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WELCOME
inna new REGGAE
REVOLUTION.it
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Giamaica:
problemi
economici e criminalità
L'isola
caraibica ha un tasso di omicidi tra i più elevati
del mondo e un'alta percentuale della popolazione vive sotto
la soglia di povertà. Gli sforzi del Governo per migliorare
gli
investimenti stranieri nell'isola non sono sufficienti, ma
il
turismo continua ad essere il motore trainante dell'economia.
di Stefano Marinelli
La
miseria e il crimine sono in Giamaica due fenomeni traloro
interdipendenti: in un senso, le masse di poveri chepopolano
i sobborghi dei grandi centri urbani costituiscono un humus
fertile dove le radici della criminalità possono
facilmente attecchire. Viceversa, una condizione sociale
pericolosa e instabile non aiuta certo a incoraggiare gli
investimenti stranieri e a
sviluppare il settore turistico, elementi chiave per il
rilancio dell'economia.
Per risolvere sia l'uno sia l'altro problema occorrerebbero
radicali misure strutturali per ridurre il colossale debitodel
paese e per riformare le forze dell'ordine, ma non
sembra, almeno per il momento, che gli attuali dirigenti
politici sia al Governo che all'opposizione (la differenzaideologica
tra i partiti è pressoché inesistente) siano
in
grado di prenderne. Gli osservatori più ottimisti
ritengono però che i piccoli progressi dell'economiaregistrati
negli ultimi mesi, potranno portare, se continueranno nei
prossimi tempi, a un graduale miglioramento delle condizioni
sociali anche dei gruppi più poveri, e di conseguenza
a una riduzione del fenomeno della criminalità.
Fonti: Equilibri.net del
7 giugno 2004
Fermate
la musica assassina !

Le
lyrics omofobiche, una volta il marchio di fabbrica
di molte canzoni degli artisti dancehall, sono diventate
ora uno dei maggiori ostacoli per molti di questi artisti.
Tutto ciò è avvenuto principalmente a
causa delle vibranti proteste delle associazioni che
difendono i diritti dei gay e delle lesbiche in Europa
e negli Stati Uniti. Queste associazioni hanno lanciato
una grande campagna di protesta contro gli artisti dancehall
che scrivono lyrics discriminatorie e che lanciano dal
palco invettive contro gli omosessuali. A condurre questa
battaglia è una delle maggiori associazioni per
la difesa dei diritti dei gay in Inghilterra, la Outrage,
che ha da poco stilato un rapporto per denunciare l'atteggiamento
sempre più omofobico di alcuni artisti giamaicani.
"Speriamo che la nostra campagna contro la "murder
music" (la musica che uccide, ndr) si diffonda
in tutta Europa" - ha dichiarato Peter Tatchell,
uno degli esponenti della Outrage - "Questi artisti
che sprigionano odio nelle loro canzoni avranno molte
difficoltà a diffondere i loro incitamenti ad
uccidere le lesbiche e i gay. Forse quando vedranno
che la nostra campagna gli procurerà delle difficoltà
finanziare butteranno via le loro lyrics" - ha
concluso Tatchell. [
LINK ] |
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THE
POOR PEOPLE DEFENDER
CHUCK FENDER Ha
una missione:
La JAMAICA
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"Giuro
che non cambierò mai, continuerò a insistere
per darvi canzoni come queste. Prometto che non cambierò
mai, difendere la gente nera è uno dei miei più
grandi desideri" (dalla canzone I Swear,, ndr). [
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Nuovo
Maxi Numero di Reggae Revolution
di ben 88 pagine
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PALESTINA
FAMIGLIE
SEPARATE DA POLITICHE DISCRIMINATORIE
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Dopo
14 anni di matrimonio, mio marito nonche' padre dei miei figli
non ha alcun diritto di dormire nella nostra casa, alcun diritto
di dare il bacio della buonanotte alle sue figlie, alcun diritto
di vegliare su di loro se si sentono male nottetempo. Che
logica c'e' nel costringere una famiglia a vivere questo inferno
ogni giorno, anno dopo anno?'
[ LINK
]
La
Roots Yard
Il bilancio della Yard dopo 9 giorni di Rototom è
estremamente positivo,...[ Link
]
La
Free Yard
In
9 giorni di Rototom Sunsplash la Yard è stata un punto
di incontro per le crew italiane ed europee.. La yard è
stata aperta tutti i giorni dalle 12:30 alle 19:30. Durante
lo svolgimento, ci fa piacere segnalarlo, nessun sound/silecta
ha creato o avuto alcun problema
[
Link ]
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Aiutiamo
il RWANDA
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Human
Rights & Justice , la nuova sezione del
sito riporterà tutte le notizie riguardanti
la violazione dei Diritti Umani nel mondo, le guerre,
i soprusi ma anche le campagne di sensibilizzazione,
le azioni non violente e le iniziative di boicottaggio.
