RR 4 Social

RR 4 Social (12)

Prima di vedere il video c'è da comprendere cosa significa #CrimeFreeChristmas , in assoluto una delle campagne più coinvolgenti per fermare il crimine sull'isola. Ben Venga per fermare i furti ed omicidi durante le feste natalizie con la presenza massiva di turisti.

Partita un po in sordina poi pian piano con artisti di primo piano sta guadagnando tanto spazio mediatico grazie alla splendida iniziativa.

 Un vero è proprio movimento mediatico che coinvolge una dozzina di artisti giamaicani e musicisti che prestano le loro voci ad una campagna musicale taggata #CrimeFreeChristmas, per affrontare l'ondata di criminalità che interessano la Giamaica..

 

Non solo cantanti famosi ma produttori di bevande Wisynco - attraverso i loro marchi Tru-Juice, Boom, Bigga e Wata Telecommunications firm FLOW, the Jamaica Biscuit Company, e roofing manufacturers Tropical Metal Products Ltd. Other companies include TVJ, Jamaica Observer, Innovative Signs Ltd, Hose Specialists & Accessories Ltd, Northern Caribbean University, and From Thought to Finish Ltd.

 

Tutti sono i benvenuti a #CrimeFreeChristmas basta salire a bordo ed anche solo condividendo si può partecipare attivamente al progetto.

 

Per avere un isola senza crimine in questo periodo speciale di Natale ci provano il chitarrista e produttore Lamont "Monty" Savory, Tessanne Chin, Tarrus Riley, Duane Stephenson, Protoje, Chronixx, Christopher Martin e DMajor, Busy Signal, Agent Sasco (Assassin), Konshens e Tifa Saranno 12 in tutto


"Come musicisti e artisti, non possiamo combattere direttamente il crimine, ma possiamo usare la nostra influenza per aiutare i cuori e le menti al cambiamento. Il nostro messaggio è quello di incoraggiare e ispirare le persone a fare quello che possono, al fine di affrontare il problema del crimine nella società ", ha spiegato Savory.

 

La campagna avrà un nuovo artista ogni giorno (escluso la domenica) per un periodo di 12 giorni. Il pubblico è invitato a condividere on-line la campagna utilizzando l'hashtag approvato (#CrimeFreeChristmas), come Savory spera, la campagna sarà virale.

 

 

 

 

 

 

Siamo molto vicini a quest'iniziativa ma soprattutto a questa idea rivoluzionaria nata dalla comunione di due associazioni L'Arca e La Casetta.

Abbiamo visitato di persona e toccato con mano, il primo supermercato sociale che non ha secondi fini se non quello di aiutare i più bisognosi.

 Per ora 40 famiglie selezionate, venti del comuni di Bacoli e 20 del comune di Monte di Procida potranno fare la spesa gratuitamente. Ma vediamo come funziona.

 Ad ogni prodotto sono associati dei punti che si tramutano in ore lavoro, chi compra dovrà dunque ricambiare in volontariato.

Da un idea di Anna Gallo presidente dell'Associazione Onlus LA CASETTA che aiuta anche il Centro Miriam Makeba è nata questa idea super che ha dell'incredibile e che potrebbe grazie all'aiuto dei media aprire la strada a tanti altre iniziative similari.

 Un progetto pilota che La Casetta non esita a condividere a chi ne volesse proseguire il cammino.

A tutti gli operatori dell'Arca e della Casetta vanno i nostri complimenti sentiti.

 

 

 

More info

http://www.lacasettaonlus.it/

https://www.facebook.com/lacasettaonlus

 

La fondazione Unity For A Cause presenta Musical Fundraising to Help the Earthquake Victims in Italy.

In uscita il 27 agosto 2016, è un progetto nato  per aiutare le vittime del terremoto in Italia, per raccogliere fondi e dare una mano alle famiglie senza casa, alle famiglie delle vittime e al popolo di Amatrice e delle zone danneggiate dal sisma.

