Si chiama Rema il nuovo video singolo di Marcello Coleman. Uscito il 12 Novembre sulla rete e nella serata è stato presentato durante l'anniversario di Miriam Makeba al centro a lei dedicato in Castel Volturno.

Quale luogo migliore nel luogo dei migranti presentare una canzone che parla di Schiavitù. Come dice lo stesso Marcello “Al di là della porta finivano i sogni di unità di un popolo intero ... ...contro ogni forma di schiavitù...REMA che anticipa l'uscita dell'album ... PÓMMCH ' ...


REMA fissa il momento esatto in cui comincia la deportazione degli schiavi verso l'occidente e di come le cose ancora oggi non siano cambiate

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Marcello coleman : Voice, synth bass and programming
Massimo Gargiulo : Keyboards
Nathan Coleman : Electric guitar
Mix & Mastering By Francesco Giuliano at RedBox

℗&© Mr.Few


Testo:

… He had a dream … To the black mines , to the black mines of coal

Rema … rema rema … canta e rema … rema

Chànn' pijiàt' e shpàll' e p' dispiètt' chànn' attaccàt' pièr' e man'
ann' tiràt' e' femmn' a' rìnt' o' liètt' s'ann' t'nùt' pè shfizj' llòr … Zìtt' e

Rema … rema rema … canta e rema … rema Rowin' … rowin' rowin' … singin' rowin'

e quand' ch' vaje sòtt' p' parlà t' marchien' co o' ffuòc'
c'a' mòrt' dìnt' all'uocchij p' mmàr' k dulòr' … Zìtt' e

Rema … rema rema … canta e rema … rema Rowin' … rowin' rowin' … singin' rowin'

Chi vèn' a' sòtt' o' cuttòn' , Chi vèn' a' sòtt' o' caucciù
chi vèn' a' int' ò turrèn' nu ciàt' e nu pàrl'
chi còrr' ke catèn' còmm' fòss' èver' senza rarech' nu fà rummòr' p'a' scesa
'ngànn' un' p'ròn' na corda tesa , fuòc' int' a' nuttàt' t' scèt'
e t' scetn' e' llùcc ra gènt' e o' pàzz' k cànt', cà p' nuje rimàn' o' sòl nu schiararrà

They took our smile away ,they took our skins away
they took away the promise of a unity and put us inna dark

Ho lord , don't send us waves cos' the land is far and this boats our graves

A' tànn' a mo nun è cagnàt' niènt' , stessi ròtt' , stessi puòrt' , nun s' suppòrt'
nunv' n' 'mpòrt' , sèmp' è buòn' a' schiavitù

Rema … rema rema … canta e rema Rowin' … rowin' rowin' … singin' rowin'

To the black mines , to the black mines of coal

 

 More info su http://www.marcellocoleman.com/

 

Pubblicato in Diritti Umani

Marcello Coleman risiede e vive tra Napoli e Bruxelle ed è particolarmente sensibile a temi d'integrazione ed immigrazione. Nel quartiere in cui vive, quello congolese in tanti hanno affrontato il viaggio della vita.

Coleman coglie lo stato d'animo della attraversata in mare, chi lo affronta per realizzare un sogno, chi scappa da una morte certa.

Il Reggae è la musica portatrice di valori e diritti umani. L' immigrazione per noi Italiani è un tema che dobbiamo affrontare con il focus dell'accoglienza..

 

Tratto dall'ultimo album VoodooVibe

 

MARCELLO COLEMAN - WOTENDANIYA

 

 

 

attraversata

Pubblicato in Diritti Umani
Lunedì, 15 Giugno 2015 18:32

MARCELLO COLEMAN - M' VÈK'

Quarto estratto dall' album VOODOOVIBE di Marcello Coleman.

Sotto riportiamo l'articolo di Lancio dell'intero Album


 

DOPO 10 ANNI NUOVO ALBUM DI MARCELLO COLEMAN

Se è vero che è quasi una decade da un suo cd ufficiale, Coleman non è stato mai domo in questo tempo lavorando in quello che può essere definito un esperienza lunga 10 anni raccontata in musica e cultura in un album.
In assoluta controtendenza a stampare per mantenere sempre alta l'attenzione su di se, Marcello in tutto questo tempo ha lavorato alla qualità dei suoi testi ricercando una profondità espressiva come si percepisce in questo singolo che annuncia un capolavoro completo.

Ogni singolo brano è alla ricerca della vibrazione profonda che conduce al superamento dell’omologazione che genera schiavitù mentali e fisiche ancora ai nostri giorni. Una musica, che faccia ballare ma anche pensare.

“Mi sono finalmente dedicato a me stesso. Dopo anni in cui ho lavorato per altri, era arrivato il momento di pensare a me. Voodoo Vibe riassume le mie impressioni, le mie sensazioni sui nostri giorni. Si può definire un lavoro intimo ed emotivo”. ha affermato Marcello Coleman.

