per perseguire il nostro obbiettivo sempre convinti che LA CONOSCENZA E LA CULTURA SIA AFFARE DI TUTTI!

Chiudiamo questo comunicato ringraziando in primis il Comune di Napoli, l'Assessorato alla Cultura, la Polizia Amministrativa, i Vigili del fuoco insomma tutti gli uffici competenti che da subito hanno creduto nel progetto, e appoggiandolo come probabilmente non era mai stato fatto finora, ancora ringraziamo DOLCE VITA MAGAZINE, IL VAPORETTO, REGGAE REVOLUTION e altre riviste di settore che ci hanno sostenuto considerando questo evento “diverso” dagli altri, e ovviamente tutte le aziende che tra mille difficoltà sarebbero state presenti in piazza per far sentire la propria voce, per far conoscere il proprio lavoro.

GRAZIE E ARRIVEDERCI AL PROSSIMO EVENTO

Reggae Revolution sosterrà i prossimi eventi perchè curarsi  è un diritto di tutti coloro che possono trarre beneficio da una pianta medica e medicamentosa.

Napoli fa la differenza da sempre per il suo livello culturale. Città  aperta, tollerante a tutte razze e culture, è in grado di comprendere che una pianta da sempre demonizzata, recentemente ri-scoperta che possa avere degli effetti benefici e curativi importanti.
Ci sono mille e più usi come il contenimento della pressione oculare, aiuta a rilassare i muscoli e tanti altri benefici anche nel post cure dei tumori.

Non solo ma anche è l'unica pianta che bonifica il terreni e nelle terre dei fuochi si potrebbe utilizzare per rigenerare a costo zero.

La citta partenopea comprende e difende il diritto a curarsi di malati che possono utilizzare  un elemento naturale più efficace di quello creato e sintetizzando nei laboratori.

Napoli,  ha  capito che se negli altri stati si sta depenalizzando a raffica, ci sarà una ragione ?
Solo da qualche giorno in Olanda si può finalmente coltivare in casa, nonostante i coffe shop prima non era consentito.

Napoli è pronta ad un cambiamento epocale, quello di togliere dalle mani dei criminali un traffico illegale assurdo che sta creando effetti incredibili con le baby gang che si uccidono ed uccidono per il controllo delle piazze di spaccio.

Napoli e la sua cultura riescono a fare un analisi lucida e semplic
Questa pianta ha più effetti benefici che controindicazioni ed allora dopo CanapaInMostra arriva in CannaBio Fest supportata dal Comune di Napoli.
Questa volta non nel Mostra d'Oltre Mare ma in piazza, una delle più importanti, arriva la festa della uso consapevole della cannabis

CannaBio Fest, dal 29 aprile al primo maggio. Una manifestazione importante, non solo perché ricca di ospiti e contenuti, ma per la forza politica e comunicativa con la quale nasce. La CannaBio Fest di Napoli si terrà infatti in piazza Dante, quindi all’aperto e nel cuore del centro storico, inoltre nasce con il patrocinio ufficiale del Comune di Napoli.”

More Info:
https://www.facebook.com/cannabiofest

 

Domenica, 27 Novembre 2016 15:24

REBEL SALUTE VOLA A NY E CONFERMA LA GANJA YARD

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Tony Rebel ha decisamente intensificato la promozione per il suo evento il Rebel Salute, con un evento promozionale, il lancio della prossima edizione 2017 in America.

A circa due mesi prima, è volato con parte del suo entourage, per il Milk River Restaurant e Lounge in Brooklyn, New York.

 L'unico Festival che si può fregiare del titolo di “Preservare la Musica Reggae” dallo scorso ha un asso in più da giocarsi . La Ganja Yard, chiamata “Herb Curb” dove lo scorso anno servito di apripista, già si vendeva liberamente erba dei quattro Parish della Giamaica.

Ve lo abbiamo mostrato lo scorso anno in un reportage esclusivo per chi volesse approfondire in basso troverà il link.

