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La legalizzazione della cannabis ha portato ad un maggiore uso?
di Petar Petrov, Staff Writer per Terpenes e Testing Magazine
È opinione diffusa che il frutto proibito sia sempre più dolce, che la legalizzazione sia sempre più vicina.

Ma la cosa veramente interessante della cannabis è che è sempre stata un qualcosa di più di un semplice svago almeno per coloro che sentono una vera connessione con essa.
Come influisce la legalizzazione sui consumi di cannabis?

Le statistiche

In breve, le statistiche dicono che legalizzare e / o depenalizzare la cannabis genera un atteggiamento più salutare nei confronti del fiore. Ma potrebbe esserci di più rispetto a un semplice status legale.

Paesi Bassi

L’Olanda è forse il primo esempio che compare nella mente di molte persone. È assurdo pensare che il paese in prima linea nella cannabis europea abbia uno dei più bassi tassi di consumo di cannabis nel vecchio continente.

Ma è così, come riporta Reuters.

Secondo un rapporto annuale dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, solo il 5,4% degli adulti olandesi usa la cannabis, mentre la media dell’Europa è del 6,8%, con il tasso di utilizzo della cannabis in Italia che è il più alto al 14,6%.

“I dati della popolazione generale e le indagini scolastiche indicano una situazione stabilizzante o addirittura decrescente”, si legge nel rapporto, in riferimento agli anni ’90 e agli inizi del 2000, quando il consumo di cannabis in Europa era al culmine.

Portogallo

Il Portogallo è spesso elogiato per aver rivoluzionato il modello per combattere i problemi eventuali legati all’uso di droghe. L’idea alla base è che invece di perseguire i tossicodipendenti come criminali, il tutto debba essere affrontato con supporto medico sociale.

Il paese ha assistito a un grande miglioramento in tal senso, con molto meno abuso di droghe e molte meno incarcerazioni non necessarie.

Gli Stati Uniti

Cannabis ad uso medico

Sembra che gli adolescenti negli Stati in cui la cannabis ad uso medico sia legale usino meno cannabis.

Secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Drug and Alcohol Abuse , che ha esaminato oltre 800.000 studenti in 45 stati, i fumatori di cannabis adolescenti erano circa l’1,1% in meno in Stati che hanno legalizzato la cannabis ad uso medico. [1] È importante notare che lo studio ha tenuto conto di altri fattori correlati come le politiche del tabacco e dell’alcol, la demografia statale, le caratteristiche dei giovani e le tendenze economiche.

“Quando abbiamo esaminato sottogruppi particolari di adolescenti, questa riduzione è diventata ancora più pronunciata: ad esempio, il 3,9% in meno di nero e il 2,7% in meno di giovani ispanici ora usano [cannabis] negli stati con legalizzazione medica [della cannabis]”.

È interessante notare che, per i consumatori di cannabis più grandi tra i partecipanti allo studio, le politiche statali sul fiore non hanno cambiato nulla.

Stati liberali e conservatori

Un modello comportamentale più trascendente potrebbe essere emerso in un altro studio sull’uso di cannabis negli Stati Uniti dalla Mailman School of Public Health della Columbia University. [2]

Lo studio ha scoperto che mentre gli adolescenti e i giovani adulti negli stati “liberali” possono usare la cannabis di più rispetto a quelli degli stati conservatori, loro esercitano molta più moderazione.

Nel complesso i risultati dello studio rivelano che l’uso di cannabis è aumentato dal 2007 nel suo insieme, ma che automaticamente contrassegnare tali statistiche come negative e toglierle dal quadro generale è fuorviante.

“Queste ultime scoperte potrebbero direttamente informare i responsabili delle politiche e gli operatori della sanità pubblica sul grado in cui altri più ampi fattori contestuali influenzano anche i modelli di consumo di cannabis negli Stati Uniti”, dice Morgan Philbin, PhD, Assistant Professor di Scienze sociomediche e primo autore.

