Mercoledì, 04 Dicembre 2019 17:49

IYAHBINGI RADIO, INIZIATA LA QUINTA STAGIONE

Blessed Love Reggae Revolution Family !!

É iniziata la quinta stagione di IYAHBINGI il programma radio di cultura e Livity Rastafari sulle frequenze web di reggaeradio.it

In onda ogni domenica sera alle ore 21 con la possibilità di riascoltare la puntata da subito grazie al comodissimo podcast che vi permette di fare click e di accedere alla vibrazione Rastafari quando e dove volete.

IYAHBINGI è lo spazio dove storia, riflessioni, interpretazioni, aneddoti, curiosità e vibrazioni positive si fondono con la ritmica antica del Rastaman.

Rastafari è un modo di vivere alternativo rispetto al sistema di Babylon e sempre più persone sono attratte o incuriosite da questo messaggio rivoluzionario.

Ecco perché nasce IYAHBINGI l’unico programma web-radio 100% Rastafari in italiano dedicato alla ritmica Nyah Binghi e alla spiritualità Rastafari.

Per celebrare questo quinto anno di attività abbiamo pensato di dedicare questa stagione 2019-20 al “come applicare la spiritualità Rastafari alle nostre vite quotidiane per vivere meglio e trasformare la confusione in chiarezza”.

Quindi un’applicazione molto pratica della saggezza Rasta nelle nostre giornate al fine di guadagnare più benessere, libertà e pace mentale. Tradizione spirituale applicata alla quotidianità, ecco la Livity Rastafari.

IYAHBINGI non è un programma soltanto per i Rasta ma per tutti coloro alla ricerca di uno spazio di freschezza, positività e rigenerazione.

Reasoning e selezione musicale a cura di Ras Julio.

ONE LOVE!!

 

 

In onda ogni domenica sera alle 21 e podcast disponibile subito su www.reggaeradio.it

Riascolta tutte le puntate qui https://www.mixcloud.com/IYAHBINGI-NEW/

Per saperne di più riguardo al Movimento Rastafari: http://rasjulio.blogspot.com/

Pubblicato in Rasta

 

E’ appena terminata la stagione del programma IYAHBINGI ma l’avventura non finisce certo qui!

Ci diamo infatti appuntamento dal 25 al 28 Luglio all’interno del Roots & Culture  festival presso Lignano (Ud) dove sarà presente la IYAHBINGI YARD: un’area culturale dedicata alla spiritualità e alla musica Rastafari all’interno del festival.

 

La “yard” prende il nome da Iyahbingi Radio l’unico programma web-radio Rastafari in Italia ed in italiano.

In onda da ormai quattro stagioni ogni domenica sera sulle frequenze di www.reggaeradio.it, questo appuntamento è uno spazio in cui viene proposta soltanto musica Nyah Binghi (musica sacra Rasta) e ogni puntata prevede una tematica differente inerente alla cultura, storia e

spiritualità Rastafari.

Questi argomenti vengono selezionati con cura, supportati da ricerche storiche e spiegati in maniera semplice e soprattutto inclusiva.

Iyahbingi è infatti un programma rivolto ad un pubblico Rasta e non Rasta, non è un “catechismo” ma un veicolo per trasmettere positività, amore e consapevolezza che sono alla base del modo di vivere Rastafari.

La Iyahbingi Yard all’interno del festival sarà una zona ispirata al programma radio dove il pubblico potrà prendere parte ogni giorno a seminari pomeridiani e musica Nyah Binghi dal vivo.

Ras Julio in compagnia di una squadra di fratelli Rasta italiani ed europei condurranno le attività e saranno a disposizione per incontrare il pubblico e rispondere ad eventuali domande.

Oltre a seminari e musica, l’area offrirà una biblioteca di testi Rasta liberamente consultabili.

Inoltre ci saranno pubblicazioni, materiale informativo e merchandising a sostegno di progetti umanitari rivolti agli Anziani Rastafari in Jamaica.

 

Per info: www.rootsreggaefestival.it

 

Di seguito il Programma attività

 

Giovedì 25/7

-ore 19:00:  Apertura al pubblico della IYAHBINGI YARD con musica Nyah Binghi dal vivo, saluti e presentazione generale delle attività. 

 

Venerdì 26/7

-ore 17:30: Nyah Binghi Chant

-ore 18:30 Seminario:

“Chant down Babylon, vita Rastafari dalle colline della Jamaica ai quattro angoli della terra”

Un percorso tra i principi della spiritualità Rastafari partendo dai primissimi giorni del Movimento nei lontani anni Trenta della Jamaica coloniale. Perché l’Etiopia? Perché Haile Selassie?

