Promo Video

Promo Video (36)

Dare spazio alle idee del proprio team, guardare con gli occhi e raccontare il punto di vista di una nuova generazione. Fidarsi alla cieca, questo è DOZ la nuova canzone e ora Video di Marcello Coleman, in esclusiva su Reggae Revolution.it

Una spinta nel futuro, un incontro costruttivo. Poteva uscirne qualsiasi genere e qualsiasi testo ed invece DREAMING OF ZION è un New Roots con una punta di Dub e soprattutto con con un testo spirituale.

Segno che anche nelle nuove generazione il tema ricerca spirituale è sempre presente.

 Zion è un luogo fisico o mentale, un paradiso comunque da raggiungere attraverso la meditazione.

Una song dunque che invita al cambiamento, alla ricerca di una metafora come luogo di pace e libertà e spiritualità.

 

Nel video Antonio “ Trame basse", Leonardo “ Lio “ e Nathan “ N8 “ i  protagonisti con il veterano Marcello Coleman

Insieme provano a mandare un messaggio a tutti coloro che ascolteranno questa song. Un messaggio pacifico. costruttivo in direzione di Zion.

 

DREAMING OF ZION - DOZ  -Video esclusiva RR.it

 

IN ARRIVO IL FREE DOWNLOAD AUTORIZZATO QUI

DREAMING OF ZION Song

 http://www.marcellocoleman.com/media/download/DOZ

 

 

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Marcello Coleman Official Page - https://www.facebook.com/MarcelloColemanOfficial/

Marcello Coleman Official web Site - https://www.marcellocoleman.com/

 

 

 

Domenica, 02 Settembre 2018 17:09

BRUNO&THE SOULDIERS ft ATOMO.G - PRESENTANO"BLOODY MONEY

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Formatosi ufficialmente nel 2014, Bruno & the Souldiers è un collettivo di musicisti in cui Bruno Pittelli, musicista di Soverato (CZ) con trascorsi negli Stati Uniti, riversa il suo amore verso la black music, il soul e il funk.

Grazie alla scena musicale locale incontra i componenti del nucleo principale della band con i quali nel 2016 pubblica un primo demo autoprodotto: Nothing to lose .

Il progetto viene fortemente influenzato dalla passione per band inglesi come Special, The Jam e, in generale, lo ska e il rocksteady.

Il demo, composto da tre inediti e una cover dei Kinks, viene immediatamente notato e apprezzato dalla stampa specializzata grazie anche alla magistrale reinterpretazione di Sunny Afternoon.

Nello stesso periodo la band, grazie all'importante apertura agli Skatalites, viene notata dalla One Drop Fellas Records che, nei mesi successivi gli consente la realizzazione del suo primo EP registrato con tecniche vintage presso le Officine33 di Cosenza.

Dopo la pubblicazione dell’EP Kingston Funky Crime nel marzo del 2018, seguirà, per il collettivo, un proficuo periodo in termini di live nel sud d’Italia, il cui culmine li vedrà partecipare ad un festival reggae insieme, tra gli altri, a Mama Marjas & Don Ciccio e a Jah Farmer.

Successivamente condivideranno il palco anche con ‘O Zulù dei 99 Posse.

Bloody Money nasce come risposta alla grande mobilitazione che in Italia, da sud a nord, ha visto moltissime persone alzare la voce contro tempesta comunicativa anti immigrazione degli ultimi tempi.

Un forte segnale per smuovere le coscienze e per prendere una netta posizione contro chi specula in questa nuova e crudele tratta di esseri umani.

Il brano è stato scritto da Bruno Pittelli presso il suo Brown Home Studio ed è stato mixato e masterizzato da Ciro Princevibe Pisanelli e, oltre a continuare la sperimentazione musicale frutto delle varie influenze del collettivo, segna la svolta verso l’uso della lingua italiana,dopo i primi due lavori in inglese.

Il videoclip – diretto, come il precedente singolo, da Stefano Santo Sinopoli – è stato girato in Calabria e si apre con una frase di J.P. Sartre sulla guerra ed il famoso discorso di Pertini sui diritti umani.

GUARDA BLOODY MONEY

https://www.facebook.com/BrunoandtheSouldiers/

 

 

Sabato, 09 Giugno 2018 16:53

WAH DO DEM - BASSLINER FEAT. LION WARRIAH

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E uscito ufficialmente il 07 Giugno il video  del brano ‘Wah Do Dem’, sotto etichetta 4Weed
Records, il cui video è prodotto da I’ll Do Me di Alex Caroppi e I Droni Torino. Un nuovo singolo del
producer torinese Bassliner, compositore del ritmo di successo Melody Riddim, feat. Lion Warriah,
fresco della collaborazione con Zion Train.