Può essere vero quello che dicono dei frutti proibiti, ma quando si parla di cannabis, “proibito” non si riferisce solo alla mera legalità. Piuttosto si riferisce agli atteggiamenti socialmente aggressivi e oppressivi verso qualcosa che è tutt’altro che aggressivo in natura.

Riferimenti:

    Coley, R. et al. Una valutazione quasi sperimentale delle politiche sulla marijuana e sull’uso della marijuana giovanile . L’American Journal of Drug and Alcohol Abuse , 2019, Pagine 1-14. [fattore di impatto del journal = 2.231; citato da N / A]
    Philbin, M. et al. Associazioni tra il liberalismo politico a livello statale, il consumo di cannabis e il disturbo da uso di cannabis dal 2004 al 2012: guardare oltre lo status di legge sulla cannabis medica . International Journal of Drug Policy , 2019, Volume 65: Pagine 97-103. [fattore di impatto del journal = 4.244; citato da N / A]

Di Stefano Auditore Armanasco , presidente Associazione FreeWeed

https://freeweed.it/ecco-come-la-legalizzazione-influenza-il-consumo-di-cannabis/?fbclid=IwAR2kfG4hDPd6B2KIM6X0Nw2M56zZAkI3PHLjAycX992zpHTpmQDVQxB8y-E

Mercoledì, 27 Febbraio 2019 17:26

MANIFESTO PER LA CANNABIS LIBERA

Scritto da

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da parecchi cambiamenti in ambito cannabico, ma c'è ancora tanto lavoro da fare.

Come spesso succede quando un business diventa interessante, si è creata disinformazione per interessi personali  finalizzati al guadagno e questo non è un  bene in ambito cannabico poichè parliamo di una pianta gia demonizzata dall'uomo nel corso dei decenni.

Le recenti leggi sulla canapa industriale vedono un vuoto normativo e la diffusione della "canapa light"un mercato stimato in diversi milioni di euro.
Non sono mancati tentativi proibizionisti di boicottaggio del cambiamento e molti operatori del settore , cresciuto enormemente, si sono visti bloccati i loro denari e le loto attività in via preventiva , molti non sono stati informati adeguatamente sulle leggi dai propri fornitori.

Oggi vediamo un numero sempre crescente di Grow Shop in Italia , ormai 700 in tutto il paese , svariate aziende agricole hanno aperto negli ultimi anni a testimonianza che il business della canapa potrebbe tranquillamente portare grossi introiti allo stato, ma come ben sappiamo in Italia si ama fare le cose  senza buon senso.

Anche a livello globale si sono visti enormi cambiamenti sia in ambito curativo che ricreativo mentre in italia i nostri pazienti hanno difficoltà a reperire il prodotto nelle farmacie , infatti la produzione statale di canapa medica non è sufficente per tutti i pazienti che spesso si vedono costretti a ricorrere al mercato nero .

I recenti tentativi di affrontare il tema legalizzazione e coltivazione personale , anche attraverso l'intergruppo parlamentare guidato dal Sen. Benedetto Della Vedova sono miseramente naufragati nella burocrazia e nell'ostruzionismo bigotto dei tanti proibizionisti che ci sono in parlamento , le recenti promesse elettorali anch'esse naufragate ci richiamano a tenere alta l'attenzione sull'argomento e a lottare tutti uniti per quello che è un nostro sacrosanto diritto.

Anche noi di Reggae Revolution abbiamo deciso di contribuire al cambiamento e lo facciamo iniziando una nuova collaborazione con quella che riteniamo sia la realtà più vicina agli interessi dei consumatori e della verità
Sottoscrivendo il manifesto   per la Cannabis Libera appoggiamo ufficialmente le attivita dell'associazione Freeweed, cosa che invitiamo a fare anche a tutta la nostra massive , perche' solo uniti si vince , non sparpagliandosi in mille gruppetti ognuno a seguire il proprio interesse e non quello della collettività ne della pianta stessa.