Passando per le comunità Rastafari che vivevano sulle verdi colline in totale contatto con la natura, arriveremo all’internazionalizzazione del Movimento che ci permette di vedere oggi Rasta in ogni parte del mondo. Un’occasione per il pubblico di entrare a contatto con i cardini della fede Rasta ma anche con esperienze, racconti e soprattutto spiegazioni.

 

Sabato 27/7

-ore 17:30 Nyah Binghi Chant

-ore 18:30 Seminario:

“Cuore Rasta, una strada verso libertà e consapevolezza”

Il Movimento Rastafari è conosciuto per il suo messaggio di amore e rispetto. In questo seminario vedremo come l’amore non sia solo un ideale ma una vera e propria pratica di vita in grado di liberarci da paure, ansie, catene mentali e aiutarci quindi a vivere in maniera più serena e felice.

Consigli pratici e tecniche di comportamento della vita Rastafari per utilizzare il cuore come strumento per essere più liberi.

 Domenica 28/7

ore 17:30 Nyah Binghi Chant

ore 18:30 Seminario:

“Rastaman chant: storia e struttura del Nyah Binghi, la musica sacra Rastafari”

Alla base della musica reggae c’è il Nyah Binghi, il ritmo sacro Rastafari. Tamburi e canti di liberazione che hanno ispirato i “sufferers” dei ghetti della Jamaica tra cui anche le grandi star della Reggae music.

Conosceremo da vicino quale sia il significato e come venga suonato questo antico ritmo che accompagna il Movimento Rastafari e le sue cerimonie. Tra storia, spiritualità, ritmica e tradizione fino all’influenza che ha avuto il Nyah Binghi sulla nascita della Reggae Music.

 

Intanto, per tenere accesa la vibe, vi proponiamo l’ultima puntata di IYAHBINGI ricordandovi che sul canale www.mixcloud.com/IYAHBINGI-NEW  potete riascoltare tutte le puntate quando volete!

 

Ci vediamo alla Iyahbingi Yard!!

Rastafari blessings

 

Ras Julio

 

ascolta qui

 

 

 

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Era il venerdì santo del 1963 (12 Aprile) quando il Governo Giamaicano e la popolazione civile si lanciarono in una vera e propria caccia all’uomo contro i fratelle e le sorelle Rastafari.

Furono tre giorni di tremenda repressione in cui l’agghiacciante ordine del Primo Ministro Alexander Bustamante risuonava nelle strade: “Catturateli e portateli dentro vivi o morti. Quando la prigione non può più contenerli allora trascinateli al cimitero”.

L’obiettivo era sopprimere in maniera definitiva il Movimento Rastafari che, con i dreadlocks e il messaggio di riscatto del popolo nero, rappresentava una vergogna e una minaccia per l’élite Giamaicana post coloniale.

Il pretesto per questa spietata persecuzione fu uno scontro tra dei civili Giamaicani e la polizia che sfociò nell’ incendio di una pompa di benzina nella località di Coral Gardens nei pressi della città di Montego Bay Jamaica.

La stampa affermò erroneamente che i colpevoli erano dei Rastafari, si trattava invece di “farmers” (agricoltori) che vennero scambiati per Rasta a causa delle loro barbe.

Uno di loro era Rudolph Franklin, agricoltore locale che aveva ereditato un piccolo terreno nella località di Coral Gardens. Qui coltivava ortaggi per auto sussistenza.

Il suo unico “torto” era quello di essere troppo vicino alla Rose Hall Estate, una residenza di lusso per turisti e questo forse disturbava i ricchi passanti che di certo non gradivano vedere un povero “Jamaican countryman” al ritorno da costose escursioni delle spiagge locali.

La polizia allora intervenne, fece visita a Franklin intimandogli di lasciare il terreno accusandolo di occuparlo abusivamente. Il giovane più volte rispose che invece la terra era sua di diritto e che in realtà non disturbava nessuno.

Durante il primo raid gli agenti distrussero il suo raccolto come primo avvertimento.

Quando le forze dell’ordine tornarono una seconda volta non se ne andarono prima di aver distrutto nuovamente gli ortaggi e addirittura aver ripetutamente sparato a Franklin che ora giaceva sul suolo in fin di vita.

Lo credevano morto ma così non era.

Portato in ospedale venne salvato nonostante le circostanze gravissime.

Dopo settimane di ospedale uscì e venne immediatamente incarcerato a causa di alcune piantine di cannabis trovate nel suo campo al momento del secondo raid. Dopo mesi di galera il giovane era di nuovo fuori con un gran desiderio di rivalsa.

L’attacco alla pompa di benzina fu una vendetta da parte di Rudolph Franklin che aveva reclutato altri complici per rivendicare l’ingiustizia subita dalla polizia.