Il sound di ‘Wah Do Dem’, espressione giamaicana che in inglese letteralmente significa ‘what's wrong
with them?’, è un mix di dub e digital reggae su una struttura hip hop, condito da una lirica incalzante e
graffiante, che resta impressa al primo ascolto.
Il singolo si concentra sugli abusi di potere perpretati in differenti forme e differenti luoghi
apparentemente lontani ma cosi vicini nelle dinamiche che li accomunano. La lotta per la giustizia e la
solidarietà è un tema cruciale che si contrappone all’indifferenza come pratica comune e
generalizzata dei nostri giorni.

Il video raccoglie il taglio realistico e diretto del testo, raccontando per
immagini quella che potrebbe essere una classica storia quotidiana, comune ad ogni realtà
contemporanea, dalla giungla urbana delle città, ai contesti di periferia. Gli sguardi, le azioni, la cura
dei dettagli nella caratterizzazione di ogni personaggio, al limite della tecnica documentaristica,
ridisegnano un contesto con differenti punti di vista, che trascinano chi guarda in uno spazio-tempo
di riflessione e presa di coscienza riguardo a quanto succede intorno a noi ogni giorno.

Non è più il momento di stare nel mezzo, bisogna schierarsi, prendere parte, evitare la deriva soffocante e
coercizante del post- capitalismo, che crea emergenze cruciali come quella del diritto ad un casa.
‘Wah Do Dem’ è senza dubbio un brano di impatto, che parla ai più giovani, in particolare modo alla
seconda generazione di immigrati che vivono un continuo stato di precariato sociale e personale, uno
spaccato di realtà dei nostri giorni, tradotto magistralmente in immagini da Alex Caroppi.


Le riprese in interni sono state effettuate presso lo Spazio Popolare Neruda, occupazione abitativa a
Torino con oltre 120 persone, e parte dei protagonisti del video sono occupanti dell’Ex MOI e del
suddetto Spazio Popolare Neruda, a cui questo video intende dare visibilità e supporto per la causa e le
lotte che portano avanti. Il singolo è inoltre dedicato all’attivista brasiliana Marielle Franco, che ha
vissuto sulla sua pelle e pagato con la vita, un abuso di potere.


Il lavoro è supportato da diverse entità, tra le quali segnaliamo Boogie, famoso fotografo serbo, che
con il suo libro ‘A Wah Do Dem’, ha mostrato il lato oscuro fatto di violenza e crimine dei ghetti di
Kingston in Giamaica.

GUARDA WAH DO DEM:

 

 

Online anche due remix dell’ultimo estratto del loro terzo album ‘10’

Il “circo in piazza”, quello cantato in Sole di Maggio, è pronto ad arrivare davvero “quassù in città”. A distanza di due anni dall’uscita di 10, il terzo disco dei Playa Desnuda che ha già tre video all’attivo (Camminare sulle nuvole, Melancholia e What We Deserve), esce ora anche il video di Sole di Maggio, ultimo singolo e traccia numero 10 dell’album, che vanta anche la partecipazione di Bunna, cantante e fondatore degli Africa Unite.

E lo stesso Bunna è protagonista insieme ai Playa Desnuda anche del video girato alla foce del Fiume Stella (Palazzolo dello Stella) e nel Bosco Bolderatis (Muzzana del Turgnano): luoghi incredibilmente suggestivi e troppo poco conosciuti, che il Friuli Venezia Giulia ha messo a disposizione della telecamera del regista friulano Simone Vrech, proprio sotto il sole di maggio.

Questo brano, indubbiamente il più reggae del disco, completa dunque le precedenti uscite relative a 10 ed è il primo singolo esclusivamente in italiano, accompagnato da due remix che ne arricchiscono l’ascolto: uno ad opera di R.Esistence in Dub, l’altro prodotto dai due Playa Desnuda Walter Sguazzin e Michele Poletto e mixato da Andrea Rigonat.

I Playa Desnuda si sono lasciati cullare da quel “varco limpido nel cielo” citato nella canzone, dando vita a una serie di immagini e suggestioni capaci di restituire allo spettatore l’atmosfera di quell’improvviso cambio di rotta che lascia dietro di sé un lieve strascico di malinconia, ma anche di speranza, cantato in Sole di Maggio.

La band sigilla così la fine di un percorso che idealmente aveva in 10 il suo apice, per poterne intraprendere uno completamente nuovo, orientato verso nuovi linguaggi musicali.

La prima trasformazione in atto è dunque quella di un cambio di formazione: ai componenti storici del gruppo, Michele Poletto, Walter Sguazzin e Pietro Sponton, si aggiungono ora ufficialmente Roberto Colussi alla chitarra al posto di Jvan Moda e Andrea Bonaldo alla tromba in sostituzione di Leo Virgili. Il cambio di formazione prepara la strada anche a un cambio di ritmo nella produzione e nelle attività dal vivo della band, che ha già in programma vari live, in attesa del fermento estivo che li porterà ancora una volta ad esibirsi in Spagna.