Proprio in quest'ottica abbiamo iniziato una seria
collaborazione con Amnesty International in Jamaica
con Maria Carla Gullotta e oggi rafforziamo la nostra
posizione con il Gruppo Italia 183 - nato a Paliano
(FR) intorno al 1993 nella provincia sud di Roma e
in tutta la provincia di Frosinoneche ha già
affrontato, in questo decennio, decine di campagne
, contribuendo insieme a migliaia di soci di Amnesty
ad una comune azione per ottenere dei risultati efficaci
contro le violazioni dei diritti umani. Grazia al
Gruppo 183 ,che abbiamo conosciuto in occasione del
Positive Vibration ,con loro intraprenderemo una campagna
di sensibilizzazione in uno dei tanti progetti in
particolare quello sui i diritti negati in Rwanda..
Raccogli anche
tu le firme, una sola firma è importante e
può risultare determinante per una persona
in pericolo di Vita. [
LINK ]
Esprimi la tua opinione: i testi Violenti e Omofobici
c'entrano con le tematiche della reggae music
? QUI |
REGGAE
REVOLUTION
CONDANNA LE LYRICS VIOLENTE
Perchè
questo odio contro gli omosessuali?
Ricercandone le radici dobbiamo sfogliare il libro della
Sacra Bibbia dove in diversi passi c'è una condanna
aperta per tutti i rapporti omossesuali. Anche il Vaticano
è da sempre contro gli omosessuali eppure non abbiamo
mai sentito il Papa invitare i fedeli a "sparare
in testa ai gay", anche se in passato c'erano i roghi,
Artisti quali Capleton e Sizzla vi spiegheranno che i
loro inviti a bruciare i gay sono metaforici e con orgoglio
difenderanno la loro posizione fondamentalista. Per altri
cantanti i riferimenti biblici sembrano solo un pretesto.
Prendiamo ad esempio Elephant Man che alterna lyrics nelle
quali si vanta di fare sesso con le donne come fossero
bambole inermi a lyrics di profondo odio per i gay e le
lesbiche. A chi gli ha chiesto il perché dei suoi
testi contro i gay, ha risposto che è scritto nella
Bibbia. Peccato che dal Libro Sacro abbia tratto solo
questo, il resto lascia molto a desiderare.
Oppure Beenie Man che dimenticando i grandi problemi che
affliggono la Jamaica canta fiero "sogno una nuova
Jamaica dove tutti i gay saranno eliminati". Per
questi artisti l'omofobia sembra una sbiadita bandiera
con la quale conquistarsi l'attenzione dei media; c'è
molta speculazione commerciale nelle loro azioni.
Molti fratelli e sorelle dicono che un vero Rasta è
contro gli omosessuali anche se poi non ci spiegano con
convinzione perchè Bob Marley, Burning Spear e
Luciano, solo per citarne alcuni, non hanno mai avuto
la necessità di trasformare il loro disaccordo
sulle scelte sessuali altrui in odio e violenza. Anche
chi sostiene che l'omofobia fa parte della cultura caraibica,
rispondiamo che una cultura, qualunque essa sia dovrebbe
essere portatrice di un valore universale che si chiama
Rispetto. Reggae Revolution condanna qualsiasi forma di
violenza e incitamento all'odio e segnalerà gli
artisti che si renderanno responsabili di questi atti.
Infine lanciamo un invito a tutti i sound: evitate di
passare i brani incriminati: forse le vostre dancehall
saranno meno affollate ma in compenso non vi renderete
complici nell'alimentare un clima di odio e di violenza.
Rasta is Peace, Love and Unity!
Jah Bless
Reggae
Revolution Crew
Buju
Banton
proibito in Gran Bretagna
Tempi
duri per Buju Banton che dopo aver avuto diversi problemi
con la giustizia Jamaicana, viene ora bandito dall'Inghilterra.
Infatti all'artista sarà vietato entrare nella
Gran Bretagna perché condannato, il mese scorso,
per possesso di ganja. Esiste infatti una legge inglese
che permette di rifiutare l'entrata nei propri confini
a chi ha subito condanne penali. Nel dicembre dello scorso
anno la polizia fece irruzione nella casa di Buju dove
trovò qualche piantina di maria. I magistrati hanno
condannato l'artista che ha evitato la prigione grazie
al pagamento di una pesante multa. In quell'occasione
Buju Banton dichiarò di essere dispiaciuto della
condanna in quanto i magistrati non avevano tenuto conto
del suo apporto fondamentale alla diffusione della musica
jamaicana nel mondo. Ricordiamo che Banton ha avuto problemi
anche negli Stati Uniti dove attualmente non può
esibirsi. A fine anno dovrebbe uscire il suo nuovo disco
ote Rasta God Soul" e Buju è sempre più
convinto che ci sia una macchinazione affinchè
non si esibisca nei due più importanti mercati
discografici, preferendo la dancehall pop alla sua conscious
music. "Hanno sempre cercato di fermare quello che
realmente sente la mia anima ma non ci riusciranno mai.