Cercheremo di tenervi informati trammite il notro portale con tutte le iniziative di Freeweed su tutto il territorio nazionale.
Di seguito riportiamo il testo ufficiale dell'associazione riguardante il manifesto per la cannabis libera, al link anche la possibilita' di sottoscrivere l'iniziativa
Sosteniamo Freeweed!!!!


FIRMA IL MANIFESTO PER LA CANNABIS LIBERA:

https://freeweed.it/manifestocannabislibera/?fbclid=IwAR1ZGHBUm8hUD72A8SklzWvYqfKHIQPIxZwr33_N3EC5hEsatO9phL4c4TM


 

Siamo lieti di annunciare la realizzazione congiunta del Manifesto per la Cannabis Libera, aperto alla sottoscrizione pubblica e sul quale svilupperemo la pressione territoriale tesa al cambiamento delle odierne politiche sulla cannabis che penalizzano i consumatori ed i coltivatori per uso personale oltre a creare un grosso danno sociale, su diversi livelli, nel nostro Paese.

Con questo Manifesto vogliamo lanciare un forte messaggio affinché ogni cittadino possa valutare autonomamente se sia giusto o meno un deciso cambio di approccio sul tema, passando da un proibizionismo irreale ed irrealizzabile evidentemente anacronistico ed antiscientifico, che di fatto condanna persone per condotte innocue e personali, ad una regolamentazione della cannabis proficua a livello sociale ed economico.

A meno che non si reputi giusto arrestare innocenti e regalare miliardi alle narcomafie sostenendo speculazioni aziendali su pazienti nel circuito farmaceutico: la scelta è di ciascuno di noi.

Crediamo fortemente che un sostegno comune su questa tematica da parte di tutte le realtà che da anni si battono per la Cannabis e per l’antiproibizionismo sia fondamentale, soprattutto nel contesto legislativo attuale che tende a disgregare la pressione comune dividendo vari piani di interesse applicativo e creando diverse normative conseguenti.

Non si deve tendere a dividere i campi di utilizzo, seppur esistano mille sfaccettature della cannabis, tutte ugualmente importanti, ma, ora come ora, l’arresto e la persecuzione dei cittadini per una loro scelta personale deve essere punto cardinale a dispetto delle politiche associative di business e sviluppo di filiere agroindustriali o farmaceutiche, che sicuramente si possono portare avanti, ci mancherebbe, ma possibilmente inserendo nelle discussioni un messaggio basilare di libertà totale per i consumatori e coltivatori di cannabis per uso personale.

La tematica dei Diritti Umani ci coinvolge tutti, in prima persona e trasversalmente, ed è tempo di schierarsi apertamente e chiaramente verso il loro riconoscimento e la loro tutela.

Purtroppo nei tempi odierni non basta solo esporre i propri ideali, come bene rappresentato nella Carta dei Diritti depositata al Parlamento Europeo nel 2015, ma occorre anche proporre una risposta sociale e politica alla situazione di discriminazione attuata oggi sulla cannabis e sui consumatori. Così, in collaborazione con numerose realtà ed attivisti sul territorio, abbiamo redatto una proposta collettiva completa che possa porsi come base legislativa per una futura necessaria riforma normativa sulla tematica.

L’attuale situazione di persecuzione nei confronti dei coltivatori e consumatori per uso personale deve finire al più presto; è assurdo che coltivare qualche pianta per il proprio fabbisogno sia ancora considerato reato, con tutte le conseguenze legali connesse.

Se si vuole migliorare bisogna dunque affrontare la situazione normativa dalla base, ragionando per cambiare il testo unico sugli stupefacenti, legge che ci accomuna e penalizza tutti, spostando l’attenzione sui diritti, partendo dalla coltivazione personale e dalla tutela del consumatore, per poi aprirsi a garantire il mercato, e non viceversa come si vorrebbe fare ora in tutti i settori, altrimenti gli effetti negativi sono esattamente quelli che abbiamo sotto gli occhi tutti, con passi che più che avanti sembrano essere di lato e mirati solo all’arricchimento di pochi privilegiati.