Dopo la lunga esperienza come vocalist degli Almamegretta, Coleman torna in
studio per incidere un disco tutto suo. “Voodoo Vibe”, che esprime la vibrazione profonda e primitiva che muove tutto in un unico battito del cuore e che conduce al superamento dell’omologazione che genera schiavitù descritta in “Acqua santa”.
Il singolo e di rara bellezza e di profondo significato spirituale e di rispetto verso qualsiasi religione.

Il musicista di padre americano e madre napoletana fonde nel nuovo cd reggae funk, jazz, per affrontare temi quali l’integrazione, il disagio sociale, la tolleranza l’amore.
Per declinare temi forti in una musicalità leggera, che faccia ballare ma anche pensare.

Un lavoro, questo, all’insegna della contaminazione musicale e umana vissuta, toccata
con mano da Coleman nei suoi continui viaggi a Bruxelles, dove alloggia nel quartiere
congolese, pieno di musicisti ed artisti che lo hanno influenzato profondamente con le loro
storie e riflessioni e dove il nero, il diverso, è considerato parte del tutto.

A’ voce e’ll’ammore”, il pezzo in cui più forte è l'influenza posse, vuole essere un
incoraggiamento, un messaggio di speranza per resistere alla voglia di migrare di “Wote
ndani ya”, di lasciare la propria terra d’origine, ‘terra mamma e madonna, per approdare in
una “Terra morta” che – parafrasando Pino Daniele – ‘forse ‘na vota era ‘e mille culure, ma
oggi ‘o fuculare è o ‘scuro’.

La lotta ad ogni forma di discriminazione è uno dei fili conduttori dell’album, forse più
evidente in “M’ vec’”, che narra di storie di ordinario razzismo, ed in “Dio è addovà”, la
ballad Blues che invita a migliorarsi continuamente, senza nascondersi dietro un’ideologia:
Nessun colore, Nessuna religione.

Puro reggae, solo ritmi in levare in “Come Closa” e nella splendida “Jah Do”.
Ecco in anteprima la presentzione del singolo “Voodoo Vibe”

 

Pubblicato in Promo Video

Se è vero che è quasi una decade da un suo cd ufficiale, Coleman non è stato mai domo in questo tempo lavorando in quello che può essere definito un esperienza lunga 10 anni raccontata in musica e cultura in un album.
In assoluta controtendenza a stampare per mantenere sempre alta l'attenzione su di se, Marcello in tutto questo tempo ha lavorato alla qualità dei suoi testi ricercando una profondità espressiva come si percepisce in questo singolo che annuncia un capolavoro completo.

Ogni singolo brano è alla ricerca della vibrazione profonda che conduce al superamento dell’omologazione che genera schiavitù mentali e fisiche ancora ai nostri giorni. Una musica, che faccia ballare ma anche pensare.

“Mi sono finalmente dedicato a me stesso. Dopo anni in cui ho lavorato per altri, era arrivato il momento di pensare a me. Voodoo Vibe riassume le mie impressioni, le mie sensazioni sui nostri giorni. Si può definire un lavoro intimo ed emotivo”. ha affermato Marcello Coleman.

Dopo la lunga esperienza come vocalist degli Almamegretta, Coleman torna in
studio per incidere un disco tutto suo. “Voodoo Vibe”, che esprime la vibrazione profonda e primitiva che muove tutto in un unico battito del cuore e che conduce al superamento dell’omologazione che genera schiavitù descritta in “Acqua santa”.
Il singolo e di rara bellezza e di profondo significato spirituale e di rispetto verso qualsiasi religione.

Il musicista di padre americano e madre napoletana fonde nel nuovo cd reggae funk, jazz, per affrontare temi quali l’integrazione, il disagio sociale, la tolleranza l’amore.
Per declinare temi forti in una musicalità leggera, che faccia ballare ma anche pensare.

Un lavoro, questo, all’insegna della contaminazione musicale e umana vissuta, toccata con mano da Coleman nei suoi continui viaggi a Bruxelles, dove alloggia nel quartiere
congolese, pieno di musicisti ed artisti che lo hanno influenzato profondamente con le loro storie e riflessioni e dove il nero, il diverso, è considerato parte del tutto.

A’ voce e’ll’ammore”, il pezzo in cui più forte è l'influenza posse, vuole essere un incoraggiamento, un messaggio di speranza per resistere alla voglia di migrare di “Wote
ndani ya”, di lasciare la propria terra d’origine, ‘terra mamma e madonna, per approdare in una “Terra morta” che – parafrasando Pino Daniele – ‘forse ‘na vota era ‘e mille culure, ma
oggi ‘o fuculare è o ‘scuro’.

La lotta ad ogni forma di discriminazione è uno dei fili conduttori dell’album, forse più evidente in “M’ vec’”, che narra di storie di ordinario razzismo, ed in “Dio è addovà”, la
ballad Blues che invita a migliorarsi continuamente, senza nascondersi dietro un’ideologia:
Nessun colore, Nessuna religione.

Puro reggae, solo ritmi in levare in “Come Closa” e nella splendida “Jah Do”.
Ecco in anteprima la presentzione del singolo “Voodoo Vibe”


 

Pubblicato in Dischi e Riddim