GUARDA IL VIDEO:

Sista Namely & The Islanders presentano il singolo Positive, anticipo del loro primo disco di prossima uscita Here and now. Si tratta di un brano dal sapore primaverile in stile rub a dub che vuole essere un invito ad affrontare la vita con un atteggiamento positivo.

Il brano incoraggia a non incassare passivamente niente di ciò che viviamo ma di essere consapevoli che tutto è nelle nostre mani adesso e che nessuno è responsabile del nostro modo di affrontare la realtà se non noi stessi. Come dice la band, “piantiamo il seme per una vita felice ora, in questo momento e in questa realtà fatta di mondi meravigliosi e di persone uniche e tiriamo fuori la nostra migliore energia consapevoli che ogni scelta è importante e determina il nostro futuro”.

Positive è in vendita su tutte le principali piattaforme digitali ed è accompagnato da un videoclip girato nella campagna sarda che ci aiuta ad immergerci nello spirito spensierato della canzone.

I sardi Forelock & Arawak pubblicano il singolo Roots and Culture, con cui anticipano il loro secondo disco To The Foundation, prodotto da Paolo Baldini e pubblicato da La Tempesta Dub, la cui uscita è prevista a maggio di quest’anno.

Dividendosi tra un tributo al genio di Dennis Brown e materiale inedito, musicisti e produttore danno forma in modo personale a vari classici della leggenda giamaicana alternandoli a composizioni originali sulle stesse strumentali, nel solco della tradizione giamaicana di brano e dub version, come nel caso di Roots and Culture che è una paradossale dichiarazione d’amore per le proprie radici culturali ricamata sulle armonie del brano Should I.

Paradossale perché mai come in questo momento storico il concetto di confine culturale può non coincidere con il confine politico e nazionale. Al punto tale che un ragazzo cresciuto lontano dalla Giamaica possa aver ricevuto ispirazione alla riscoperta delle proprie radici attraverso la lezione spirituale della musica reggae. Da qui il felice contrasto di cantare in patois giamaicano la gioiosa appartenenza alla propria tradizione, quella sarda.

“In un’epoca come questa dove il concetto di nazione e di confine viene continuamente messo in crisi e in discussione, vogliamo proprio noi, perenni innamorati di una cultura d’oltreoceano, essere coloro che credono e sostengono queste idiozie? To the foundation e il suo letterale significato può suonare come un invito ad una chiusura culturale, ma in realtà queste fondamenta scopriranno il denominatore comune tra tutte le culture. Per affrontare il presente e il futuro dobbiamo avere coscienza di cosa è stato il nostro passato antico e profondo. Cercare di trovare, nel futuro meticcio della nostra civiltà, giustizia e verità sarà forse la nostra unica salvezza. Abbasso i confini geopolitici! Viva il meltin pot culturale!”, ha detto Forelock.

Roots and Culture, insieme a tutto il progetto To The Foundation, è anche un tributo alla scuola degli operatori giamaicani degli anni 70/80: è stato infatti realizzato in due sessioni di presa diretta, la prima coi musicisti e la seconda con voce e dub mix. Il tutto certificato dall’operazione video DubFiles.

Il brano è disponibile su tutte le piattaforme digitali e arriva accompagnato da un videoclip visibile sul canale YouTube della band, in cui immagini, paesaggi e momenti della tradizione locale sarda si alternano alle riprese della performance in studio.

Venerdì, 02 Febbraio 2018 10:55

Baja Frequencia feat. Skarra Mucci: Badman a Badman

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Baja Frequencia, ultima acquisizione dell’etichetta francese Chinese Man Records, presenta il videoclip di Badman a Badman, con la collaborazione del giamaicano Skarra Mucci. Il brano fa parte del loro recente EP Catzilla, omaggio al capolavoro del cinema giapponese Godzilla, in cui hanno voluto sperimentare con suoni ‘globali’ e beat energici, nati dall’originale mix di cumbia, musica africana, giamaicana, hip-hop e trap music.

Il duo originario di Marsiglia è formato da Goodjiu e Azuleski, entrambi DJ del collettivo Masilla Hi-Fi, e per questo primo lavoro hanno coinvolto la cantante cubana La Dame Blanche, la rapper californiana Blimes Brixton, Skarra Mucci, il francese Taiwan MC e il musicista Rafael Aragon.