 Così il Rebel Salute, per la prima volta approda a New York, sicuro di avere tanto in più rispetto ai festival americani, ha le capacità di attrarre un pubblico sempre più eterogeneo.

 Finita l'era della one shot night all'Arena magica di Mandeville, è giusto che il festival si sia aperto ad un pubblico internazionale per continuare a diffondere i migliori valori che il reggae contiene.

 

Al suo interno non si mangia carne, non si vendono alcolici, gli artisti cantano solo testi puliti e dallo scorso c'è l' Herb Curb che allieterà la due giorni con ganja di altissima qualità e naturalezza.

 Ricordiamo che il Rebel Salute è uno dei pochi festival sull'isola di ispirazione Rastafari che può richiedere un permesso speciale per mostrarla e venderla ad uso spirituale.

 Lo spettacolo è stato confermato al Plantation Cove come per gli ultimi quattro anni. Prossi dettagli drl Rebel Salute 2017 saranno annunciati in un comunicato stampa Kingston ai primi di dicembre.

Gia sappiamo però le prime due stelle Anthony B che non si vedeva da anni e Tarrus Riley.

 

 

Gallery Completa HERB CURB 2016 – Esclusiva

herb-curb-rebel-salute.html?Itemid=219#!IMG_4059

 

Damian Marley in persona, inaugurerà la nuova linea di ganja e derivati, si chiamerà Stony Hill , verrà lanciata in questi giorni. L'apertura ufficiale è prefissata per 22 settembre con un evento di presentazione. E' Una partnership tra il figlio di Bob e la Tru Cannabis e che rispetta la tradizione naturale ed organica rasta.

 Non è affatto un semplice negozio ma l'apertura riguarda un dispensario in cui verrà presentata il nuovo marchio. Sarà caratterizzato da una linea completa di prodotti al dettaglio a base di cannabis, tra commestibili, estratti e una grande varietà di semi.

Il nome "Stony Hill è un posto in Giamaica dove sono cresciuto quindi ha un significato speciale" ha raccontato il 38enne figlio di Bob Marley.

Stony Hill ,è anche il nome del suo quarto album che uscirà il prossimo anno.

Prima di lasciarvi ci siamo posti questa domanda

Cosa vuol dire dispensario?

Istituzione di pubblica assistenza, dipendente da enti vari (consorzi,ecc.), per la cura gratuita o semigratuita di malattie a carattere sociale. Hanno funzione non solo assistenziale, curativa e profilattica, ma anche informativa.

 

 

Link

http://www.denverfieldhouse.com/

 

La linea inaugurale di accessori targati Marley Natural per la cannabis e fatti in cannabis sono disponibili all'acquisto da qualche settimana. La pianta è utile anche per la pelle così una linea di Body Care alla ganja.

Il marchio ed i diritti sono quelli ufficiali grazie all'accordo e la licenza con la famiglia di Bob Marley , la società Privateer Holdings può lanciare una linea dedicata tutta Marley e soprattutto naturale.

Destinata non ad una nicchia, ma una crescente tendenza verso oggetti tecnologici ma efficaci e dal design accattivante. Altrimenti probabilmente si ritornerebbe alla pipa.

Si parla molto di "rituale del fumo ", come Merten, presidente della Privateer Holdings dice, “ la tradizione ed il rispetto che aveva Bob Marley su questo tema si ispira integralmente la nuova linea di accessori naturali “

Se non ci credete guardate con i vostri occhi

https://www.marleynatural.com/

 

 

 

 

Martedì, 05 Gennaio 2016 02:43

REBEL SALUTE - NUOVA YARD DEDICATA ALL'ERBA MEDICA

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I più attenti avranno visto la nuova rubrica Kaya Land che tende a promuovere gli usi medici e religiosi della marijuana. Quest'articolo che scriviamo dalla Giamaica arricchisce con notizie di prima mano raccolte qui sull'isola.