Trenta tracce dal dub al reggae, al roots alla dubsteppa nate dai produttori dub e reggae italiani per un nobile scopo. Tutti i proventi di questo album andranno direttamente alla Croce Rossa Italiana che li darà alle persone bisognose.

Ecco il link dove poter acquistare l'album https://unitedforacause.bandcamp.com/album/musical-fundraising-to-help-the-earthquake-victims-in-italy

Lunedì, 11 Aprile 2016 16:21

SOUTHOLOGY- NO ALLE TRIVELLE - VIDEO

Scritto da

La Calabria è tra le meravigliose coste italiane che rischiano di più a causa delle trivellazioni per le estrazioni di ridicole quantità di petrolio e gas naturali. Ma non è l'unica costa a rischio.

Riceve in cambio piccoli compensi detti royalities che anche se vengono destinate alle comunità locali, se non prima dissipate da politici compiacenti, non valgono assolutamente il rischio che può comportare, se malauguratamente dovesse accadere un benchè minimo incidente.

L' azzardo è altissimo che potrebbe causare un inquinamento dei mari e delle coste distruggendo fauna, mare e turismo per decenni se non di più.

Facile relativamente da realizzare, la difficoltà più grande e rischiosa e nella chiusura stessa dei pozzi aperti e sfruttati dalle grandi compagnie petrochimiche che per di più non sono italiane.

Questi video riassume tutto il dissenso della popolazione locale ma anche di tutti coloro che invece gridano alla realizzazioni di energie rinnovabili a rischio zero .

 

Complimenti a Yared aka Southology  autore e cantante nel video.

 

Testi e Mcing: Yared aka Southology (F. Bellizzi)
Video: Antonio Grande aka Tonypolo
Musica: Libberà
Mix e Mastering: Dj Kerò

Lyrics:

Crescere in Calabria significa che da quando sei nato
ti chiedi cosa in effetto sia questo famigerato concetto
che taluni altrove chiamano Stato
e
ho esagerato ?

beh

non ci sei stato, purtroppo ho senso civico e ci

avrei sperato ma è non-senso onirico mò

ho rinunciato, se in rari casi si presenta c’è

da preoccuparsi e in certi casi si rasenta da imbracciare le armi

in una regione che fate di tutto per rovinare, adesso

toccami tutto ma

non il mio mare e potrei fare di tutto però

non ignorare, ci vogliono pignorare

il diritto a campare che pure un altro motivo per poi

farci emigrare continuare a creare un’economia artificiale chi l’ha

detto che è meglio la tua andatura

noi siamo una terra votata all’agricoltura

3 millenni almeno di incroci nella cultura

siedi in parlamento?

apriti un libro e studia

la tua economia che stermina non ci determina tornate negli inferni da cui siete venuti e lasciate questi lidi

quale trivella se hai ancora qualche rotella fatti un bel bagno a Roseto e sorridi

scrivi la legge per gli interessi dei politichesi, auguri con il dito medio da ‘sti Calabresi

As they keep violent

I don’t keep silent

Still keep shinin’ like a diamond

Word Sound Lion

Now the stars are aligned

Time to step Higher on a New State of Mind

Focus on the I AM

Purify lies with the Nyahbinghi Fire

Fight them giants, cold blood liars and the new day Goliath

Feel it when I’m ridin’

This is not a song it’s a Lyrical Riot

InI rise to revive alle yes that had been hypnotized

Loose Babylon ties of every guise

Truth disqualifies them tricks and devices

Chains around your mind and the missionary spies

cuz the Father hear the cry, says

no more sacrifice disguised as a fakin’ paradise

now go Stand up for your rights

Keep it Black and Bright

Harvest Day Now, we go standing in Abundance

La terra donata da Rastafari in persona e metà spirituale di tutti i Rasta del mondo è sempre al centro della nostra attenzione. Come promesso dall'Etiopia ci giungono aggiornamenti importanti sulle iniziative e le evoluzioni del progetto a cui anche noi di Reggae Revolution siamo legati dalla nascita. Direttamente dall'Etiopia, Ras Tewelde ci aggiorna sulle novità che stanno accadendo a Shasha:

Firmato un accordo di collaborazione tra YOW con una Associazionione Mesfin Marshall Ngo locale,cosi che per il secondo anno consecutivo continuano corsi gratuiti di strumenti e non solo.