La proposta di riforma normativa collettiva, strutturata in otto punti focali, è stata redatta insieme a decine di attivisti, realtà, aziende ed associazioni attive sul territorio nazionale sulla tematica. E’ frutto dell’intenso ed appassionato lavoro volontario di tante persone ed è concepita al solo fine di porre una prima, fondamentale base normativa che regolamenti finalmente la cannabis in modo da terminare questo infausto periodo di ingiusta proibizione e persecuzione.

L’obiettivo è strutturare una nuova base di legge per proporla al Governo della nostro Paese, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia, al Ministro dell’Interno, al Ministro della Salute ed al Ministro dell’Economia e del Lavoro in particolare.

La proposta descritta in questo Manifesto per la Cannabis Libera, centrata sui diritti delle persone, ha come obiettivo l’avviamento di un reale avanzamento propositivo che tenda a cambiare le normative anacronistiche e surreali che regolano la nostra amata pianta nella sua totalità, oltre a voler divenire strumento di aggregazione su tematiche che siano orientate maggiormente verso l’ambito socio-culturale rispetto all’attuale orientamento mediatico economico che si vuole imprimere forzatamente alle argomentazioni, sviluppando quindi il necessario dibattito giuridico e creando un’unità di messaggio fondamentale per poter sviluppare insieme un nuovo approccio mentale e soprattutto una nuova politica sociale sulla tematica cannabis.

I nostri obiettivi, le nostre intenzioni e le nostre aspirazioni sono contenute in questo Manifesto per la Cannabis Libera che rappresenta, con la sua sottoscrizione, il nostro impegno a seguirne le linee guida e volerne realizzare i contenuti rendendoli apprezzabile realtà nello Stato Italiano.

https://freeweed.it/

"Abbiamo visto abbastanza per essere convinti che esista un potenziale significativo". Il Ministro della sanità intervenuto alla presentazione per la prima volta ha dichiarato in pubblico che il settore della salute pubblica. riconosce i benefici della marijuana medicinale.

 Si chiama Medicanja Limited la società guidata Dr. Henry Low, che in campo ad uso medico è un vero luminare, riconosciuto in tutto il mondo.

Il 26 luglio una data memorabile, giorno del lancio di 12 prodotti nutraceutici a base di cannabis

Noi curiosi di conoscere a cosa servivano, siamo andati alla ricerca dei beneficie con grande stupore ve ne sveliamo i principali.

Intanto è importante sapere che i prodotti, sono stati già approvati dal Ministero della Salute, e comprendono una varietà di usi fin ora sconosciuti.

 Spray repellente per zanzare anti-prurito “, “Cbd in singola dose sublinguale”, “Creme curative per la pelle ”, “Spray anti inffiammatori”.

 

Il ministro della salute, il dott. Christopher Tufton, ha detto che lo sviluppo dei prodotti hanno dimostrato l'impegno di Medicanja e il progresso di un settore che deve ancora essere considerato ad uno stadio relativamente embrionale. Dal punto di vista della salute pubblica, siamo con voi e siamo con coloro che sono impegnati a seguire questo particolare approccio.

 Il Dr. Henry Low ha sottolineato che i risultati ottenuti da Medicanja negli ultimi quattro anni e mezzo sono stati "nientemeno che fenomenali", aggiungendo che la ricerca scientifica di base e lo sviluppo, gli studi di ricerca clinica, la formulazione e lo sviluppo del prodotto sono traguardati in un tempo relativamente breve, per soddisfare gli standard di qualità richiesti.

C'è dunque ancora tanta strada per estrarre, provare, testare e creare nuove cure da una sola pianta Stiamo ad uno statio embrionale, rivela quanta strada ancora c'è da fare nel cambo scientifico.