Il video di Badman a Badman, diretto da Romain Giusiano, vede Skarra Mucci con la sua band di gatti mascherati aggirarsi per le strade di Marsiglia. Chinese Man Records lo descrive così: “Quando Skarra Mucci incontra Baja Frequencia è come se caricassimo un AK47 con dei coriandoli, come un remake di Pulp Fiction con gatti al posto degli attori, o come un episodio di Dragon Ball Super con una fusione tra Cypress Hill e Buju Banton. Quindi tirate fuori il vostro giubbotto antiproiettile rosa, mettetevi il cappuccio di Hello Kitty e copritevi, perchè stanno per piovere versi affilati e esplosioni di bassi di questa opera ragga-trap futurista modellata per le piste da ballo”.

Il singolo e l’EP sono disponibili su tutte le piattaforme digitali: https://cmr.lnk.to/Catzilla.

Martedì, 21 Novembre 2017 16:15

"Non ho maschera" nuovo singolo per i Riptiders

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La reggae band sarda Riptiders presenta il nuovo singolo Non ho maschera, che anticipa il disco la cui uscita è prevista per l’inizio del 2018. Si tratta del secondo estratto inedito, dopo la pubblicazione lo scorso maggio del brano Fall and rise. Il singolo esce accompagnato da un videoclip girato in Sardegna dal sapore molto estivo.

Non ho maschera parla della necessità di provare ad essere se stessi fino in fondo, senza accettare compromessi e resistendo alla forza di chi cerca di soffocarci. "Parla del coraggio di mettersi alla prova andando oltre le proprie certezze" ha detto la band.

Questo brano è il secondo prodotto per Riptiders da Antonio "Papan'tò" Leardi, il quale ha detto: "Non Ho Maschera è l'esempio perfetto a dimostrazione che del buon reggae possa essere fatto anche senza usare il patois giamaicano. Atmosfere Rockers e Dub si fondono in un brano che spinge l'ascoltatore a muoversi, ma anche a riflettere sui contenuti e sul messaggio".

Non ho maschera è disponibile su tutte le piattaforme digitali tra cui Google Play, Amazon e iTunes

Venerdì, 27 Ottobre 2017 09:29

Jungle King inna Babylon

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Jungle King, l’artista originario della Costa d’Avorio e cresciuto in Italia, presenta il nuovo single autoprodotto Jungle King inna Babylon, accompagnato da un videoclip girato a Firenze.

Il cantante e compositore spiega con queste parole il suo punto di vista sul crescente razzismo nel mondo occidentale: “Dopo la mia lunga osservazione ed esperienza in Europa ho capito che è vero che esistono persone razziste, ma spesso non sono altro che ignoranti, un'arma pericolosa usata a piacimento da una destra politica ed estremista (Babylon system). Per esempio, quando alcuni politici dell'estrema destra fanno credere che i migranti portano la delinquenza, vengono a rubare il lavoro e a portare malattie, gli ignoranti ci credono e agiscono di conseguenza con odio verso gli stranieri”.

Per questo, con il suo nuovo singolo, Jungle King ha voluto dimostrare l’orgoglio che ha per la sua Africa e mandare due messaggi: agli africani di combattere per i loro diritti e agli occidentali di liberarsi dall'ignoranza, di informarsi sul passato e sulla storia per non commettere nuovamente gli stessi errori già commessi e di accettare il loro prossimo senza tenere conto del colore della pelle o del luogo di provenienza.

Jungle King inna Babylon, con la voce femminile di Nicole Flachi e la chitarra solista di Giacomo Ballerini, è stato registrato, mixato e masterizzato presso lo Studio Charleston di Firenze ed è disponibile su tutti i digital store mentre il videoclip, diretto da Paolo Santangelo, è visibile sul canale YouTube dell’artista.

 

La reggae band sarda Riptiders presenta Fall and Rise, singolo accompagnato da videoclip, che farà parte del loro primo EP di prossima uscita e che segna il primo passo della collaborazione tra la band e il produttore dei Train To Roots, Antonio PapaN’tó Leardi.

Il singolo parla della necessità di dover trovare dentro di noi la forza per rialzarsi e trasformare il senso di sconfitta e incertezza in senso di rivalsa, da intendere non come competizione verso gli altri, ma verso noi stessi. Il dualismo del titolo, rappresentato dalla contrapposizione tra la caduta e la risalita, permea tutto il brano, che si conclude con una suggestione: avere il coraggio di credere nel proprio futuro, rimanendo aggrappati alla vita e sfruttandola per realizzare i propri sogni.

Riguardo all’aspetto musicale, il produttore Antonio PapaN’tó Leardi dice: “Il risultato è un brano in pieno stile roots revival molto caldo arrangiato in maniera da mettere in risalto la voce dalla timbrica marcatamente soul del singer Marco. Un accattivante trama ritmica accompagna la calda melodia vocale in un viaggio tra il vecchio e il nuovo roots giamaicano”.

Fall and Rise è disponibile su i principali store digitali tra cui iTunes, Spotify, Amazon mp3, Google Play e Shazam.

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