Oggi se cerchi di dire la verità prima o poi diranno
che sei un terrorista" - ha dichiarato Buju. "Molti
dovrebbero sapere quello che accade oggi in Jamaica dove
migliaia di innocenti sono in carcere senza che ne conoscano
il motivo".
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LA
CULTURA DEI MAROON PATRIMONIO DELL'UMANITA'
L'eredità
musicale della città dei Maroon (Maroon Town) nel
Portland ha ricevuto un riconoscimento internazionale
dall'UNESCO. La cerimonia si è tenuta a Kingston
nel mese di giugno. Il riconoscimento premia la cultura
ancestrale della comunità storica dei Maroon e
della importanza ricoperta nell'evoluzione della tradizione
giamaicana.
La musica dei Maroon è considerata come eredità
intangibile dell'Umanità: quest'ultima è
stata trasmessa di generazione in generazione e modificata
grazie a un processo di ricreazione collettiva. Ha acquisito
un'importanza particolare durante il periodo della schiavitù
quando le canzoni che venivano intonate durante i massacranti
turni di lavoro avevano la capacità di rendere
più "facile" il lavoro e di creare un
codice di comunicazione segreta per combattere i soldati
inglesi. La forma tradizionale della musica dei maroon
è fondamentale per la presentazione e l'articolazione
di tutti gli aspetti della vita dei maroon, come i rituali,
le celebrazioni e le attività giornaliere. La voce
era caratterizzata sia da suoni nasali sia da toni più
dolci quando si comunicava in piccoli gruppi.
Il riconoscimento potrà dare la possibilità
di creare manifestazioni tese a mantenere inalterato il
valore storico della cultura dei Maroon, e di dare nuovo
impulso alla città di Maroon Town che oggi appare
un quadro sbiadito rispetto alla sua importanza storica.
Con queste iniziative l'UNESCO cerca di preservare i valori
delle antiche tradizioni e sono tese ad evitare che quest'ultime
scompaiano.
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PAKISTAN:
AUMENTANO
I BAMBINI LAVORATORI
Lo
sfruttamento minorile nel Paese sta crescendo in modo
molto rapido: secondo il Programma di sviluppo delle Nazioni
Unite (UNDP), i bambini sfruttati sotto i 14 anni sono
9 milioni. Rispetto allo scorso anno, si è registrato
un incremento di 1 milione. "La metà dei palloni
da calcio di tutto il mondo passa tra le mani di bambini
pakistani, non per gioco ma per lavoro, nonostante il
governo abbia proclamato il 2004 "Anno della tutela
del bambino" riporta l'agenzia di stampa Asianews.
In Pakistan la più alta concentrazione di lavoratori
minori è a Sialkot, una provincia nel nord-ovest
del Panjab. "L'ultima indagine nazionale dell'Ufficio
statistico nel 1996 aveva registrato 3 milioni e 300 mila
bambini lavoratori" denuncia Asianews. "Di fronte
a questa situazione, la Società per la protezione
dei diritti del bambino (SPARC) ha chiesto al governo
di bandire in via definitiva il lavoro minorile e di istituire
l'educazione scolastica obbligatoria e gratuita per tutti
i minori".
Nel 1991 un provvedimento sull'impiego di bambini aveva
proibito in generale ogni forma di lavoro minorile. La
SPARC avanza ora richieste più specifiche: una
nuova legge per innalzare - da 14 a 18 anni - l'età
minima dei ragazzi impiegati nei lavori "a rischio".
Una ricerca dell'Organizzazione internazionale del lavoro
(OIL) ha individuato 29 lavori rischiosi. Tra questi,
la conciatura di pelli, l'estrazione di carbone, la fabbricazione
e vendita di materiale esplosivo, il lavoro in stabilimenti
di gas naturale, raffinerie, fabbriche di vetro, acciaierie,
stampa e tintura di tessuti.
L'OIL richiede la riattivazione della una commissione
di vigilanza sul lavoro minorile istituita nel 1992 e
in seguito abolita.
Disoccupazione, tossicodipendenza e analfabetismo restano
gli ostacoli maggiori all'abolizione del lavoro minorile
in Pakistan.
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