Ovviamente un gesto sbagliato e non giustificabile, provocato dall’immensa frustrazione per quanto accaduto.

Ma i Rasta cosa c’entravano?

Proprio un bel nulla.

Il Primo Ministro però, cogliendo questo episodio come un’opportunità per ripulire la società dai Dreadlocks Men, dichiarò la “caccia ai Rastafari”.

Centinaia di poliziotti e militari in assetto da guerra con tanto di furgoni blindati ed elicotteri iniziarono a passare per filo e per segno la zona di Montego Bay.

La cosa forse ancora più brutta fu che il Primo Ministro promise una ricompensa a tutti i civili che avessero consegnato Rasta (…o presunti tali) alle autorità.

I fratelli ignari della motivazione di tale atrocità si ritrovarono da un momento all’altro ad essere il bersaglio di un genocidio da parte del loro stesso governo e della loro stessa gente.

Fu il delirio.

Tre giorni di uccisioni, incarcerazioni, torture contro uomini, donne e giovani.

Forse la pagina più triste della storia del Movimento Rastafari e un grande atto di criminalità da parte del Governo Giamaicano.

Le porte delle case venivano sfondate dalle truppe armate senza nessun motivo né mandato di incursione. Chiunque vi fosse all’interno era automaticamente prigioniero.

Settantadue ore in cui molti si rifugiarono nella giungla più profonda, altri restarono nascosti sotto terra e chi non riuscì a scappare dovette affrontare il frutto amaro dell’odio umano.

Era il venerdì santo prima della Santa Pasqua, quello che in inglese è chiamato il Good Friday ma che, considerate le circostanze, i Rasta ribattezzarono il “Bad Friday”.

Proprio come il Cristo infatti, i fratelli e le sorelle restarono tre giorni nella morte prima di poter finalmente risorgere.

Il Movimento Rastafari non morì, come si aspettavano i politici Giamaicani, anzi si rialzò più forte e più numeroso di prima.

Senza vendetta o senza cattiveria nel cuore, i Rasta diedero un grandissimo insegnamento di forza e dignità ai loro carnefici e forse al mondo intero.

Ras Julio

La scorsa puntata di IYAHBINGI è stata dedicata proprio a questo e ad altre persecuzioni che dovette subire il Movimento Rastafari. 

Ascolta qui:

 

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Raccontare il modus vivendi e il cammino annunciato da Marcus Garvey non è semplice e spesso inaccessibile.

Vi presentiamo dunque un ottimo approfondimento. Un documentario lungo un' ora circa sullo stile di vita sempre più seguito nei 4 angoli della terra e promosso nella musica reggae.

Sempre di più, ci addentriamo nella Livity ( crescita spirituale ) Rasta. Il nuovo portale si pone come obbiettivo dare quanto più informazioni possibili per capire meglio ed avere una visione d'insieme.

Ecco che la tradizione orale, grazie alle nuove tecnologie diventa oggi condivisibile a tutti coloro che hanno intenzione di ascoltare e meditare. Basta conoscere l'inglese per addentrarsi in questo mondo fatto non solo di Amore, Rispetto e Unità. Scoprirete molto di più seguendo il bellissimo documentario.

 

 

Documentary  Untold Stories – The Livity of RasTafari

 


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La spiritualità Rastafari è nata in Giamaica ma dove precisamente c'è stato il primo focolaio e la prima congregazione di uomini che accettavano una nuova fede ?

Dov'è può essere individuato il primo posto sull'isola ? Qualcuno deve esserselo posto come domanda.

Se è molto chiaro che non è una religione ma una livity, un percorso spirituale che serve per elevarsi. Se la profezia di un Re nero rivelatasi in Haile Selassie, leone di Giuda, fu annunciato da Marcus Garvey, si avverò sull'isola del reggae, allora quale dove si è innescata e cresciuta la prima family?

 

A tutti questi punti interrogativi e domande sembra rispondere questo video che è molto chiaro...

Secondo Bunny Wailer la prima fiamma sembra essere innescata a Trech.

In quegli anni magici, secondo l'ultimo dei tre The Wailer ancora in vita tutto passava per la Yard dove è cresciuto.

Trech Town dunque rappresenterebbe oltre che la Yard identificata dove nacque è crebbe il reggae anche uno dei primi posti se non forse il primo in assoluto dove nacque la prima comunità.

Allora solo Pinnacle fu un altro focolaio ma non così duratura come Tench Town.

Inoltre nella magica Yard divenne un punto di incontro dove oltre alla fede Rastafari, nacquero i primi canti, si incontravano i primi musicisti ispirati che diedero il via poi al Reggae.

La nascita della musica in levare, nata dai Rasta per diffondere il messaggio a chiunque .

Tutto partì dunque da Tench Town?

 

 

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