La vera protagonista è sempre lei, una pianta demonizzata e difesa dai Rasta e dalle persone intelligenti con tutte le forze, per poi scoprire che poi avevano ragione.

Non solo oggi stiamo imparando a quato fa bene e quanti usi se ne possano fare nel prossimo futuro.

 

 

 

Dopo un secolo di proibizionismo una svolta epocale sull'isola del Reggae.  E' pronto il primo raccolto che porterà all'apertura al primo punto vendita nei prossimi giorni.

Osannata nelle canzoni e nella spiritualità Rastafari fino a qualche anno fa combattuta con ogni mezzo. Alimentava la corruzione della polizia e metteva in serio imbarazzo tutti coloro che giunti dopo un lungo viaggio rischiavano ogni giorno di finire in carcere per un semplice spliff.

Anche i giamaicani, per niente risparmiati, tanti anche gli artisti finiti in gattabuia perché in possesso di marijuana .

Poi la legge sulla depenalizzazione nata per puri motivi economici, il parlamento si esprime positivamente al cambiamento, i Rasta insorgono e riscattano la loro figura per oltre centinaia di anni ritenuta alla pari di spacciatori. Il movimento Rasta unito pretende ed ottiene regole speciali all'interno della legge.

Un permesso speciale in cui poter celebrare Rastafari con ganja e da poterla vendere.

Se riassumendo fin'ora si poteva vendere solo nei festival Rastafari e nelle Reunion Rrastafari, oggi la ganja sta crescendo legalmente nella nazione insulare.

 

KAYA Farms - una consociata di Kaya Herbhouse, sede del primo dispensario di cannabis medico legale della Giamaica - ha avuto il suo primo raccolto ufficiale

Le piante del raccolto, secondo un comunicato stampa, saranno curate, rifilate e confezionate per la vendita a Kaya Herbhouse in St Ann

La prima vendita sarà destinata a pazienti che anno delle patologie.

 I regolamenti, consentono la vendita e l'uso di ganja per ragioni specifiche, vale a dire in conformità con la raccomandazione scritta o la prescrizione di un medico , per il consumo nei locali o per la fornitura di servizi terapeutici .

 

"Sono davvero onorato come giamaicano ad essere stato il primo a fare il passo storico in cui il nostro paese può finalmente monetizzare in questo settore come hanno già fatto Europa, Australia, India, Cina e Stati Uniti", ha dichiarato Balram Vaswani, presidente di Kaya Farms."

Kaya Herbhouse aprirà ufficialmente i battenti in marzo 2018, per la prima fase dell'apertura al pubblico in cui tutti i giamaicani e i turisti dovranno conformarsi a uno dei quattro regolamenti per l'acquisto di prodotti di ganja e ganja.

Le persone potranno acquistare legalmente marijuana per scopi medicinali e sperimentare la Kaya Herbhouse e il Kaya Café", ha proseguito Vaswani.

L'obiettivo di Kaya è quello di rendere la Giamaica il fiore all'occhiello dell'industria del turismo del benessere globale e diventare il nuovo simbolo delle radici e dello stile di vita dell'isola.

A breve anche l'apertura della seconda in ordine,  la Everything Oily, che trasformerà le piante in medicinali a base di olio.

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA QUESTA FIERA NON S'ADDA FARE!!!

E proprio così, il CANNABIO FEST, la PRIMA FIERA POPOLARE di Napoli, dedicata alla Canapa, sostenuta dall'Assessorato alla Cultura e patrocinata dal Comune di Napoli, non si farà.

Per rispondere a chi in qualche commento ci ha definiti “illiberali e scorretti”, la nostra sarebbe stata la PRIMA, perché non ci risulta ce ne siano state altre in piazza a Napoli (magari ci sbagliamo!), per rispondere invece a chi ha frainteso il termine FIERA facendone una questione personale, controbattiamo che la nostra sarebbe stata una FIERA POPOLARE perché aperta e accessibile a tutti, madri, padri, bambini, adolescenti, uomini, donne e anziani, si sarebbe tenuta nella centralissima piazza Dante con momenti di animazione per i più piccoli e concerti per i più grandi, insomma tre giorni di festa e un'occasione per parlare di un argomento importante, per sostenere una causa serissima che riguarda proprio TUTTI, per questo si era deciso per una FIERA DI PIAZZA e non di SETTORE, quest'ultima normalmente ospitata in circuiti fieristici come la MOSTRA D'OLTREMARE.

