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FINI OSCURI

Il 21 febbraio è tenuta a Roma la manifestazione nazionale contro il disegno di legge sulle droghe di Fini. Saranno molte le anime della società civile che si incontreranno in questo happening per gridare con forza il disaccordo su un progetto di legge oscurantista e repressivo. Il pericolo della trasformazione di tale proposta in legge è davvero elevato: un suo primo effetto sarebbe l'equiparazione tra spacciatori e consumatori e per molti diventerebbe concreta la possibilità di entrare nelle già affollate patrie galere. Altr effetto perverso del disegno di legge è l'equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti alimentando così la persecuzione di tutti coloro che fanno uso di marijuana che verranno considerati dei deviati da rieducare o da chiudere in carcere. Nessun riconoscimento delle qualità terapeutiche della ganja che anni di ricerche hanno dimostrato scientificamente idonea nella cura di alcune patologie. E così pian piano e senza molto clamore l'onorevole Fini ridisegna la società italiana. Ha cominciato prima dagli immigrati, creando insieme a Bossi, una delle leggi più ingiuste e vessatorie sull'immigrazione. Poi è arrivata la legge della chiusura obbligatoria dei locali alle 3 di notte per giungere, infine, al sogno mai dimenticato del poco onorevole Fini: criminalizzare tutti coloro che fanno uso di erba. Il progetto di legge è un grande passo nel buio che annulla anche gli effetti del referendum del 1993 che depenalizzò l'uso personale di sostanze stupefacenti. E' necessario dunque che a Roma sia forte e chiaro il messaggio di totale disaccordo contro questo disegno di legge smontando con cura ogni falsità che il governo vuole legittimare per giustificare l'intervento proibizionista. Gli ingredienti che la propaganda usa contro la "maria" sono sempre gli stessi: evidenziare la falsa pericolosità sociale della marijuana con gli stessi argomenti utilizzati 50 anni fa quando si decise che la ganja fosse una droga con effetti collaterali quali la schizofrenia e la predisposizione alla violenza. Tutte menzogne contro le quali alte dovranno levarsi le voci, le note e le parole di tutti noi che amiamo la reggae music.

Pubblichiamo il comunicato redatto per la campagna di sensibilizzazione e informazione "ConfiniZero" alla quale partecipano diverse realtà associative e diversi esponenti della società civile

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CONTRO LA LEGGE FINI SULLE DROGHE
CONTRO LE POLITICHE PROIBIZIONISTE

La tutela dei diritti e delle liberta' di scelta impone la mobilitazione dei piu' ampi settori della societa' civile, degli operatori, dei consumatori di sostanze e di tutti quelli convinti che sia ora necessario attivarsi per dire no al disegno di legge sulle droghe firmato da Fini.
Un'orchestrazione repressiva che mette in discussione la facolta' di ogni individuo ad autodeterminare la propria esistenza e rappresenta un'ulteriore strumento attraverso cui si spiana la strada alla frenetica maratona repressiva attuata da questo governo. Dietro la legge appare chiara una piu' generale volonta' di vietare e punire prima ancora del consumo, il comportamento e lo stile di vita di una cospicua parte della popolazione. Il concetto da cui prende forma questo decreto, ovvero la criminalizzazione del consumatore, la messa in discussione della sua liberta' di scelta, ma anche di cura, calpesta il referendum popolare del '93 che gia' 10 anni fa aveva sancito la non punibilita' penale del consumo. Segue poi l'abolizione della distinzione tra droghe leggere e pesanti, un'ulteriore modifica in linea con la precedente che getta in unico calderone tutte le sostanze, alimentando la propaganda terroristica della 'tolleranza zero'. Il disegno di legge svilisce il ruolo del servizio pubblico, scatenando una competitività sfrenata tra strutture pubbliche e private, umiliando e mortificando il lavoro e l'esperienza di chi, come gli operatori dei Sert e delle unita' di strada, attraverso le strategie della riduzione del danno, limita gli effetti negativi dovuti al mercato nero e all'abuso di sostanze. Rispetto a metodi alternativi e alle
sperimentazioni in atto negli altri paesi europei, invece di promuovere i servizi orientati a pratiche non coercitive, questa legge si basa su pericolose falsita' antiscientifiche: la marijuana rende schizofrenici, non ha effetti terapeutici, il metadone nuoce ai tossicodipendenti... Gia' a causa dell'attuale legge quasi il 40% della popolazione Carceraria è detenuta per reati connessi alle droghe; se queste legge trovasse applicazione, sarebbero gravemente inasprite le vessatorie sanzioni amministrative che limitano le libertà personali. Una legge che metterebbe in galera altre decine di migliaia di persone che fumano marijuana o che ne assimilano il principio attivo per uso terapeutico, aggravando così ulteriormente la gia' vergognosa condizione di sovraffollamento delle carceri e ignorando l'imminente necessita' di attuare misure alternative alla detenzione per i tossicodipendenti. Una legge che fa comodo ai narcotrafficanti che si arricchiscono sul proibizionismo, mentre sulla scia dell'ennesima caccia alle streghe, i governi muovono guerre globali sventolando anche il vessillo della "war on drugs" planetaria. Recuperando innanzitutto i concetti di riduzione del danno, di promozione della salute e di corretta informazione, distinguendo tra consumo, abuso e dipendenza, rifiutiamo con forza lo strumentalismo repressivo veicolato in questa legge e rivendichiamo una politica alternativa sulle droghe che vada oltre anche l'attuale legislazione. Per la completa depenalizzazione del consumo. Per il rafforzamento delle pratiche di riduzione del danno. GIUSTO O SBAGLIATO
NON PUO' ESSERE REATO!!

Indice di Human Rights
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Articolo a cura di : Bigga
Fonti: Jamaican Press
 
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