Il Rebel Salute da sempre pro-ganja essendo un festival Rasta ha voluto proseguire il lungo cammino di lotta e di informazione. Oggi con l'approvazione della legge sulla depenalizzazione che permette di chiedere al governo uno speciale permesso.

Fin'ora è stato concesso una sola volta alla Cannabis Cup in Negril ( vedi reportage nella gallery) .

Questo permette di mostrare gli usi farmaceutici, esporre derivati e tessuti ad usi industriali.

Essendo una novità nessuno può ancora sapere se ci saranno oltre l'esposizione in una zona dedicata con dibattiti anche qualcos'altro che cercheremo di documentare.

Con questo splendido promo del Rebel Salute che oltre ad essere il festival che preserva la musica reggae riesce ad essere coerente con la sua storia ha creato la Ganja Yard.

Ci risentiremo con un articolo dedicato, grazie alla nostra lunga amicizia con il miglior festival in Jamaica documenteremo con foto e recensione.

Vi lasciamo il nostro hashtag aggiornato con news tutti i giorni dalla Giamaica dove potrete curiosare

#NewsGiamaicaRR

Domenica, 20 Dicembre 2015 11:28

MEDITATE GENTE MEDITATE!!

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Vi propropniamo un'interessante riflessione di Antonio Nicosia del Team Ascia, pubblicata sul sito Legalizziamolacanapa.org .Sito attraverso il quale Ascia insieme ad altre associazioni, siti web, gruppi di interesse, Comunità web, promuove la ‘Coalizione per la legalizzazione della Canapa’ www-legalizziamolacanapa.org, che ne rappresenta anche il manifesto ideologico, che oggi conta decine di siti e movimenti con un totale di centinaia di migliaia di utenze complessive e si compiace del sostegno di molti siti autorevoli nel campo dell’informazione.

In Italia, quando si parla di legalizzazione, si finisce sempre col sentir esclamare: “non accadrà mai!”

Chiedendo il perché di tale certezza, le motivazioni sono sempre quelle: c’è il fattore culturale (leggi Vaticano), porta consistenti finanziamenti alle attività della mafia (attuale forza di maggioranza in Italia) e va contro gli interessi economici delle case farmaceutiche e di varie industrie petrolifere ed editoriali.

In realtà, e volendo esser seri, ci sono ancora molti ostacoli da superare per arrivare alla legalizzazione della cannabis, ma i motivi sono ben diversi da quelli che immaginiamo.

Sappiamo ormai tutti che la cannabis è tra le sostanze meno tossiche al mondo, e che fare uso responsabile di cannabis è possibile e non è pericoloso, esattamente come col vino e gli alcolici in generale. Inoltre è ormai dimostrato il potere terapeutico della cannabis nella cura di svariate patologie. Dunque possiamo imputare il primo vero motivo all’ignoranza di tutti quei parlamentari convinti che legalizzare la cannabis sia una follia.

Eppure si legge ovunque di cannabis, ed avendo la dimostrazione scientifica dei benefici (economici e sociali) ottenuti in quei Paesi che hanno legalizzato, sorge spontaneo il dubbio che qualcuno faccia l’ignorante al solo scopo di favorire o chi ricava immensi vantaggi dal commercio illegale di sostanze stupefacenti, o chi guadagna dai Ser.T. a cui vengono affidati i consumatori di cannabis.

Altro reale motivo è l’incapacità del popolo di capire che, se una legge è ingiusta, non deve essere applicata, e nessuno si deve impegnare a farla rispettare.

Conosco moltissime persone che lavorano nelle forze dell’ordine che sono contrari al proibizionismo e non vedono l’ora che la cannabis diventi legale. Ma perché continuano comunque a portare a termine operazioni antidroga che vedono coinvolti onesti cittadini colpevoli solo di apprezzare una pianta? Non rappresenta pericolo chi coltiva qualche pianta di cannabis e/o la consuma. Perché allora continuare ad ubbidire all’ordine di “attaccare”? Che beneficio ha la nostra società dalle continue segnalazioni per possesso di cannabis e derivati, o denunce per coltivazione illecita? I tribunali si intasano, e le famiglie si indebitano. La vita di persone normali rovinata perché hanno un abitudine diversa da quelle già comunemente accettate. Bere birra o vino SI, passarsi una canna NO.