L'associazione culturale ARS MANIA, ideatrice, organizzatrice e promotrice dell'evento, comunica a malincuore la triste decisione.

I PERCHÉ?

Sono tanti ma tutti riconducibili ad un'unica ragione “NON ABBIAMO UNA STORIA ALLE SPALLE, NON SIAMO DEL SETTORE” che significa?

NON L'ABBIAMO MICA CAPITO, ma è così! Cè qualcuno che ritiene che per organizzare un evento del genere, per parlare di certi argomenti, per dare il proprio contributo volto a risolvere quei pregiudizi dettati dalla disinformazione, per far conoscere a tutti ma proprio tutti che esiste un mondo fatto di gente che da anni lavora con questa pianta miracolosa, sia requisito indispensabile l'appartenenza ad un certo giro di persone, sempre le stesse a quanto pare, che ha e vuole mantenere il monopolio sul discorso fiere sulla Canapa!

CHI LO DICE?

Proprio alcune voci provenienti da questo settore, proprio quelli che avrebbero dovuto sostenerci, e che invece con fare arrogante e impertinente hanno screditato il nostro lavoro di mesi, agli occhi delle già non tantissime aziende del settore che piano piano si sono tirate indietro! Ma perché, non è forse di TUTTI il diritto di supportare, sostenere, appoggiare cause, argomenti di un certo tipo, in qualsiasi modo e sempre nel rispetto del vivere civile?

Ma perché non è diritto di tutti approfondire, studiare, conoscere le tante proprietà di una pianta millenaria come la Canapa che da sempre è nella NOSTRA cultura, e ribadisco NOSTRA?

ARS MANIA è un'associazione culturale NO PROFIT che organizza eventi di interesse culturale, artistico e sociale.

In quanto tale e in quanto composta da persone ognuno con una propria storia alle spalle, ha ritenuto e ritiene importantissimo battere il ferro finché è caldo su una tematica delicata e serissima come l'uso e il consumo della Canapa, e ha deciso di farlo nel modo migliore e con i mezzi e le competenze ad essa più familiari, ORGANIZZANDO UN EVENTO.

Purtroppo però le spese da affrontare per un'impresa del genere sono tante soprattutto per una realtà come il NO PROFIT. Ma di Canapa per noi di Ars Mania si parlerà ancora, organizzeremo convegni, eventi, degustazioni insomma ci inventeremo nuove formule a noi più consone per perseguire il nostro obbiettivo sempre convinti che LA CONOSCENZA E LA CULTURA SIA AFFARE DI TUTTI!

Chiudiamo questo comunicato ringraziando in primis il Comune di Napoli, l'Assessorato alla Cultura, la Polizia Amministrativa, i Vigili del fuoco insomma tutti gli uffici competenti che da subito hanno creduto nel progetto, e appoggiandolo come probabilmente non era mai stato fatto finora, ancora ringraziamo DOLCE VITA MAGAZINE, IL VAPORETTO, REGGAE REVOLUTION e altre riviste di settore che ci hanno sostenuto considerando questo evento “diverso” dagli altri, e ovviamente tutte le aziende che tra mille difficoltà sarebbero state presenti in piazza per far sentire la propria voce, per far conoscere il proprio lavoro.

GRAZIE E ARRIVEDERCI AL PROSSIMO EVENTO

Reggae Revolution sosterrà i prossimi eventi perchè curarsi  è un diritto di tutti coloro che possono trarre beneficio da una pianta medica e medicamentosa.

