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Fermate
la musica assassina
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Le
lyrics omofobiche, una volta il marchio di fabbrica di molte canzoni
degli artisti dancehall, sono diventate ora uno dei maggiori ostacoli
per molti di questi artisti. Tutto ciò è avvenuto principalmente
a causa delle vibranti proteste delle associazioni che difendono i
diritti dei gay e delle lesbiche in Europa e negli Stati Uniti. Queste
associazioni hanno lanciato una grande campagna di protesta contro
gli artisti dancehall che scrivono lyrics discriminatorie e che lanciano
dal palco invettive contro gli omosessuali. A condurre questa battaglia
è una delle maggiori associazioni per la difesa dei diritti
dei gay in Inghilterra, la Outrage, che ha da poco stilato un rapporto
per denunciare l'atteggiamento sempre più omofobico di alcuni
artisti giamaicani.
"Speriamo che la nostra campagna contro la "murder music"
(la musica che uccide, ndr) si diffonda in tutta Europa" - ha
dichiarato Peter Tatchell, uno degli esponenti della Outrage - "Questi
artisti che sprigionano odio nelle loro canzoni avranno molte difficoltà
a diffondere i loro incitamenti ad uccidere le lesbiche e i gay. Forse
quando vedranno che la nostra campagna gli procurerà delle
difficoltà finanziare butteranno via le loro lyrics" -
ha concluso Tatchell.
I primi risultati di questa campagna sono stati la cancellazione di
alcuni concerti. Ad esempio il concerto di Bounty Killer, previsto
a settembre in Belgio, è stato cancellato. L'organizzatore
del festival nel quale doveva esibirsi l'artista ha dichiarato di
non voler permettere nessuna esibizione di chi pronuncia parole di
odio e discriminazione. Ha inoltre auspicato che altri promoters seguano
il suo esempio.
Sempre in Belgio altri due artisti, Beenie Man e Capleton, hanno suonato
solo dopo aver assicurato che non avrebbero cantato le lyrics discriminatorie,
anche perchè avrebbero rischiato l'arresto. Al concerto ad
Amsterdam di Capleton e TOK una delegazione di Amnesty International
ha organizzato una manifestazione all'entrata del concerto mentre
a Parigi le associazioni per la tutela dei diritti dei gay si stanno
attivando per cancellare il concerto di Elephant Man allo Zenith di
Parigi.
Per Beenie Man problemi anche in Inghilterra dove l'artista è
stato fermato all'aereoporto di Heathrow dalla polizia che gli ha
intimato di non cantare le sue lyrics contro i gay. E' ancora nel
Regno Unito che la manifestazione del gay pride ha preso di mira alcuni
cantanti giamaicani prendendoli in giro con delle foto nelle quali
gli artisti - Beenie Man, Elephant Man, Bounty Killer e Buju Banton
- venivano dipinti come delle vere e proprie "dancehall queen".
Il sindaco di Londra Mr. Livingstone ha condannato i testi che incitano
la violenza contro i gay e le lesbiche e ricordato che l'assasinio
di Brian Williamson (attivista gay giamaicano ucciso nel mese di giugno,
ndr) è il sintomo che nel mondo cresce la discriminazione e
l'odio contro gli omosessuali.
Intanto in Giamaica cresce l'omofobia e il governo non sembra intenzionato
a intraprendere nessuna azione concreta per contrastarla. Il primo
ministro Patterson si è risentito delle pressioni europee per
abolire la legge che punisce la sodomia lamentandosi delle ingerenze
esterne negli affari del proprio paese. Anche le indagini sull'omicidio
di Williamson proseguono a rilento e la polizia è sempre più
convinta che si tratti di un "semplice" omicidio per rapina.
Una cosa è certa: crescono gli omicidi e dall'inizio del 2004
sono già 658 i giamaicani morti ammazzati.
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Articolo
a cura di : Bigga
Fonti:
Jamaican Press
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