Lunedì, 11 Febbraio 2019 20:49

REBEL SALUTE - SBARCA LA MUSICA AFRICANA - Foto e Recensione Esclusiva SABATO

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Il Rebel Salute ha sempre anticipato i tempi, dettato o confermato i trend e le canzoni di successo. Questa volta è diverso, mai un genere differente dal roots reggae e dancehall clean aveva mai solcato il palco del festival Rasta per eccellenza.

Non parliamo di un hit ma di una nuova tendenza musicale che viene dall'Africa, si chiama Afropop o Afrobeat . La conferma viene dagli stessi interpreti giamaicani come Demarco in No Wahala, che trasforma la sua voce per somigliare a quella africana.

Con uno sguardo all'Africa, Tony Rebel, ha aperto la seconda giornata invitando Bobi Waine dall'Uganda. L'artista sta assumendo sempre più un ruolo da liberatore grazie anche la sua capacità di sensibilizzare il mondo intero sulla sua Uganda dove arrestato e picchiato è dovuto scappare dal regime.

Il suo, sarà il miglior concerto in assoluto di tutta la nottata con musica e speech che ha toccato i cuore di tutti i presenti.

Il secondo ospite è il nigeriano Patoranking. Turbolenta la sua esibizione meno coinvolgente anche perché conosciuto solo per hit My Woman, My Everything ft. Wande Coal.

L'africano è colpevole di non aver fermato due ballerini scatenati che hanno oltraggiato il palco con balli espliciti e sessuali- Mai successo al Rebel ed anche se poi si è scusato, avrebbe dovuto fermarli prima. Tanto grave da essere censurato nei video ufficiali tagliando la parte rovinosa.

 

RECENSIONE SABATO

 

Questa volta stra pienone al Grizzly Piantation, la serata rispetto al Venerdì regala subito forti emozioni. Il pubblico è più partecipe, la massive suona le trombette, grida e si fa sentire. Spesso interrompono e richiedono di risuonare quella canzone.

 

Echo Minott tra i primi ma sopratutto Ken Boothe con un energico show fa una grande impressione

positiva ed iniziano a sentirsi le prime trombe. Con l'esplosivo Yellowman e la sua nuova linea di abbigliamento “Zung guzung gu gu zung gu zeng “ sfoggiata , fa tuonare la massive.

 

La band dei Chalice piace ed è una di quelle esibizioni che solo al festival rasta si può vedere, segue

Half Pint ancora una volta con una grintosa esibizione.

 

Poi tocca a Louie Culture, King Sound, Leroy Smart. Note positive per Dre Island e

Jessie Royal, la sua è la conferma del grande momento.

 

Arriva sul main stage la reginetta Queen Ifrica questa volta è la sua parrucca ad impressionare, poi la toglie per continuare e non dimentica mai un messaggio al suo pubblico. Sul palco gli viene consegnato la statuina del 36° Reggae Irawa come vincitrice del Best Famale Vocalist.

 

Assassin da quando ha cambiato nome in Agent Sasco gli deve aver portato fortuna visto l'album incredibile dello scorso anno e le nuove hits.

 

Tutto bene ma ormai il ritardo in tabella è irrecuperabile stimiamo le 10 del mattino se gli artisti rimasti avessero lo spazio concordato da scaletta.

 

Il miglior show act con speech inclusi favolosi, è quello strappalacrime di Bobi Wine, il primo artista africano e come anticipato non sarà l'unico. L'abbraccio all'uscita con Mutabaruca

un momento indimenticabile. L'artista ha ringraziato la musica regga giamaicana per l'ispirazione ai migliori principi soprattutto quelli di liberazione agli oppressori .

La musica gioca un grande ruolo per il suo paese perché aiuta a liberare dalla dominazione.

Per favore non smettete di guardare all'Africa perché noi non siamo uomini liberi.

Poi stuzzicato da Mutabaruca perché Wine si sa è un termine dancehall specifico, lui ha risposto che lo chiamano Bobi mentre Wine perchè la gente dice che più invecchia più' migliora, come il vino. Milioni persona vedono quello che stai facendo dice Muta e grazie a te, ora sappiamo che abbiamo ancor maggiori responsabilità nel fare testi puliti e contro le ingiustizie e gli oppressori .

 

Segue il peggior show act quello dell'esilarante Fantan Mojah che si presenta con un abbigliamento piumato invernale assurdo. Sul palco si spoglia inceppandosi nei vestiti. Non riesce a togliersi il turbante, si scioglie i dread , non sembra in vena ed all' altezza di un Rebel

 

Patoranking e l' afrobit al festival non male, se non fosse che un ballerino invitato si esibisce in un ballo oltre l'indecente. Dimentichiamolo presto quest'incidente anche perché censurato.

 

Mr Vegas fa un ottima impressione è quasi l'alba e si presenta vestito anni 70 con tanto di piuma sul cappello e calzari particolari . Ricorda i progenitori giamaicani ed il suo show è fortissimo. Forse troppo lungo.

 

Dopo arriva Wayne Wonder grande presentazione di Ellis Kelly di Irie Fm per

Rodney Price vero nome di Bounty Killer che lascia nome artistico e cattive parole a casa, per cantare solo testi puliti. Questo è il potere speciale del Rebel Salute, il rasta festival.

Strepitoso sentire Bounty totalmente clean , una meravigliosa eccezione che vorremo sentire e vedere più spesso.

 

Dopo l'energico Bounty arriva Nesbeth che é il primo che inizia a lamentarsi per l'orario. Le sue corista sono andate via per il ritardo prolungato. Poi abbassa troppo i toni e fa riflettere con la sua canzone dedicata alla moglie. morta lo scorso anno. Chiude con la super hit My Dream ma abbiamo visto fare di meglio.

 

Siamo nel finale ormai sono quasi le 9 del mattino quando Bushman inizia a cantare, dopo poco voci dal backstage gli dicono di tagliare. Sale allora Jah Cure, lui si mette da parte ma non va via. Sale anche Keniatta con il presentatore che invita a chiudere.

Bushamn raccoglie l'assist di Nesbeth e si lamenta dello spazio, un artista deve avere quello concordato se non c'è facciamo il festival per 3 giorni o otto, come fa il Rototom .

Anche Jah Cure è penalizzato dalla chiusura anticipata con solo 2 o 3 canzoni. Tira la sciarpa a Bushman e scende quando ma quest'ultimo non desiste ed intima

di riprendere alla band, che stava ormai smontando la strumentazione. Li convince a suonare, la gente numerosa applaude e canta Downtown. Prende 3 pull up consecutivi.

 

Chiude il festival con tanta di quella energia che non si sentiva da anni. Poi intervistato piange dispiaciuto perché spiega che non ha voluto affatto fare il prepotente ma voleva solo il giusto spazio concordato visto i sacrifici che si fanno per questo mestiere.

Anche Jah Cure ribadisce poi che si aspetta un maggior riconoscimento dello show act .

 

Ultimo e deluso Keniatta Hill che nel giorno del compleanno del padre tanto decantato non ha cantato nemmeno un pezzo dei Culture. Peccato per il timing del Line Up, era un ottima chiusura programmata-

 

Bravo Bushman nel rivendicare un suo diritto, ha regalato al pubblico presente e numeroso, un ultima e forte emozione, una canzone da ricordare cose che solo il Rebel Salute sa regalare.

 

 

 

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 Leggi IL REBEL SALUTE e BUSHMAN SI SONO CHIARITI

http://www.reggaerevolution.it/component/k2/item/1007-rebelsalute-bushman.html

 

 

 

 

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