Oltre allo spostamento nella nuove location, un piccolo studio, arriverà anche il corso di Inglese che è fondamentale per un approccio musicale internazionale per i giovani di Shashamane e d'intorni..

Ras Kawintesab, rimpatriato più di dieci anni fa in Etiopia, musicista rasta ha già iniziato il corso di chitarra che svolge abitualmente ad Addis Ababa, presso il Tamira Center.

Quest'anno insegnerà anche il Basso oltre alla chitarra. Dalle utimissime news oltre 20 iscrizioni di ragazzi , oltre ogni rosea previsione costringono a tanti sforzi tripli ed a doppie classi

Presto partiranno anche gli altri con tutte le difficoltà nel reperire gli strumenti.

Inviamo così un appello a donare una chitarra o basso ai contatti dell'Ass. YOW

 

Presto nuovi aggiornamenti e foto dall'Etiopia a testimonianza del successo che sta ottenendo quest'iniziativa

 

 http://youthsoftheworld.com/it/

 

 

Si parla spesso di diss o di scontri tra artisti, meno invece di notizie che li riguardano quando fanno azioni positive e benefiche.

Ma i questo caso, di grande impatto, non si può ignorare un progetto importante che va oltre l'auto-sostenibilità.Qui si parla di dare luce e corrente elettrica a parte del' Africa attraverso pannelli solari ed una scuola dedicata che insegni poi a gestirli.

E' questo il progetto di Akon.

L'iniziativa del cantante senegalese è chiamata “Akon Lighting Africa”, ha lo scopo di fornire elettricità a 600 milioni di persone in Africa con La creazione di una scuola per insegnare ha progettarle ed installare reti elettriche. La scuola è stata chiamata Accademia Solare.

Aiuterà anche gli ingegneri africani e gli imprenditori sviluppare le competenze che consentano loro di produrre energia solare. Gli esperti saranno a disposizione per aiutare i partecipanti con formazione ed attrezzature.

Secondo Akon l'obiettivo dell'Accademia è quello di insegnare alla gente come mantenere reti elettriche ad energia solare In un continente che ha 320 giorni di sole all'anno, tramutare la luce del solare in energia è fondamentale.

"Abbiamo il sole e tecnologie innovative per portare l'elettricità nelle case e nelle comunità. Abbiamo bisogno di consolidare le competenze qui in Africa ", ha detto Samba Baithily, che ha fondato “Akon Lighting Afric”a con Akon e Thione Niang.

"Ci aspettiamo che gli africani che si diplomano in questo centro si confronteranno con nuove ed innovative tecniche", ha detto Niang. "Con questa accademia, possiamo capitalizzare Akon Lighting Africa e andare oltre."

L'organizzazione spera anche di creare anche posti di lavoro con la sua iniziativa oltre al beneficio economico, se l'Africa divenisse produttrice di corrente, potrebbero cambiare le sorti di un intero continente.

Sito Ufficiale

http://akonlightingafrica.com/

 

 

Si chiama semplicemente Children, il nuovo singolo di Jimmy Cliff. Non lontano dal suo ultimo capolavoro, è alquanto inusuale, se non fosse per un motivo importante.

Quello di aiutare i bambini, in particolare l'Autismo. Una sua canzone e la sua immagine per un motivo solidale.