Ultimo motivo, forse però il più sconfortante, è l’incapacità popolare di pretendere la propria libertà di scelta.

In Italia si stimano circa 4 milioni di consumatori di cannabis. 4 milioni di elettori, di lavoratori, di gente che se domani decidesse di interrare anche solo due semi a testa, riempirebbe l’Italia di canapa.

Eppure questi 4 milioni, bravissimi a produrre o procurarsi una sostanza illegale, e a nascondersi per utilizzarla, non sono capaci di gettare qualche semino trovato in erboristeria o nel negozio bio (semi di canapa integrali per alimentazione umana e/o animale… la pianta è morfologicamente la stessa).

In realtà le cose vanno anche peggio di così: le raccolte firme, anche se solo on-line (non occorre staccarsi dalla sedia), vedono scarsissime adesioni.

Le fiera della canapa, le marce ed i cortei antiproibizionisti, le iniziative popolari e/o politiche hanno sempre un adesione scarsissima rispetto a quello che dovrebbe essere. Com’è possibile non essersi ormai stancati di questa schiavitù e accettare, lamentandosi appena, la negazione di diritti fondamentali?

Noi abbiamo smesso, ma siamo ancora troppo pochi. Che siate “perseguitati o persecutori”, riconoscere la verità e metterci la faccia è indispensabile per potersi definire individui pensanti.

Giuseppe Nicosia – ASCIA

http://www.legalizziamolacanapa.org

http://www.ascia-web.org

La versione definitiva della legge sulla canapa industriale è stata approvata alla Camera dei deputati. Sicuramente un buon risultato per tutto il settore con norme più chiare sui controlli, la previsione di finanziamenti per rilanciare la filiera e l’aumento del THC allo 0,6%. Dalla versione precedente del testo è stato però eliminato un articolo che ha fatto storcere il naso a non pochi agricoltori. Dall’articolo 2 infatti, quello sulla liceità della coltivazione, è stato eliminato il comma numero 2 che prevedeva “la produzione di infiorescenze fresche ed essiccate per scopo floreale ed erboristico”.

Ne avevamo parlato con il coltivatore Valerio Zucchini, che ci aveva raccontato che: ”Il punto critico è l’articolo sulla liceità di coltivazione dal quale è stata tolta la produzione di foglie e fiori allo stato verde e secco. Se io prima potevo coltivarla per vendere foglie e fiori all’estero o alle case farmaceutiche in grado di estrarre i principi attivi, oggi direi che non lo posso più fare. In erboristeria, attualmente, nell’elenco delle erbe ammesse per trattarne foglie e fiori, la cannabis sativa è compresa solo per i semi.

Quindi, quando la legge sarà approvata, io non avrò spazi per poterlo fare: lo trovo incredibile. Secondo me è una pressione delle case farmaceutiche, una spinta lobbistica per riuscire a gestire tutti i principi attivi della canapa. Se è ammissibile che i principi attivi vengano trattati dai laboratori, non si vede perché io non possa vendere i fiori e le foglie di una canapa perfettamente legale a qualcuno che le tratti, che sia un laboratorio o un’altra struttura e che li trasformerà nei termini di legge. Capisco le limitazioni sul THC, essendo un cannabinoide psicotropo segue un’altra normativa. Ma il CBD, non essendo psicotropo, io in teoria lo potrei produrre. Ma se non possiamo più utilizzare foglie e fiori, non si potrà più farlo”. Per un piccolo coltivatore di canapa infatti, vendere le foglie ed i fiori, dopo aver ad esempio raccolto il seme, può rappresentare un introito in più e Zucchini non è stato l’unico a pensarla in questo modo.