Napoli fa la differenza da sempre per il suo livello culturale. Città  aperta, tollerante a tutte razze e culture, è in grado di comprendere che una pianta da sempre demonizzata, recentemente ri-scoperta che possa avere degli effetti benefici e curativi importanti.
Ci sono mille e più usi come il contenimento della pressione oculare, aiuta a rilassare i muscoli e tanti altri benefici anche nel post cure dei tumori.

Non solo ma anche è l'unica pianta che bonifica il terreni e nelle terre dei fuochi si potrebbe utilizzare per rigenerare a costo zero.

La citta partenopea comprende e difende il diritto a curarsi di malati che possono utilizzare  un elemento naturale più efficace di quello creato e sintetizzando nei laboratori.

Napoli,  ha  capito che se negli altri stati si sta depenalizzando a raffica, ci sarà una ragione ?
Solo da qualche giorno in Olanda si può finalmente coltivare in casa, nonostante i coffe shop prima non era consentito.

Napoli è pronta ad un cambiamento epocale, quello di togliere dalle mani dei criminali un traffico illegale assurdo che sta creando effetti incredibili con le baby gang che si uccidono ed uccidono per il controllo delle piazze di spaccio.

Napoli e la sua cultura riescono a fare un analisi lucida e semplic
Questa pianta ha più effetti benefici che controindicazioni ed allora dopo CanapaInMostra arriva in CannaBio Fest supportata dal Comune di Napoli.
Questa volta non nel Mostra d'Oltre Mare ma in piazza, una delle più importanti, arriva la festa della uso consapevole della cannabis

CannaBio Fest, dal 29 aprile al primo maggio. Una manifestazione importante, non solo perché ricca di ospiti e contenuti, ma per la forza politica e comunicativa con la quale nasce. La CannaBio Fest di Napoli si terrà infatti in piazza Dante, quindi all’aperto e nel cuore del centro storico, inoltre nasce con il patrocinio ufficiale del Comune di Napoli.”

More Info:
https://www.facebook.com/cannabiofest

 

Domenica, 27 Novembre 2016 15:24

REBEL SALUTE VOLA A NY E CONFERMA LA GANJA YARD

Scritto da

Tony Rebel ha decisamente intensificato la promozione per il suo evento il Rebel Salute, con un evento promozionale, il lancio della prossima edizione 2017 in America.

A circa due mesi prima, è volato con parte del suo entourage, per il Milk River Restaurant e Lounge in Brooklyn, New York.

 L'unico Festival che si può fregiare del titolo di “Preservare la Musica Reggae” dallo scorso ha un asso in più da giocarsi . La Ganja Yard, chiamata “Herb Curb” dove lo scorso anno servito di apripista, già si vendeva liberamente erba dei quattro Parish della Giamaica.

Ve lo abbiamo mostrato lo scorso anno in un reportage esclusivo per chi volesse approfondire in basso troverà il link.

 Così il Rebel Salute, per la prima volta approda a New York, sicuro di avere tanto in più rispetto ai festival americani, ha le capacità di attrarre un pubblico sempre più eterogeneo.

 Finita l'era della one shot night all'Arena magica di Mandeville, è giusto che il festival si sia aperto ad un pubblico internazionale per continuare a diffondere i migliori valori che il reggae contiene.

 

Al suo interno non si mangia carne, non si vendono alcolici, gli artisti cantano solo testi puliti e dallo scorso c'è l' Herb Curb che allieterà la due giorni con ganja di altissima qualità e naturalezza.

 Ricordiamo che il Rebel Salute è uno dei pochi festival sull'isola di ispirazione Rastafari che può richiedere un permesso speciale per mostrarla e venderla ad uso spirituale.

 Lo spettacolo è stato confermato al Plantation Cove come per gli ultimi quattro anni. Prossi dettagli drl Rebel Salute 2017 saranno annunciati in un comunicato stampa Kingston ai primi di dicembre.

Gia sappiamo però le prime due stelle Anthony B che non si vedeva da anni e Tarrus Riley.