Il video parte mostrando i dati di abusi sui minori, sono drammatici, nel solo anno 2013 nella sola Giamaica, 10.000 casi di abusi sui minori. E' volutamente girato con alcuni frame, lo sfondo del monumento più significativo.

Si trova a Kingston il The Secret Gardens Monument, set di Jimmy Cliff .

Il risultato è di uno splendido lavoro corale realizzato con un gruppo di professionisti., anche grazie a Niney The Observer che non ha bisogno di presentazioni.

è possibile vedere questo ed ascoltare il contenuto toccante.



Jimmy Cliff - Children







Link Consigliati -

Jimmy Cliff: My family values

http://www.theguardian.com/lifeandstyle/2012/jul/21/jimmy-cliff-family-values

Dopo un anno di lavori ,finalmente è pronto il laboratorio di artigianato nel carcere maschile di Tower ST a Kingston.

I fondi li abbiamo avuti grazie al supporto dell’Unione Europea e tutto il lavoro di costruzione, le griglie, le finestre, le porte e le rifiniture sono state fatte dai prigionieri che cosi hanno preso un piccolo stipendio.
Come vedete dalle foto, Stand up for Jamaica ha ufficialmente inaugurato il laboratorio con la presenza dell’Ambasciatrice della UE, Paola Amadei, con il Commissioner dei Servizi Correzionali e con la presenza di delegazioni del Ministero di Giustizia, del Ministero di Sicurezza, dello USAID, e con la stampa.

Siamo orgogliosi di questo progetto che potra insegnare a tanti, dando cosi l’opportunità di sviluppare una attività che potrebbe dare fondi ai prigionieri ed a noi .
Abbiamo deciso di fare una presentazione molto formale e con inviti perché vogliamo che si sappia quanto abbiamo lavorato e che benefici ne possono risultare.

E ,per chi uscirà di prigione, sarà una opportunità per trovare un lavoro specializzato.
A questo punto dobbiamo costruire tavoli da lavoro, scaffali, panche e comprare macchinari e materiali.

Se qualcuno ha voglia di darci una mano è molto benvenuto

L’idea è di produrre T-Shirts, sandali e borse, prodotti in legno. L’etichetta si chiama Made in Jail e speriamo che possa avere successo

 

 


Maria Carla Gullotta from Jamaica

 

Di seguito la lettera di Michael G. Williams

Dopo essere stato dichiarato colpevole e incarcerato per detenzione di armi nel 2006, e condannato alla pena di 15 anni di reclusione, la situazione era piuttosto demoralizzante.

Neanche un anno dopo la mia sentenza, sono stato introdotto a un progetto pilota, ideato da un privato, da intraprendere presso il centro correzionale per adulti di Tower Street. Questo programma era stato creato per far entrare i detenuti in un contesto dal suono educativo, per farli partecipare a un progetto basato sull’acquisizione di conoscenze che potessero cambiare la vita, con l’intento di tramandare queste conoscenze alla popolazione in generale, su base tempestiva e continua.

Il progetto prevedeva un laboratorio di computer, uno studio di registrazione, un laboratorio di mixaggio, e una stazione radio. Era stato accolto con grandissimo entusiasmo. Tuttavia, dopo il primo anno, le cose iniziarono a precipitare, principalmente a causa della mancanza di risorse che provocava poi una mancanza di interesse; poi ci furono invece delle ottime notizie. Ricevemmo una visita da una signora italiana, Carla, che venne poi all’istituzione per altri motivi ufficiali riguardanti i diritti umani. Era molto incuriosita da quello che stavamo provando a realizzare. Apparentemente catturata dall’iniziativa, chiese che cosa poteva fare per darci una mano. Essendo io il vice presidente tecnico al tempo, parlò con me in quell’occasione. Le spiegai la nostra struttura organizzativa e la bombardai con idee e liste dei desideri.