Noi ne avevamo chiesto conto all’onorevole Loredana Lupo del M5S, prima firmataria del progetto di legge, che aveva ammesso il problema spiegando che: “A questo proposito abbiamo prodotto un ordine del giorno per tentare di far capire al governo l’importanza delle infiorescenze. Abbiamo lottato fino all’ultimo da questo punto di vista ma ci sono stati diversi problemi. Come quello in generale del campo erboristico (in erboristica, relativamente alla cannabis è possibile solo il trattamento dei semi, ndr) che andrebbe normato nuovamente. Noi stiamo tentando di fare una risoluzione per aggiustare una normativa internazionale e nazionale, ci stiamo provando e al momento ci spiace perché avremmo voluto aprire anche al campo erboristico”.

A questo proposito alcuni esponenti del settore hanno inviato una lettera aperta ai 4 parlamentari autori delle diverse proposte di legge sulla canapa che sono poi state unificate nel testo approvato. Tra i primi firmatari Gianpaolo Grassi, primo ricercatore del CRA-CIN di Rovigo, Beppe Croce, responsabile agricoltura Legambiente e direttore Chimica Verde bionet, Alessandro Bozzini, presidente AGRFOR (Agronomi e Forestali senza Frontiere) e Giovanni Appendino, Professore Ordinario di Chimica Organica, Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università del Piemonte Orientale.

Qui sotto  il testo della lettera inviata di recente ai parlamentari oltre che ai presidenti delle commissioni Agricoltura, Affari Sociali e Ambiente.
“Onorevoli deputati,
ci rivolgiamo a voi in quanto promotori del ddl “Norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera agroalimentare della canapa”. Dichiariamo apprezzamento per il lavoro da voi fin qui compiuto per questa legge che potrebbe finalmente reintrodurre a pieno titolo la canapa negli ordinamenti colturali e nelle filiere agroindustriali italiane. Segnaliamo tuttavia una menomazione del provvedimento, avvenuta con gli emendamenti accolti l’8 ottobre scorso. E’ stata infatti depennata dall’elenco di prodotti che si possono ottenere dalla coltivazione della canapa (art.2, comma 2) la produzione di infiorescenze, fresche ed essiccate per scopo floreale o erboristico”.

Tale cancellazione ci risulta incongrua non solo con lo spirito della legge, ma con la normativa di altri Paesi europei e con quella relativa ad altre colture e rischia di restringere la sostenibilità ambientale ed economica della coltura. Le infiorescenze della canapa coprono infatti quasi un terzo dell’intero stelo della pianta e anche nelle varietà conformi alla legislazione europea, con THC inferiore allo 0,2%, concentrano oltre al seme, le molecole a più alto valore aggiunto della pianta: flavonoidi, terpenoidi, acidi grassi, altri cannabinoidi, ecc. Riservare esclusivamente alle aziende farmaceutiche questo patrimonio di molecole che possono trovare applicazioni in svariati campi, dalla cosmesi all’alimentazione, ci sembra del tutto contrario a una logica di uso efficiente delle risorse.

Se la preoccupazione del legislatore è legata al fatto che alcune di queste sostanze possono trovare importanti impieghi anche in campo farmacologico, ci sembra sufficiente esplicitare i limiti di concentrazione per la libera coltivazione anziché depennare tout court il loro uso. Del resto non ci risulta che analoghe restrizioni siano state adottate per le parti di altre specie contenenti principi attivi di forte interesse farmacologico, quali ad es. la buccia degli acini di vite da cui si può estrarre il resveratrolo o la radice e il rizoma della curcuma da cui si estrae la curcumina o il peperoncino da cui si estrae la capsaicina.

Vi raccomandiamo pertanto di rivedere questo aspetto prima che si concluda definitivamente l’iter di approvazione della legge, onde disporre finalmente di un testo di legge chiaro ed evitare che ancora una volta i coltivatori italiani di canapa risultino penalizzati rispetto ai loro colleghi di altri Paesi dell’Unione Europea”.

 di Mario Catania

www.canapaindustriale.it