 

 

Gallery Completa HERB CURB 2016 – Esclusiva

herb-curb-rebel-salute.html?Itemid=219#!IMG_4059

 

Damian Marley in persona, inaugurerà la nuova linea di ganja e derivati, si chiamerà Stony Hill , verrà lanciata in questi giorni. L'apertura ufficiale è prefissata per 22 settembre con un evento di presentazione. E' Una partnership tra il figlio di Bob e la Tru Cannabis e che rispetta la tradizione naturale ed organica rasta.

 Non è affatto un semplice negozio ma l'apertura riguarda un dispensario in cui verrà presentata il nuovo marchio. Sarà caratterizzato da una linea completa di prodotti al dettaglio a base di cannabis, tra commestibili, estratti e una grande varietà di semi.

Il nome "Stony Hill è un posto in Giamaica dove sono cresciuto quindi ha un significato speciale" ha raccontato il 38enne figlio di Bob Marley.

Stony Hill ,è anche il nome del suo quarto album che uscirà il prossimo anno.

Prima di lasciarvi ci siamo posti questa domanda

Cosa vuol dire dispensario?

Istituzione di pubblica assistenza, dipendente da enti vari (consorzi,ecc.), per la cura gratuita o semigratuita di malattie a carattere sociale. Hanno funzione non solo assistenziale, curativa e profilattica, ma anche informativa.

 

 

Link

http://www.denverfieldhouse.com/

 

La linea inaugurale di accessori targati Marley Natural per la cannabis e fatti in cannabis sono disponibili all'acquisto da qualche settimana. La pianta è utile anche per la pelle così una linea di Body Care alla ganja.

Il marchio ed i diritti sono quelli ufficiali grazie all'accordo e la licenza con la famiglia di Bob Marley , la società Privateer Holdings può lanciare una linea dedicata tutta Marley e soprattutto naturale.

Destinata non ad una nicchia, ma una crescente tendenza verso oggetti tecnologici ma efficaci e dal design accattivante. Altrimenti probabilmente si ritornerebbe alla pipa.

Si parla molto di "rituale del fumo ", come Merten, presidente della Privateer Holdings dice, “ la tradizione ed il rispetto che aveva Bob Marley su questo tema si ispira integralmente la nuova linea di accessori naturali “

Se non ci credete guardate con i vostri occhi

https://www.marleynatural.com/

 

 

 

 

Martedì, 05 Gennaio 2016 02:43

REBEL SALUTE - NUOVA YARD DEDICATA ALL'ERBA MEDICA

Scritto da

I più attenti avranno visto la nuova rubrica Kaya Land che tende a promuovere gli usi medici e religiosi della marijuana. Quest'articolo che scriviamo dalla Giamaica arricchisce con notizie di prima mano raccolte qui sull'isola.

Il Rebel Salute da sempre pro-ganja essendo un festival Rasta ha voluto proseguire il lungo cammino di lotta e di informazione. Oggi con l'approvazione della legge sulla depenalizzazione che permette di chiedere al governo uno speciale permesso.

Fin'ora è stato concesso una sola volta alla Cannabis Cup in Negril ( vedi reportage nella gallery) .

Questo permette di mostrare gli usi farmaceutici, esporre derivati e tessuti ad usi industriali.

Essendo una novità nessuno può ancora sapere se ci saranno oltre l'esposizione in una zona dedicata con dibattiti anche qualcos'altro che cercheremo di documentare.

Con questo splendido promo del Rebel Salute che oltre ad essere il festival che preserva la musica reggae riesce ad essere coerente con la sua storia ha creato la Ganja Yard.

Ci risentiremo con un articolo dedicato, grazie alla nostra lunga amicizia con il miglior festival in Jamaica documenteremo con foto e recensione.

Vi lasciamo il nostro hashtag aggiornato con news tutti i giorni dalla Giamaica dove potrete curiosare

#NewsGiamaicaRR

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