Sorprendentemente, lei tornò dopo tre settimane, stavolta con dei collaboratori e dei regali tra cui sussidi didattici, cancelleria e attrezzature per ogni tipo di cosa, addirittura effetti personali. Ciò che ottenemmo da Stand Up For Jamaica era molto più di quello che avessimo potuto immaginare. Iniziai a imparare cose nuove e a migliorare le conoscenze che avevo già. La ricchezza di conoscenze che acquisii era straordinaria. Ero così entusiasta di imparare tutte le cose che ci erano offerte. Dopo il primo anno di collaborazione con Stand Up For Jamaica, iniziai a impartire la conoscenza che avevo imparato nelle teletrasmissioni, le abilità che avevo imparato come tecnico radio, e le conoscenze di computer che avevo migliorato.

Eravamo una delle storie di successo tra le istituzioni, e meritatamente. Non ci erano stati dati speciali aiuti per lavorare da soli, con solamente un ufficio che doveva controllare 30-50 detenuti alla volta. Chiunque, adesso, voleva interagire col nostro gruppo. Incontrammo diplomatici, professori, politici, personaggi pubblici e studenti universitari. A causa dell’enorme successo al centro correzionale per adulti di Tower Street, fu chiesto a Stand Up for Jamaica di istituire simili programmi riabilitativi negli altri principali centri correzionali.

Alla base della raccomandazione da parte di Stand Up for Jamaica nei confronti di detenuti che avevano partecipato a questi programmi riabilitativi, la libertà anticipata fu garantita ad alcuni, tra cui io. Non finì lì: anche per far fronte al grande problema dell’occupazione tra gli ex-detenuti, Stand Up For Jamaica forniva aiuto in qualunque modo fosse possibile. Sono stato invitato a incontri, seminari, lezioni, dibattiti e conferenze. Sono adesso felice di dire che io e altre due persone siamo i destinatari di una borsa di studio al Mico University College, che inizierà a settembre 2015, che è stata con successo negoziata dalla signora Gullotta e la sua squadra.

Sono grato per il vostro supporto e la fiducia che avete tutti riposto in me.

Michael G. Williams

Lunedì, 30 Giugno 2014 00:00

LA GUERRA DOPO LA FINE DI UNA GUERRA

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In particolar modo, Reggae Revolution vuole raccontare uno dei risvolti e le conseguenze che le tattiche belliche lasciano in eredità alle terre, ma soprattutto ai popoli che vivono un conflitto.
“SE L’UOMO NON BUTTA FUORI LA GUERRA DALLA STORIA, SARA’ LA GUERRA A BUTTARE FUORI L’UOMO DALLA STORIA.”

Con queste poche ma esaurienti parole, Gino Strada, che tutto il mondo conosce e apprezza per il suo impegno in prima linea con Emergency, esprime la sua testimonianza su cosa accade nelle zone di guerra, flagellate da bombardamenti e armi varie, che solo una raccapricciante mancanza di rispetto per la vita è in grado di progettare.

Dal 1994 Emergency ha intrapreso la campagna che ha portato l’Italia, che detiene un triste primato per essere stato tra i principali produttori e distributori di mine terrestri, a bandire le mine antiuomo, aderendo nel 1997 alla CONVEZIONE DI OTTAWA, assieme ad altri 122 stati, che impegna i paesi a vietare l’impiego, lo stoccaggio, la produzione e il trasferimento delle mine antiuomo, nonché la loro distruzione.

GIOCATTOLI MORTALI
La Campagna Internazionale per la Messa al Bando delle Mine (ICBL) ha messo in luce i dati sulle vittime. Oltre l 80% delle 15/20.000 sono civili di cui almeno 1 ogni 5 sono bambini. I paesi più infestati sono l’Iraq, la Cambogia, l’Afghanistan, la Colombia e l’Angola. Fino ad 800.000 tonnellate di ordigni inesplosi e 3,5 milioni di mine sono ancora presenti in Vietnam.

Dal 1975 sono morte o rimaste ferite più di 100.000 persone.
I più esposti al rischio di essere uccisi o rimanere gravemente feriti sono i bambini, poiché queste armi di piccole dimensioni, colorate e con strane forme, vengono scambiate per giocattoli. A volte vengono mandati alla ricerca di ferraglia da rivendere a peso.
La curiosità e l’innocenza infantile risultano fatali ai bambini che ignari del pericolo, risultano le vittime più numerose, essendo fisicamente più piccoli degli adulti.

L’85% dei bambini non raggiungono vivi gli ospedali, in molti casi gli incidenti avvengono distanti da casa e da centri di primo soccorso.
I sopravissuti riportano gravi mutilazioni agli arti , agli organi genitali. Vista ed udito rimangono gravemente compromessi.

Spesso il costo del trattamento medico risulta proibitivo per le famiglie povere. Durante la crescita inoltre sono necessari continui adattamenti delle protesi.
Senza le dovute cure la maggior parte delle piccole vittime deve abbandonare la scuola, perdendo la possibilità di ricevere l’istruzione, pregiudicando loro la possibilità, una volta adulti di trovare un lavoro.

Spesso sono vittime indirette, quando restano orfani o i genitiri vengono mutilati , viene meno loro la possibilità di ricevere una alimentazione adeguata, non vengono vaccinati e sono esposti al rischio di sfruttamento o abusi, vengono tolti da scuola e obbligati a lavorare per provvedere al sostentamento della famiglia. (Fonte UNICEF).
I contadini che tornano a lavorare le loro terre a guerra finita sono tra i più esposti al rischio di esplosione.

La direttrice esecutiva dell’UNICEF, Carol Bellamy, non usa mezzi termini nel commentare: “ Le mine antiuomo, usate in guerra contro i soldati, stanno devastando le vite dei bambini in tempo di pace.”

OBBIETTIVO SMINAMENTO
Per azzerare il numero delle vittime è necessario un intenso impegno politico ma soprattutto economico. Produrre una mina costa dai 2 ai 3 euro, contro i 1.000 necessari per distruggerla, un lungo e difficile lavoro per il quale sono necessari fondi e personale specializzato. Sono indispensabili macchinari con il supporto di cani da fiuto o ratti sminatori in quanto non sempre i metal detector ne rilevano la presenza, e le operazioni possono essere svolte solo in condizioni ambientali favorevoli. Con la speranza che anche gli Stati Uniti, unico Paese della Nato ancora non aderente al trattato di Ottawa, e gli altri 32 paesi non firmatari rivedano la loro posizione .

REGGAE AGAINST LANDMINES
SI TINGE DI RED GOLD & GREEN L’IMPEGNO PER SOVVENZIONARE LE OPERAZIONI DI SMINAMENTO



Ha sede a Toronto, in Canada, l’etichetta discografica OHM GROWN RECORDS che si unisce all’iniziativa della MGM (Menschen gegen Minen) operativa prevalentemente in Angola.
Per ora sono 6 le compilation, alle quali hanno partecipato con la loro musica numerosi e affermati artisti reggae della scena Jamaicana, che hanno donato la loro voce a chi voce non ha. Sono decine le vittime ogni giorno in tutto il mondo, che restano fuori dalle cronache dei media.

Le compilation sono disponibili solo on line, il produttore Ras Allover ha preferito ridurre i costi di pubblicazione del cd fisico a favore delle donazioni, ed è possibile scaricarlo in tutto il mondo. L’intero ricavato viene devoluto per finanziare le operazioni di bonifica.
I musicisti che vogliono donare una loro canzone possono contattare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. con riferimento Reggae Against Landmine.

Per acquistare i brani invece è sufficiente scaricare le 6 compilation da iTunes, oltre ad ascoltare dell’ottimo reggae, si contribuisce a questa importante campagna. Il reggae in prima linea per diffondere il messaggio universale di pace.
NO ALLA GUERRA.

Sista Raffa Reggae Revolution Crew

Per saperne di più:

Architecture and Vision è uno studio italiano di architetti costituito da un team internazionale e multidisciplinare dedicato allo sviluppo di soluzioni rinnovabili e dell'energia sostenibile per l'ambiente.

Grazie alla collaborazione tra Arturo Vittori e Andreas Vogler dello studio Architecture and Vision,il Centro italiano di Cultura di Adis Abeba e la EiABC(Ethiopian Institute of Architecture ,Building Construction end City Developtment),è venuto alla luce il progetto "Warka Water", una torre di raccolta dell'acqua realizzata con materiali naturali.

Nei territori montani dell'Etiopia ,le donne e i bimbi sono costretti a percorrere chilometri a piedi ogni giorno per procurarsi l'acqua da fonti che spesso sono ad alto rischio di contaminazione e non sicure.

Questo,oltre a rappresentare un inumano sforzo fisico,impedisce alle donne e ai bambini di andare a scuola ed istruirsi.

La torre dell'acqua , alta circa 10 metri, ha una struttura reticolare realizzata con il bamboo ,all'interno della quale è appoggiata una rete in polietilene tessile in grado di raccogliere l'acqua potabile dell'aria trammite condensazione.

La struttura pesa all'incirca 60 kg ed è composta da 5 moduli che possono essere assemblati senza l'ausilio di attrezzi elettrici o ponteggi vista la leggerezza e versatilità del materiale.

"warka Water" può raccogliere dai 50 ai 100 lt di acqua potabile al giorno a seconda delle condizioni climatiche.

Le fonti d'ispirazione che hanno dato forma a questo progetto,presentato per la prima volta alla Biennale di architettura nel 2012, sono diverse e rispecchiano un'attenzione particolare alla cultura e alle specificità del territorio Etiope.

Il nome Warka,deriva dalla lingua etiope ed identifica un grande albero di fico(l'albero di Warka),che nella tradizione è simbolo di fecondità e generosità.

Non solo,quest'albero rappresenta per la tradizione pastorale etiope un elemento fondamentale della cultura in quanto luogo d'istruzione e di ritrovo per la comunità .

E intorno all'albero di Warka, il quale sta scomparando a causa del progressivo disboscamento che si svolge la vita del villaggio.
Il sistema invece,si rifà alle abitudini di adattamento climatico del piccolo coleottero Namib (coleottero delle nebbie),il quale raccoglie l'acqua del deserto facendo condensare l'umidità sul suo addome,dove si trasforma in piccole gocce,che ,scivolando sul dorso idrorepellente , raggiungono la bocca.

Per quanto riguarda l'aspetto estetico,l'ispirazione viene dall'artigianato etiope con forme allungate e materiali naturali.
Al momento sono stati installati 2 prototipi: il Warka 01 installato ad Addis Abeba e costruito in collaborazione con l'università di Addis Abeba; e il Warka 02,a venezia costruito nel corso di un workshop insieme ad alcuni studenti e in collaborazione con l'università IUAV di Venezia.

Questi due prototipi sono un buon punto d'inizio per modificare e migliorare il progetto al fine di renderlo efficente e produttivo con la speranza di riuscire a diffondere "WARKA WATER" nei territori rurali dell'Etiopia per il 2015.

Questo progetto rappresenta una fonte d'ispirazione a scatenare la creatività invece di aspettare aiuti esterni o negoziati internazionali che fanno perdere tempo e speranze.

Ancora una volta la natura ci aiuta a risolvere i problemi che noi stessi creiamo,e arrivato il momento di mettere le nostre conoscenze e la tecnologia al servio di tutti.
Migliorare questo mondo è possibile,goccia a goccia.

Articolo di Giulia Rondoni.
Uscito sul N°54 di Dolcevita